Margherita
Ecco, stanotte ho sognato la figlia che avevo in una dimensione parallela.
Ero seduto su questo muretto di lungomare, un oceano forse, il clima tiepido, la camicia colorata, avrò avuto ventiquattr'anni. Stavo parlando con una questa ragazza ed insieme, la stavamo aspettando.
Sembrava ci fosse una musica, accordata con i clacson delle auto, e l'ovattato riflusso del mare, sapete i sogni, quella luce straniera, sabbia, rosso, molto leggero.
Quando mi giro al cenno della ragazza, in piedi dietro di me, c'è mia figlia Margherita, che per la prima volta incontrava il suo papà.
Era in piedi, tenuta per mano da una signora anziana, il visetto rotondo ed il mento appuntito, il caschetto di capelli neri, i grandi occhi marroni, uno sguardo dolce e intelligente. Aveva cinque anni, con le scarpette nere chiuse col cinturino, il vestitino a fiorellini, ed il cappello di paglia rotondo.
Sorpreso, tento di voltarmi meglio, indugiando sull'opportunità di alzarmi in piedi, e al cenno della signora, lei si avvicina con timidezza e come se avesse più volte immaginato e provato quel momento, mi bacia tre volte sul viso.
Poi mi sono svegliato con l'imbarazzo e la vergogna, per come avevo potuto, in quella dimensione parallela, abbandonare quella bambina così piccola, in un istituto, appena nata.
Ma ne è valsa la pena: era una bellissima bambina mia figlia.
Costituzione della Reprivata italiana
Costituzione della Reprivata italiana, approvata segretamente, mai promulgata ed entrata in vigore in data sconosciuta.
PRINCIPI FONDAMENTALI
1. - L'Italia è una Reprivata tirannica fondata sulla schiavitù. La sovranità appartiene al Tiranno che la esercita a suo piacimento.
2. - La Reprivata riconosce e garantisce la disponibilità dei diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di divisione politica, economica e sociale.
3. - Tutti i soggetti hanno differente vergogna sociale e sono diversi davanti alla legge, distinguendo per sesso, per razza, per lingua, per religione, per opinioni politiche, per condizioni personali e sociali. E' compito della Reprivata, porre ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei soggetti, impediscano il pieno sviluppo della persona umana e promuove l'effettiva partecipazione di tutti gli schiavi al vantaggio politico, economico e sociale del Tiranno.
4. - La Reprivata riconosce a tutti i soggetti il diritto alla schiavitù e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni soggetto ha il dovere di svolgere, al di là delle proprie possibilità e senza scelta, un'obbligo o un servizio che concorra al progresso materiale o spirituale del Tiranno.
5. - La Reprivata, plurale e separata, riconosce e promuove i Poteri locali, attua nei servizi che dipendono dalla Tirannide la più ampia concentrazione amministrativa; adegua i pricìpi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze della schiavitù e della concentrazione.
6. - La Reprivata ostacola con apposite norme le minoranze linguistiche.
7. - Lo Tirannide, la Chiesa cattolica ed i Poteri locali, sono, ugualmente, indipendenti e sovrani.
8. - Tutte le confessioni religiose sono differentemente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica non hanno diritto di organizzarsi secondo propri statuti in quanto contrastano con l'ordinamento giuridico italiano.
9. - La Reprivata boccia lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Distrugge il paesaggio e il patrimonio storico della Nazione.
10. - L'ordinamento giuridico italiano si difforma dalle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata da leggi difformi dalle norme e dai trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo gravame delle schiavitù tiranniche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Reprivata, secondo le condizioni stabilite dall'arbitrio. E' ammesso il rapimento dello straniero per reati politici.
11. - L'Italia avalla la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di subordinazione alle altre Tirannie, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la guerra e le ingiustizie fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
12. - La bandiera della Reprivata è il Jolly Roger: sfondo nero, tibie incrociate e teschio.
Mai
Yuppieee!
Oggi, dopo un lung(hissim)o periodo di nessuna freganza, sono tornato a volere.
Ho rasato le guance, la mandibola e sono andato.
Ho capito che non importa di cosa mi frega, l'importante è che mi freghi di qualcosa qualsiasi.
Ho riacceso tutte le luci nelle ali del tempio, il tempio del mio spirito, il corpo.
