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Cornetti salati ripieni

di MarcoMancini (27/06/2009 - 13:53)

Allora, ieri mattina ci svegliamo un pò storditi. La sera al concerto dei Nouvelle Vague, sul punto di ballare, una grappa. Mangiamo troppo poco, infatti, ma detestiamo le file, i crocchi, il tempo sprecato ad inseguire i bisogni, perciò.

Allora mi copro, scendo alla moto e mi avvio a comprare la colazione. Eccitato da tutta questa situazione, arrivato alla pasticceria, inizio a comprare con lo stomaco, trattenendomi anche un pò, per non fare la figura del solito esagerone.

Allora vado a pagare, e mi sono scordato il potafogli...mi prende subito il ladro, in fondo dovevo portare il mangiare a casa. Con tutta quella fame che avevamo, avrei voluto chiederle il buffo, ma non lo feci, dissi solo di non scaldare i cornetti salati ripieni.

Pago quattro cornetti con gli spicci, ma quando la signora mi da la busta, mi accorgo subito che è troppo grande e pesante per non comprendere anche i cornetti salati ripieni che avevo chiesto di lasciare al negozio.

E l'opera di un momento, rubare, da quel momento in poi non si torna più indietro. Cavalli nel petto perciò, saluto tutti a gran voce e sperando che le vecchine, o nella peggiore delle ipotesi, i baristi mi inseguano, come posso salire sulla moto, innesto la prima e scappo dietro la curva.

I cornetti salati ripieni andavano scaldati, ma ce li siamo mangiati ugualmente con un pò di caffè ed una bustina di oki.

Stamattina, preso da rimorso, sono tornato per pagare i cornetti salati, ma la vecchina mentre mi dice quanto fosse bello che c'erano ancora delle persone oneste, sbaglia lo scontrino, ed invece di battere due cornetti salati ripieni, ne batte due semplici...

...ragazzi che vi devo dire, io c'ho provato...

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Tre giorni di metallo

di MarcoMancini (25/06/2009 - 11:59)

Finta la tre giorni di Metallica.

Iniziata tre mattine preste, finita a profonda notte.

Sono pieno de bozzi, mezzo sordo a destra, e registro un ritardo fra pensiero e azione di almeno un paio di secondi (anche tre).

Il Palaeur, opera dell'architetto Nervi, che l'aveva progettato per essere attraversato dal sole, da quando l'hanno spernacchiato a 'plalalottomatica', è stato completamente murato, ed ormai all'interno è tutto catacomba.

Ne parlavo con Joe, tecnico sound dall'Inghilterra, che mi chiedeva il perché di questa ottusa soluzione architettonica. L'unica cosa che mi è parso sincero rispondergli è stata: "...obscurantism...since ten years, in Italy, everithing is going to be black...", lui si è come svegliato, sorpreso, guardandomi come a dire: "whaddafuck...a philosopher porter..."...

Il primo giorno abbiamo scaricato e portato tutto dentro, abbiamo montato il palco ed eretto sei torri da una ventina di metri. Il secondo giorno, assemblato la copertura. Il terzo abbiamo piottato tutto il giorno fino alle 4 de notte, quando mandata via la produzione, sono tornato finalmente a casa.

Abbiamo lavorato al fianco di un equipaggio di Scaff triestini per il montaggio di tutto il ferro, tra cui, un pirata, Philippe Mexes, e Siguorney Weaver ma più alta, con i quali, dopo qualche ruvidità iniziale, ci siamo molto apprezzati.

Il Palco, arricchito (dal nostro sudore) di tutta la strumentazione suono e luci, era bellissimo. 

Quattro bare funerarie di alluminio, sulla copertura, ospitavano tra le altre luci, raggi laser di ultima generazione. Al centro dell'arena il  palco, ed al centro del palco la batteria affiancata da dieci bocche da fuoco, le quali colonne di fiamme, modificavano la densità dell'aria perfino a una ventina di metri.

Io e altri sette compagni abbiamo fatto 'assistenza full time', il capo mi ha dato la radio, e dalle 3 del pomeriggio a concerto iniziato, il palaeur è stato di nuovo mio, come quando da Warrior, tenevo per il Banco.

Gente...che gusto vedere la sechiuriti, invece che scattarti al collo, cedere il passo...eeehhhh...lo sò...l'uomo non è altro che vanità di vanità...

19:20 e 20:20, cambio strumenti sul palco, sapete quegli omini veloci che sbaraccano tutto tra i gruppi spalla ed il gruppo capoccia?...

E poi, finalmente...i Metallica...potentissimi.