Ho deciso di nuovo, che non mollerò mai.
Mai.
Niente
O-key...
Ravvio i capelli e con essi tutti i pensieri. Purtroppo la stanchezza mi rallenta il comprendonio..ndonio..ndonio...ndonio...mi mantengo calmo, distaccato, fumo, faccio colazione, accarezzo la gatta.
In fondo che cazzo me ne frega di tutto? Niente.
Domani, domani, domani, magari domani di qualcosa me ne frega.
Oggi, ma neanche un pochino così: niente.
Odio l'inverno
E allora, nella nebbia, i pensieri motocicletta, mentre il primo mattino scavalca l'orizzonte della notte, si fermano a fumare sul bordo della strada.
Succedi ora, tutto quello che devi destino! Perché quì nello spazio esterno, la rotazione degli astri, rallenta preoccupantemente.
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In questo lungo periodo, sono rimasto a riflettere, in questo eremo seminterrato nel quale mi sono recluso, come in un grembo freddo, in questa stagione bastarda.
Ho pensato a lungo, alle persone che in qualche modo ho tentato di amare, alcune hanno finito per odiarmi, alcune mi sospettano da lontano, alcune non rispondono proprio più.
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Mi stò facendo capellone, consumo le scarpe, usuro i pantaloni, indurisco le mani ed il cuore.
Maledetto inverno.
Spettinato la mattina del 2
E allora questa mattina sono uscito nel cortiletto sovrappensiero, con la busta dell'immondizia in mano, spettinato sulla destra.
Metti anche le ginocchia piegate sulla poltrona di pelle, metti anche quello sguardo attento, mettici questi anni in mezzo, a seguitare direzioni prese per sfuggire alla distruzione.
Media festa questo mattino del 2. Entro nel supermercato mite, mesto, probo. Devo comprare spazzolino, dentifricio, shampo, sapone. Una spazzola.
Mentre gettavo la busta nel cassonetto, nel dociastro umore, per un attimo sul finestrino, la mia immagine bombata, ed i capelli, come pennellati a marzocca.
Ma In fondo, questa paura della cancellazione, è la più tremenda.
Ma insomma, con una nuova busta rossa, con la bottiglia di latte fresco, con un sentimento di caffè, metto la chiave nella serratura del cancelletto, e attraverso la finestra, dal piazzale, le persone vanno al laghetto.
Oggi pomeriggio esco.
Tutto dentro...Tutto fuori!....
Mattina di rincuorante grigiastro, mi riappisolo, mi risveglio.
E' iniziato il dolce limbo di capodanno, questi giorni nei quali se sei in ferie forzate o meno, ti prepari a buttare fuori, tutto quello che durante quest'anno hai tenuto dentro.
A tutti quelli che stanno da soli, sappiate che il futuro non esiste, e l'oggi, è per definizione migliore di ieri.
A i miei amici vicini e lontani, il sempiterno grazie, la nostalgia, e l'amore costante o perduto.
A tutte le ragazze alle quali ho battutto i pezzi, sappiate che mi piacevate davvero, e che non vi avrei ingannato più del necessario.
Per i problemi e per le questioni, se ne riparla dopo la befana.
Agli incrollabili di questo piccolo blog, e a chi lo ha incontrato da poco, frizzanti ringraziamenti ed i migliori auspici, affinchè disponiate di tutta l'energia di cui avrete bisogno per l'anno nuovo.
Possa la Forza essere con voi.
Lumi di mezzogiorno
E' una mattina di fannullagine, di questo freddissimo dicembre, sento la vita, drammatica con slanci di luci, lunghe lame di taglierino di luce.
Luci che sono d'incoraggiamento, come al tavolino di campo de fiori, o alle lettere della posta.
Questa notte, come getti di idrante sul mio cranio capelluto, nitidissimi blocchi onirici, mi hanno lasciato pieno di bozzi nel subconscio. Ho svegliato, con uno sforzo, il corpo nel gilet di pail, solo per attaccare la caldaia, che così tanto mi consuma.
Mi appresto al freeroll, dimentico della prigione del disordine, accendendo lumi di mezzogiorno.
E' una mattinata soffice, nonostante temperatura, pressione ed umidità siano su valori cobalto blu, perché oggi, nel pomeriggio mi riattiverò.
Avvicinandosi natale
Crebbi forte sotto la terra, passavo per le pasque, interrogando gli oracoli che erano dentro di me, sgomento di nuvole e di albe ventose.
Mi dissi architetta farfalle di elettricità, sorvolando capodanni, spargevo di sale il campo della mia fantasia, atterrito di promesse e selvatici reami.
Attraversai diritto agli incroci, nelle furiose estati acide, assemblando macchinari dalle capacità impossibili, soffuso di futuro e rallentamento.
Mi misi a pensarci proprio stamattina, avvicinandomi al natale, senza alcun programma per il domani e per il poi, attrezzato per qualsiasi guerra.
Baluginante splende il giorno
Riassembla, ricostruisci, riprendi, ritorna, è il mattino. Il rimorso riguarda la mente, non gli occhi ancora adolescenti. Mentre passeggio in casa, il corpo che ascolta, lo sente, il suono del tamburo, il ticchettìo. La saggezza di tacere mi rimorde, ma non dovrei tacere sempre, forse non dovrei tacere e basta. Riprova, ritrova, rialzati, ripeti, perché è già mezzogiorno. Il desiderio riguarda la mente, non il cuore quadrato, non le scapole implumi. Mentre passeggio per la casa, la mente che è attenta lo vede, il bagliore del giorno, il baluginante splendore del giorno.
La privatizzazione della pioggia
Hai visto tesoro mio, non mollo mai. Mi limito a fare i giri sul raccordo anulare, mi sono detto: tanto vale aspettare. Sei una cosa grande per me, una cosa che mi fa innamorare.
Ed intanto nei carceri si muore ammazzati di botte, negli appartamenti di stato si sniffa con le prostitute, ognuno porta un fagottello a casa, ai propri cari, nella più grande ipocrisia.
Ridiamo davanti gli spaghetti, io e la mia gatta, guardiamo il cielo e aspettiamo.
Hanno privatizzato la pioggia.
Pasto
I miei denti, davanti, mi metto a mangiare, questo pasto, e poi? E poi, domani a colazione, un altro pasto. E poi a pranzo, pasto. Poi la sera pasto, pare a casa di Micheluzza nostra, che partono tutti, pare.
Anch'io vorrei partire per le pianure americane a cercare la fortuna con il carro a diligenza, o me ne vorrei andare su quell'isola in Giappone, dove i petali del pesco si levano ad un soffio di vento per sposarmi, o altrove a fare qualsiasi altra cosa, e poi di nuovo altrove.
Oggi, ho di nuovo lavorato nel cinema, sono stato al Warner di piazza Esedra a montare l'anteprima di twilight. Ho preso la multa.
Ho fame, i miei denti, il pasto.
Il vento è selvaggio
Va bene, il vento è selvaggio e gli astri allineati, quello che ho fatto finora ha un senso.
E' difficile aspettare, non è capace nessuno.
Se ti annoi, tesoro, ed hai freddo, invece di insabbiarti nel mare di qualche tempo fa, vieni a riscaldarti la pettinatura da me. Sei così affascinante e simpatica, chiamami.
Va bene, il vento è selvaggio, ma gli astri sono allineati, quello che ho fatto finora, ha un senso.
No waterfall
Non c'è cascata.
Quando una donna dice la verità le vien da ridere, quando la sente detta si commuove, soprattutto se non può farci nulla. Mi limito a far del mio meglio, e se posso, a scaricare un pò di soma dal basto.
Nel frattempo inizierò a studiare una strategia d'uscita.
Una resa.
Quanto è bella Ostia
Passo tra le mattine di questi giorni, con malesseri leggeri, forti eco e ritorni, la mia casa è in progresso, ho sballato completamente i ritmi vitali.
Mi appresto di nuovo al lavoro, arena pesante, lo scontro con la forza di gravità, con l'inerzia, col peso specifico, posso calzare le scarpe di Marcellone nuove e fiammanti, e ricominciare a ballare!
In questi giorni ho dormito e riempito di cibo il corpo, sono pronto.
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Oggi sono andato al mare con Maria Cristina, la ragazza che mi ha generato, quanto è bella Ostia.
Più urto forte, meno sento
Fiammo con l'acceleratore del cassonato mantenendo una contrita d'attenzione, mentre il giorno cambia continuamente, fumo via i chilometri.