James, Lars, Robert, Kirk, sono passati tra di noi urlanti salutandoci, nella backline, indossando spessi accappatoi blu con scritto Metallica, come pugili sudati alla fine dell'incontro.

Rimediato plettri, pallone del concerto, e maglietta gialla con scritto suond, che non ho mancato di inzuppare e ingrassare nelle cinque ore successive, al servizio di questi inglesi incazzati, ma che alla fine del carico, hanno trasecolato rendendosi conto che mai, avevano fatto così presto ad andare via...forti st'inglesi...

Ecco, adesso, mi sa proprio che mi rimetto a dormì...

Bye bye buddies...

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La vita è proprio questa

di MarcoMancini (22/06/2009 - 22:10)

E insomma, questo nuovo lavoro mi piace veramente un bel pò...

Oggi ho messo per la prima volta l'imbragatura da arrampichino e sono salito sul Lahyer. Che godimento salire su quei ferri...(mi è presa subito! questa pazza voglia di brevetto).

I miei compagni, mi regalano tutti i giorni un pezzo di qualcosa, una loro storia, un modo diverso di leggere la fatica, le migliori battute mai rise sul lavoro, nuovi insegnamenti preziosi, e io sono lì con loro, e la vita non è un'altra. E' proprio questa.

Lo so, è solo il primo mese, ma mi stà a venì un braccio regà...che più che un braccio è il cordone de na vela...eVvai col culturismo!!!...

Ogni volta che sento la parola cultura, mi viene in mente il direttore della scuola di cinema, che al mio scimmiato:"stiamo facendo un pò di cultura", mentre parlavo lì con un compagno di corso, in ritardo sulla lezione, che ci guarda, tra il Gimli del Signore degli Anelli e il Capitan Findus, ma quello originale panzuto, con la maglia a righe, che allarga il sorrisone barbuto, e ci dice:"Ah, cul-tura!", mimando con le mani, un 'ok' ed un dito indice a stantuffare dentro...

Scusate la divagazione...

Perciò, oggi 13 ore, domani, me sa, pure. Mercoledì attacco alle 8 e stacco giovedì alle 8...

Ma monto il palco ai Metallica...concerto compreso...

Yeah...

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$pendendo tutto

di MarcoMancini (18/06/2009 - 09:16)

Continuano le avventure di Marcolino...

Lasciata la palestra dei pugni, a malissimocuore, mi faccio i deltoidi sollevando carichi con i compagni.

Meravigliosi scenari...stò vedendo cose, che voi impiegati, potete soltanto immaginare: nell'ora più buia della notte, gabbiani e taccole che si sfidano in caccia nello stadio Olimpico...i raggi ultravioletti balenare sui ferri delle impalcature attraverso gli archi del colosseo...tutti quei momenti...rimarranno inficcati nel tempo, come chiodi nelle palanche...è tempo di lavorare...

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Perché vedi, sono uno che ama così, spendendo tutto...

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Col motociclo, allungo certe marce sbilenche, emetto Do di petto, comincio alla mattina, mi pare sempre quella fame la componente di trazione. Con le mosse del ragno, omnidirezionali, sotto il sole di Ostia!

Che pensieri la mattina...

Buona giornata bloggers

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Un gatto con le ali !?!?!...

di MarcoMancini (11/06/2009 - 01:26)


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Gatti con le ali

di MarcoMancini (09/06/2009 - 10:04)

Bè, se oggi è nuvoloso, non è certo colpa mia.

Mi sono alzato e sono sceso per camel e latte, ho avuto il mio tazzone colativo, ho asperto l'aria di arabeschi di fumo da un ciospo, e intendo alla preparazione del ruolo di Geremia, per il provino del film di Ferrera: Un WESTERN.

Il mio caro nonno mi torna immediatamente alla memoria, mentre mima l'estrazione del revolver dalla fondina, che eroe era per me...

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Giornate al paragone delle quali l'uomo-ragno era un pischello, questo nuovo lavoro mi tonifica di fatica e mi cuoce di sole, i solidi stanno per finire, i liquidi non si vedono ancora, ma almeno ho l'opportunità di esprimermi, tra gente semplice e solida come me, sempre in nuovi spazi aperti, a mente vuota.

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Quante belle chiacchierate con la ragazza dagli occhi metallizzati!

Mentre chiacchieriamo, ci scordiamo di mangiare, dell'ora, dei maglioncini, delle sigarette, ma mai di qualche bicchiere di vino. Lei è una gatta nera, io un gatto roscio.

Gatti con le ali.

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Oggi è oggi

di MarcoMancini (06/06/2009 - 09:13)

Storie d'amore con le date.

Controllo nel portafogli se mi è rimasto un sentimento, se lo trovo, lo spendo.

Sulla barricata delle sette del mattino mi sveglia un tuono dalla finestra aperta.

Indugio, appiccicato di sonno, al ricordo.

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Ieri sera,  scaloppe al vino, con Marcellone, al Pigneto, magliette rosse, antichi come le piramidi, bombardati di Cannonau.

Più che di un bisogno, attualmente, dalle acque inconscie, rallentando a scarabocchio, verso il pelo del circostante, è una vera emergenza.

Sono un formidabile programmatore, un grandioso disattenditore: è questo il mio talento.

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Oggi, squadrato come un A4 liscio, aspetto le telefonate.

Un domani calzeremo stivaletti antigravitazionali, avremo alle cinture dei tasti per gli scudi di energia, le menti, le useremo per capire le distanze. 

Ma oggi è oggi.

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Scusate

di MarcoMancini (02/06/2009 - 11:46)

Va bene che questi capelli mattutini di giugno sono raggi di cheratina indipendenti e che ho steso la lavatrice gia da un paio di giorni ma non ho ancora trovato lo spunto di volontà necessario per ritirarla. E va bene che il problema del mettere in ordine è a monte perché ritrovo sempre gli stessi scarti negli stessi posti, e che per completare il panorama, la preparazione delle vivande in questi giorni ha risentito del rilassamento dell'attività complementare consistente nell'acquisirle. E va bene anche, che a causa del nuovo lavoro ho segato ripetutamente palestra e mi sento goffo e stanco.

Ma sono giorni nei quali mi sveglio come se fossi obbligato a portare occhiali da sole gelatinosi spalmati come una patina di manicomio sui miei occhi cisposi di giugno.

Le fotografie che ho guardato per caso, anche se di periodi recenti mi sembrano lontanissime ed irragiungibili, nonostante io provi a trasformare il terrore dell'ineluttabilità con la saggezza della certezza.

E' colpa mia se piove, forse oggi volevate andare a pranzo al mare.

Scusate.

 

 

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Occhi castani metallizzati

di MarcoMancini (31/05/2009 - 13:08)

Tutti questi mesi d'indifferenza, questo tempo passato senza soggetti emozionali preoccupanti, mi hanno disarmato completamente dalle corazze erette a difesa del nido dell'animo, nell'intreccio che si lega dallo sterno all'ombelico.

Ma perché da oggi mi interesso al domani?

Sono sistemi difensivi o di conquista, boccheggiare da quella bocca, aspettando il fiato per respirare, sono occhi castani metallizzati, dai quali scintillano le stelle di una luce presa bene, a turbarmi, ad attivare questa contrazione muscolare, che mi interroga di aspettative d'azione.

Ecco perché mi interesso di domani. Perché mi interessa.

Domani che per oggi è domenica, potremmo andarcene insieme, un posto vale l'altro, a rilasciare questa contrazione magnetica della fascia addominale, a darla vinta a questa immaginaria calamita, che finché non girerà la luna, cercherà soddisfazione.

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Neanche domattina

di MarcoMancini (15/05/2009 - 01:00)

Lavori in un posto, ti licenziano dall'oggi al domani senza liquidazione.

Torni a casa e ti lavi le mani, che ti sei bucato pulendo un bicchiere.

Pensi alle opportunità ed alla vacanza. Questi dentro le automobili con il cuore roso. Tu, a digiuno da un'anno, hai questa fame che rompe l'occipite. Tua madre si preoccupa tanto.

Fortuna che hai conservato gli stupori delle rinascite, e che con la primavera hai ricominciato a danzare.

Fermo, ma chi te le darà queste certezze, non hai dubitato neanche per un momento. E neanche ora dubiti.

Neanche domattina.

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Questa stagione infernale

di MarcoMancini (30/04/2009 - 01:24)

La tramontana della mia identità, soffia tra le rocce nude, senza suonare quella musica che farebbe passando tra le foglie degli alberi in un giorno soleggiato.

I tratti del mio viso, che si sono rotti con l'esperienza, mordono le ossa del cranio, con barba e capelli, che insisteranno più a lungo di me, a crescere...

Potrebbe essere che un giorno ripeterò la strada, imboccando le alternative corrette, ed avrò il volto che ho sognato in quella vita felice.

Domani al mare, se splenderà il sole, splenderò anch'io.

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Un attore ti perfora!

di MarcoMancini (31/03/2009 - 12:16)

Questa è la vita di un attore!