Finalmente a casa dopo una lunghissima giornata, di notte sogno pomeriggi felici, mantengo il silenzio, tanto ormai più urto forte, meno sento.
La mia gatta cresce fortissima e folle, è intelligente, io l'amo e spero che quando rinascerà donna, avrò mia la possibilità di farle da cane.
Intanto, mi continuo ad interrogare, pescandomi sempre impreparato.
Ideale per oggi
Quando verso le sei, con il mattino spuntato dal Pincio, il dente del muletto, ha vibrato che credevo spezzarsi, come un turista nel west, pensando di aver schivato una schioppettata, mi sono acceso una camel, allontanandomi (strano al basso ventre e strano alle palle ed al culo).
Ho pensato che se fossi stato uno di quei morti senza funerale di stato, ed il mio corpo circondato di compagni, avesse giaciuto in una pozza di sangue scuro, nel grigio latteo delle rigaglie di cervello, sarebbe stato normale.
Penso ai Beatles, alla loro malinconica e psichedelica passione, e poi al suono di quel ridere che viene dal cellulare, da quella ragazza così affascinante. E' un'idea di sorriso, buona per oggi, che sono storto di pericolo scampato.
Vado a riattaccare il cellulare.
Sessantaquattro da otto
Forse questa notte ti ho sognata, non è netta la distinzione che dalla mente remota porta il tuo viso austero alle immagini mie proprie, o forse me lo sono inventato. Aspetto ancora nei miei pomeriggi, nelle mattine, mai la sera o la notte, una tua vibrazione, un tuo tintinnante scintillio, che nella mia realtà, faccia sessantaquattro da otto.
Ritorno in autunno con una nuova compagna: Maddalina, la mia splendida micetta. Penso spesso alla tua voce squillante, al tuo corpo nervoso, mentre mangiamo in cucina.
Ora che ho di nuovo fame, vado a preparare la pastasciutta.
Grondo di febbre
Sono le fiacche di quest'influenza, i fatti avvenuti negli ultimi mesi, un'invincibile inadeguatezza alla schiavitù e soprattutto questa febbre altissima, che mi conducono attraverso il deserto dei bilanci, ad un caldo tremendo nella mia anima.
Un giorno, mi sveglierò nel letto asciutto dagli incubi e dal sudore e sarà accesa la soluzione nella quale mi sperpero.
Come uscito dall'anestesia, scombussolato di sonno, berrò dell'acqua, tra lacrime di incredula felicità.
Felicità dichiarata, quando avrò dimenticato questa febbre assurda.
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mi piacerebbe sai, sentirti piangere, anche una lacrima, per pochi attimi
-Marlene Kuntz-
solo il fuoco
Folle agosto zuppo di sudore.
Disoccupati sotto il sole, di giovedì, io e la mia motocicletta.
Da quando è cominciato ho respirato tanta afa, fatto tanti pantaloncini, ciavatte, birrozze, io sono cresciuto, ed anche l'estate, oramai, è stanca del suo massimo splendore.
Le mie amiche si svegliano al mattino e forse mi penseranno, qualche volta, sebbene io esista fino ad un certo punto. Ho cercato di essere materiale, ma non ci riesco proprio, mi piace solo il fuoco, ed il fumo.
I miei amici, ci stiamo provando. Quegli stronzi degli ex-amici, si friggano e si strozzino.
Ci vorrebbe un film.
Ci pensiamo noi
Ma se lanciassero cento bombe atomiche sull'Italia, e radessero tutto al suolo, e dopo l'inverno nucleare, il territorio fosse ripopolato dai fratelli africani, l'umanità cosa perderebbe?
Nulla. Siamo un popolo offeso.
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Spendo centinaia di frammenti dorati di fantasma per arrivare al di là dell'oceano, dove abiti in una stanza nel mio cervello, tecnico che sono, immagino addirittura i percorsi, in quell'afa di quella città bianca. Il Tango era la migliore cosa che potessi dirmi. xxx
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I miei amici, qualche cosa l'abbiamo capita: che ci pensiamo noi.
Questa luna piena
Ecco, questo è molto soave.
la tiberina pettina via il tevere e come una barca si muove. Torno a parlare dei segreti delle mie allucinazioni, scopro più di quanto sapessi, ho questo sbiadito problema di memoria: non ricordo mai il futuro.
Quello che mi tormenta oggi è diverso dalle cose che mi avevano sempre dato il tormento.
Sento che stà andandosene una estate non ordinaria, un imbuto eventuale, uno scroscio ed una tensione di elementi, che mi scuote, alleggerendo la gravità e spingendomi avanti.
Bassa energia per i sogni ci vorrebbe, meno trasporto.
Questa luna piena.
In tutto e per tutto
Metto i calzettoni e prima di uscire mi pettino allo specchio.
Ieri sera col mio amico Marcelletto, ce ne siamo andati al pigneto a piedi. Fra un mese trasloco, non avevo mai abitato così a lungo nello stesso posto: otto anni.
Se non ci fossero amici saremmo soli. Mi tiene per il braccio, volevo lanciarmi nella rissa, fossi rimasto offeso, avrebbe raso al suolo tutta san giovanni, basiliche comprese.
Chiuso il magazzino, aspetto agosto.
Al telegiornale è un rincoglionimento di cazzate, ma se non metto niente da parte sarò per sempre schiavo. Mancino in tutto, non mi sta bene nulla.
Farò per sempre il bravo, lo giuro.
La sindone della felicità
E mentre nel più alto dei mari vacillo allungato in iperidratazione, questo sole selvaggio spintona all'interno degli edifici, o alla nudità delle spiagge.
Sono troppo nervoso, qualche giorno, a qualche semaforo, mi gonfiano di botte.
Eppure dovrei essere la sindone della felicità, dovrei portarne il neo in mezzo alla fronte.
Vado a farmi una doccia.
plannin'a trip.......
Ieri sera al pigneto è scorso parecchio grechetto nelle gole dei miei amici per brindare al mio compleanno ed alla vita, eravamo in tanti e ci siamo divertiti... Grazie Amici Miei!!! Mille Volte Grazie!!!.
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Alla fine della festa, ho ricevuto la notizia che mi trasferirò a brevissimo in un altra casa.
Oggi vado al mare, domani Alcatraz...
Forza registi, n'abbiate paura, sono al massimo splendore, daje che vénno...
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...planning a trip to Vegas to marry my love in green, with Elvis and everything...
...I love you sweetheart....
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Anzio era bellissima
Per quanto ne sappia il destino soffia come aria calda di sottopasso, mentre torno a casa a mattino completo, dopo giorni di dolcissima vacanza, e notti di concerti faticosi.
Oggi eri nervosa ed anche io, più silenzioso del solito, ora è il mattino dopo e non prendo sonno.
Ci siamo svegliati ed abbiamo aperto le persiane nella tua casa mareggiata di sole, nell'umore del mattino, assolati, anche noi, tutt'e due del leone.
Ci proverò ancora, sebbene tu parta.
...Dottò...
..Dottò, me la fate fà na posa?....
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AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH.....
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH.....
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA............
Ehm....
...uhm....
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!!!...
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!!!!...
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!!!!......
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Oggi me ne vado ad Anzio.
Cuor di facchino
Cosa stò facendo?
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Mi alzo dal letto, per terra i vestiti cavati ieri, le scarpe rinforzate, la maglietta sbiancata dal sale di un sudore ormai asciutto, carte, buste, bottiglie, giornali, panni. Malditesta.
Continuo a guardare queste mani gonfie come se potessero parlare.
Il tuo amore, improvviso sul mio collo felice. Perché dici di amarmi se penso di non aver mai meritato nulla?
Non lo vedi che cuore di facchino che ho?
Maledetto imbecille che sono.
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anche questa volta
Sweet dreams are made of this
Who am I to disagree?
I travel the world
And the seven seas--
Everybody's looking for something.
Some of them want to use you
Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused
Eurythmics
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E' proprio come dice la Lennox: chi sono io per non essere d'accordo, viaggio per il mondo e per i sette mari, tutti cercano qualcosa.
Ribolle l'estate, tra temporali e sirene, tranne che al mare, dove splende sempre il sole.
Faccio scandalo, sempre.
Sta finendo questo mese e mezzo di merda senza una breccola, vaffanculo.
Riappiano i buffi, e mi concentro. I nostri amici ce la stanno facendo. Anche io, Marcellone, ed anche tu, ce la faremo. Siamo sempre saliti sugli ultimi vagoni. Ce l'abbiamo sempre fatta.
Ce la faremo anche questa volta, amico mio.