La fai perché non riesci a sopportare a lungo le stesse cose :  oh, profondissima superficialità!

Dovete sapere che il tempo di un attore non scorre mai: quando si sveglia la mattina non ha nessuna sicurezza riguardo al futuro e si sente rassicurato: è perché l'impossibile resta sempre a portata di mano!

Il mio maestro poi, dice che un attore è come un sacerdote che officia un rito con la parola e il gesto: strumenti magici che cambiano la realtà, accompagnandosi ad un profondo insostituibile godimento!

Quando sei un attore ,tutto è oggetto di studio, a tal punto che un attore è sempre più solo degli altri, e questa solitudine è consolatoria, più della quattordicesima!

Quando un attore ti guarda negli occhi, senti suonare ogni tipo di allarme anti-intrusione, ma lascia perdere, perché non salvi i tuoi più intimi segreti, neanche se sei protetto da un reparto di intelligence!

Un attore ti perfora!

Poi, ad un certo punto, volta la testa come se sentisse in lontananza il suono di una voce che lo chiama, ma è solo un trucco: non sente nessuna voce, ha solo paura che lo scopri a frugare nei tuoi segreti più intimi!

Ma bada, se hai la sensibilità sufficiente, se riesci ad incrociare di nuovo i suoi occhi, scoprirai che sono vestiti di una luce familiare...la tua!

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Correndo appresso ai glutei

di MarcoMancini (10/03/2009 - 14:15)

Il solco centrale dello pneumatico corre sulle lingue asfaltate delle strade di Roma, come le suole dei miei anfibi calpestano i suoi marciapiede.

L'altra mattina in palestra, sorpreso ed ipnotizzato, correvo facendo esercizi, con lo sguardo fisso sui glutei di questa ragazza rossa che si chiama come una merendina. Inutile, ma corretto, dire che mi sono innamorato di nuovo.

Mi incontro con queste persone in piena rivoluzione umana, c'è quel suono dentro di me che rompe le pietre, una metamorfosi reclama energia per fiorire bruciando.

Fiorire bruciando come questa primavera che arriva, più degli altri anni, attesa e benvenuta.

Fortifico lo spirito e il corpo, in questi giorni, anche sbandando, tirando quando posso fino al limite della fatica, mi preparo nell'attesa di occhi intelligenti o di seni bianchi e pigri. Mangio con interesse quello che compro al mercato, dalle fornaie, appassionato alla culinaria.

Torno al culo di quella mattina, ed anche ora, nella mia stanza, continuo a correre appresso ai suoi glutei.

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pensieri motocicletta

di MarcoMancini (26/02/2009 - 14:54)

Mi innamoro continuamente per un nonnulla. I miei pensieri sono motociclette nella metropoli, con le marmitte espansione.

Per esempio, se incontro una ragazza e mi spiega gli ideogrammi che ha tatuati nell'incavo del braccio, mi innamoro: inizio a visualizzare futuri.

Ma il futuro non esiste ancora, ed in genere, poi, è tutta un'altra cosa.

Le mie amanti immaginarie si confondono spesso con quelle reali. E loro, le reali, vivono insieme, sia la vita con me condivisa, sia la vita da me sognata.

Oltre al passato, al presente, ed al futuro,c'è un quarto tempo che sfugge alla successione degli attimi: quello di quei pensieri motocicletta, che non esisteranno mai, ma che sono comunque successi.

Il tempo di quelle motociclette lanciate nella metropoli.

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Con questo post, prendo l'occasione per un messaggio di fraterna amicizia e solidarietà a Stefano Calvagna, che nei giorni scorsi ha subito un pauroso attentato.

Questo terribile avvenimento è gia completamente sparito dalle cronache.

Forza e Coraggio Amico Selvaggio

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leone di luglio

di MarcoMancini (13/02/2009 - 00:26)

Nel pomeriggio ho dormito sognando con i pantaloni stirati, sdraiato a guardare quegli strani lacci, in posizione di luna crescente, come se alzassi le punte dei piedi, poggiando unicamente sul gomito.

Svegliato pensando che fossi in ritardo, guardo l'orologio torcendo la testa ed è presto.

Sceso in motocicletta da via la spezia, che la mattina avevo corso a piedi fino a piazza lodi appresso ad un automobilista scortese, giro dal mercato del fruttarolo della pescivendola e delle fornaie, e sbuco alla bottega.

Mi trovo in questo mese dell'acquario, in una giornata fredda di febbraio, ma sono leone di luglio.

 

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Una continua intensissima emozione

di MarcoMancini (30/01/2009 - 14:48)

E così la vita scorre in queste giornate invernali dorate da un sole che filtra dai cirri stratificati sopra il colosseo.