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me fanno tutti più stronzo de come sò...
Dandy - Romanzo Criminale -
Cornetti salati ripieni
Allora, ieri mattina ci svegliamo un pò storditi. La sera al concerto dei Nouvelle Vague, sul punto di ballare, una grappa. Mangiamo troppo poco, infatti, ma detestiamo le file, i crocchi, il tempo sprecato ad inseguire i bisogni, perciò.
Allora mi copro, scendo alla moto e mi avvio a comprare la colazione. Eccitato da tutta questa situazione, arrivato alla pasticceria, inizio a comprare con lo stomaco, trattenendomi anche un pò, per non fare la figura del solito esagerone.
Allora vado a pagare, e mi sono scordato il potafogli...mi prende subito il ladro, in fondo dovevo portare il mangiare a casa. Con tutta quella fame che avevamo, avrei voluto chiederle il buffo, ma non lo feci, dissi solo di non scaldare i cornetti salati ripieni.
Pago quattro cornetti con gli spicci, ma quando la signora mi da la busta, mi accorgo subito che è troppo grande e pesante per non comprendere anche i cornetti salati ripieni che avevo chiesto di lasciare al negozio.
E l'opera di un momento, rubare, da quel momento in poi non si torna più indietro. Cavalli nel petto perciò, saluto tutti a gran voce e sperando che le vecchine, o nella peggiore delle ipotesi, i baristi mi inseguano, come posso salire sulla moto, innesto la prima e scappo dietro la curva.
I cornetti salati ripieni andavano scaldati, ma ce li siamo mangiati ugualmente con un pò di caffè ed una bustina di oki.
Stamattina, preso da rimorso, sono tornato per pagare i cornetti salati, ma la vecchina mentre mi dice quanto fosse bello che c'erano ancora delle persone oneste, sbaglia lo scontrino, ed invece di battere due cornetti salati ripieni, ne batte due semplici...
...ragazzi che vi devo dire, io c'ho provato...
Tre giorni di metallo
Finta la tre giorni di Metallica.
Iniziata tre mattine preste, finita a profonda notte.
Sono pieno de bozzi, mezzo sordo a destra, e registro un ritardo fra pensiero e azione di almeno un paio di secondi (anche tre).
Il Palaeur, opera dell'architetto Nervi, che l'aveva progettato per essere attraversato dal sole, da quando l'hanno spernacchiato a 'plalalottomatica', è stato completamente murato, ed ormai all'interno è tutto catacomba.
Ne parlavo con Joe, tecnico sound dall'Inghilterra, che mi chiedeva il perché di questa ottusa soluzione architettonica. L'unica cosa che mi è parso sincero rispondergli è stata: "...obscurantism...since ten years, in Italy, everithing is going to be black...", lui si è come svegliato, sorpreso, guardandomi come a dire: "whaddafuck...a philosopher porter..."...
Il primo giorno abbiamo scaricato e portato tutto dentro, abbiamo montato il palco ed eretto sei torri da una ventina di metri. Il secondo giorno, assemblato la copertura. Il terzo abbiamo piottato tutto il giorno fino alle 4 de notte, quando mandata via la produzione, sono tornato finalmente a casa.
Abbiamo lavorato al fianco di un equipaggio di Scaff triestini per il montaggio di tutto il ferro, tra cui, un pirata, Philippe Mexes, e Siguorney Weaver ma più alta, con i quali, dopo qualche ruvidità iniziale, ci siamo molto apprezzati.
Il Palco, arricchito (dal nostro sudore) di tutta la strumentazione suono e luci, era bellissimo.
Quattro bare funerarie di alluminio, sulla copertura, ospitavano tra le altre luci, raggi laser di ultima generazione. Al centro dell'arena il palco, ed al centro del palco la batteria affiancata da dieci bocche da fuoco, le quali colonne di fiamme, modificavano la densità dell'aria perfino a una ventina di metri.
Io e altri sette compagni abbiamo fatto 'assistenza full time', il capo mi ha dato la radio, e dalle 3 del pomeriggio a concerto iniziato, il palaeur è stato di nuovo mio, come quando da Warrior, tenevo per il Banco.
Gente...che gusto vedere la sechiuriti, invece che scattarti al collo, cedere il passo...eeehhhh...lo sò...l'uomo non è altro che vanità di vanità...
19:20 e 20:20, cambio strumenti sul palco, sapete quegli omini veloci che sbaraccano tutto tra i gruppi spalla ed il gruppo capoccia?...
E poi, finalmente...i Metallica...potentissimi.
James, Lars, Robert, Kirk, sono passati tra di noi urlanti salutandoci, nella backline, indossando spessi accappatoi blu con scritto Metallica, come pugili sudati alla fine dell'incontro.
Rimediato plettri, pallone del concerto, e maglietta gialla con scritto suond, che non ho mancato di inzuppare e ingrassare nelle cinque ore successive, al servizio di questi inglesi incazzati, ma che alla fine del carico, hanno trasecolato rendendosi conto che mai, avevano fatto così presto ad andare via...forti st'inglesi...
Ecco, adesso, mi sa proprio che mi rimetto a dormì...
Bye bye buddies...
La vita è proprio questa
E insomma, questo nuovo lavoro mi piace veramente un bel pò...
Oggi ho messo per la prima volta l'imbragatura da arrampichino e sono salito sul Lahyer. Che godimento salire su quei ferri...(mi è presa subito! questa pazza voglia di brevetto).
I miei compagni, mi regalano tutti i giorni un pezzo di qualcosa, una loro storia, un modo diverso di leggere la fatica, le migliori battute mai rise sul lavoro, nuovi insegnamenti preziosi, e io sono lì con loro, e la vita non è un'altra. E' proprio questa.
Lo so, è solo il primo mese, ma mi stà a venì un braccio regà...che più che un braccio è il cordone de na vela...eVvai col culturismo!!!...
Ogni volta che sento la parola cultura, mi viene in mente il direttore della scuola di cinema, che al mio scimmiato:"stiamo facendo un pò di cultura", mentre parlavo lì con un compagno di corso, in ritardo sulla lezione, che ci guarda, tra il Gimli del Signore degli Anelli e il Capitan Findus, ma quello originale panzuto, con la maglia a righe, che allarga il sorrisone barbuto, e ci dice:"Ah, cul-tura!", mimando con le mani, un 'ok' ed un dito indice a stantuffare dentro...
Scusate la divagazione...
Perciò, oggi 13 ore, domani, me sa, pure. Mercoledì attacco alle 8 e stacco giovedì alle 8...
Ma monto il palco ai Metallica...concerto compreso...
Yeah...
$pendendo tutto
Continuano le avventure di Marcolino...
Lasciata la palestra dei pugni, a malissimocuore, mi faccio i deltoidi sollevando carichi con i compagni.
Meravigliosi scenari...stò vedendo cose, che voi impiegati, potete soltanto immaginare: nell'ora più buia della notte, gabbiani e taccole che si sfidano in caccia nello stadio Olimpico...i raggi ultravioletti balenare sui ferri delle impalcature attraverso gli archi del colosseo...tutti quei momenti...rimarranno inficcati nel tempo, come chiodi nelle palanche...è tempo di lavorare...
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Perché vedi, sono uno che ama così, spendendo tutto...
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Col motociclo, allungo certe marce sbilenche, emetto Do di petto, comincio alla mattina, mi pare sempre quella fame la componente di trazione. Con le mosse del ragno, omnidirezionali, sotto il sole di Ostia!
Che pensieri la mattina...
Buona giornata bloggers
Gatti con le ali
Bè, se oggi è nuvoloso, non è certo colpa mia.
Mi sono alzato e sono sceso per camel e latte, ho avuto il mio tazzone colativo, ho asperto l'aria di arabeschi di fumo da un ciospo, e intendo alla preparazione del ruolo di Geremia, per il provino del film di Ferrera: Un WESTERN.
Il mio caro nonno mi torna immediatamente alla memoria, mentre mima l'estrazione del revolver dalla fondina, che eroe era per me...
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Giornate al paragone delle quali l'uomo-ragno era un pischello, questo nuovo lavoro mi tonifica di fatica e mi cuoce di sole, i solidi stanno per finire, i liquidi non si vedono ancora, ma almeno ho l'opportunità di esprimermi, tra gente semplice e solida come me, sempre in nuovi spazi aperti, a mente vuota.
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Quante belle chiacchierate con la ragazza dagli occhi metallizzati!
Mentre chiacchieriamo, ci scordiamo di mangiare, dell'ora, dei maglioncini, delle sigarette, ma mai di qualche bicchiere di vino. Lei è una gatta nera, io un gatto roscio.
Gatti con le ali.
Oggi è oggi
Storie d'amore con le date.
Controllo nel portafogli se mi è rimasto un sentimento, se lo trovo, lo spendo.
Sulla barricata delle sette del mattino mi sveglia un tuono dalla finestra aperta.
Indugio, appiccicato di sonno, al ricordo.
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Ieri sera, scaloppe al vino, con Marcellone, al Pigneto, magliette rosse, antichi come le piramidi, bombardati di Cannonau.
Più che di un bisogno, attualmente, dalle acque inconscie, rallentando a scarabocchio, verso il pelo del circostante, è una vera emergenza.
Sono un formidabile programmatore, un grandioso disattenditore: è questo il mio talento.
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Oggi, squadrato come un A4 liscio, aspetto le telefonate.
Un domani calzeremo stivaletti antigravitazionali, avremo alle cinture dei tasti per gli scudi di energia, le menti, le useremo per capire le distanze.
Ma oggi è oggi.
Scusate
Va bene che questi capelli mattutini di giugno sono raggi di cheratina indipendenti e che ho steso la lavatrice gia da un paio di giorni ma non ho ancora trovato lo spunto di volontà necessario per ritirarla. E va bene che il problema del mettere in ordine è a monte perché ritrovo sempre gli stessi scarti negli stessi posti, e che per completare il panorama, la preparazione delle vivande in questi giorni ha risentito del rilassamento dell'attività complementare consistente nell'acquisirle. E va bene anche, che a causa del nuovo lavoro ho segato ripetutamente palestra e mi sento goffo e stanco.
Ma sono giorni nei quali mi sveglio come se fossi obbligato a portare occhiali da sole gelatinosi spalmati come una patina di manicomio sui miei occhi cisposi di giugno.
Le fotografie che ho guardato per caso, anche se di periodi recenti mi sembrano lontanissime ed irragiungibili, nonostante io provi a trasformare il terrore dell'ineluttabilità con la saggezza della certezza.
E' colpa mia se piove, forse oggi volevate andare a pranzo al mare.
Scusate.
Occhi castani metallizzati
Tutti questi mesi d'indifferenza, questo tempo passato senza soggetti emozionali preoccupanti, mi hanno disarmato completamente dalle corazze erette a difesa del nido dell'animo, nell'intreccio che si lega dallo sterno all'ombelico.
Ma perché da oggi mi interesso al domani?
Sono sistemi difensivi o di conquista, boccheggiare da quella bocca, aspettando il fiato per respirare, sono occhi castani metallizzati, dai quali scintillano le stelle di una luce presa bene, a turbarmi, ad attivare questa contrazione muscolare, che mi interroga di aspettative d'azione.
Ecco perché mi interesso di domani. Perché mi interessa.
Domani che per oggi è domenica, potremmo andarcene insieme, un posto vale l'altro, a rilasciare questa contrazione magnetica della fascia addominale, a darla vinta a questa immaginaria calamita, che finché non girerà la luna, cercherà soddisfazione.
Neanche domattina
Lavori in un posto, ti licenziano dall'oggi al domani senza liquidazione.
Torni a casa e ti lavi le mani, che ti sei bucato pulendo un bicchiere.
Pensi alle opportunità ed alla vacanza. Questi dentro le automobili con il cuore roso. Tu, a digiuno da un'anno, hai questa fame che rompe l'occipite. Tua madre si preoccupa tanto.
Fortuna che hai conservato gli stupori delle rinascite, e che con la primavera hai ricominciato a danzare.
Fermo, ma chi te le darà queste certezze, non hai dubitato neanche per un momento. E neanche ora dubiti.
Neanche domattina.
Questa stagione infernale
La tramontana della mia identità, soffia tra le rocce nude, senza suonare quella musica che farebbe passando tra le foglie degli alberi in un giorno soleggiato. I tratti del mio viso, che si sono rotti con l'esperienza, mordono le ossa del cranio, con barba e capelli, che insisteranno più a lungo di me, a crescere... Potrebbe essere che un giorno ripeterò la strada, imboccando le alternative corrette, ed avrò il volto che ho sognato in quella vita felice. Domani al mare, se splenderà il sole, splenderò anch'io.






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