La mia serena pazienza cammina lentamente sulla lingua di strada di via del corso mentre, mangio la pizza con le alici insieme ad un amica.

Faccio il cameriere con la barba ballando tra i tavoli un ipotetico valtzer permettendomi sorrisi e baci da un proscenio della coscienza.

Sono il poliziotto corrotto del video-game sopra il tetto della vecchia fabbrica abbandonata che negli ultimi momenti si ribella vinto.

Sono l'ingegner Marchetti al semaforo in una vita che non mi appartiene, ma che per pochi minuti è valsa la pena di vivere.

Sospetto la possibilità di soggiornare eternamente in una continua intensissima emozione.

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MaX Paine - Fan Movie (Death of a crooked cop)

di MarcoMancini (29/01/2009 - 14:19)



                             

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Bom bom bom bom

di MarcoMancini (23/01/2009 - 14:35)

Assottigliata la forbice della sinusoidale up/down, mi godo i frutti del pugilato, dell'abbbanono delle cattive abitudini, curo la barba, lecco l'oro dell'anello, lego gli scarponcini.

Mi manca solo la fascetta di Rambo.

Giornata di vaffanculi, il primo, va chiaramente agli interisti, che rubbano peggio de cirino pomicino. Il secondo, ma un bel vaffanculo grosso, a tutti quelli che piangono schiavitù, ma hanno ancora mediaset nel telecomando. Un terzo, anche questo cicciotto cicciotto, a quelli che mi hanno tradito. Voglio che sappiano che li ho perdonati.

Vaffanculo.

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Ieri sera, da che dovevamo scardinare le cataratte di questo cielo incastrato, Mitico si è abbioccato, Skywalker c'aveva la febbre, le mance me le sono spese in pane integrale e e fiorentina di quattr'etti, me ne sono stato in casa, ho letto il quarto canto dell'orlando furioso, un paio di capitoli di Io, robot, ed un pezzo de Il vizio dell'agnello, del grande Pinketts.

Oggi, uscito di palestra, mercato, sogliola, frutta in abbondanza, carote con la coccia, caffè multipli, e lucky strike.

Mi sento questi Baustelle, e se avessi due pistole, uscirei sul balconcino a fare capodanno: Bom, bom, bom, bom.

Bella regà.

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Piova o non piova

di MarcoMancini (23/01/2009 - 14:26)

This is the strangest life I've ever known.

-The Doors-

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E insomma, che Nabokov aiuti la mia nuca proba, la barista diciottenne del baretto sottocasa mi graffia la faccia barbuta mentre leggo il Mexxaggero.

Quì, si fa letteratura o si muore.

Sputacchi di sole, spiragli di domani, esuberanza post-lavoro, certezza delle ripetizioni, sudore e refrigerio, forma maestosa di tartaruga, mi faccio cogliere dalle buone notizie in questa mattinata di giovedì.

Domani sera, cena con le Cavie dei Manetti...dopodomani faccio il poliziotto corrotto per conto di D.Misischia, e le buone nuove non sono finite...

Stasera, che con le mance in tasca sono un signore, con Almighty e Lucky Onder Lusiano, è già scritto nelle stelle, si faranno fiammone in questo cielo, che piova o sia sereno, che differenza fa?!...

Ho scavallato. Rotto un bicchiere, sfilacciato l'amuleto, i segni sono con me, sono il figlioletto prediletto della gioia.

Ho imparato a volare.

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farcela

di MarcoMancini (20/01/2009 - 15:16)

farcela

ignora tutti i possibili concetti e le possibilità-

ignora Beethoven, il ragno, la dannazione di Faust-

bada solo a farcela, tesoro, a farcela:

Charles Bukowski____________________________________________

Oggi mi ha preso così.

Per scacciare i pensieri ho fatto bollire una grossa patata, ho preparato gli gnocchi, e mi sono messo a ridere. Li ho cucinati con una cipola rossa di tropea, con del radicchio di treviso, dell'olio extra-vergine della sabina, e dell'acqua marcia. Ho aggiunto formaggio di parma e me li sono mangiati.

Mi sono abbastanza scassato delle formalità. La mia eredità è la solitudine.

Non ho mai avuto amici immaginari, ma forse è il momento di rimediare con un'amante immaginaria.

Era mia moglie in un post di qualche tempo fa, oggi è tornata a guardarmi mentre le preparavo il pranzo. Oggi era prima di sposarci. Le ho dato le chiavi di casa dopo solo un mese. Niente di più rassicurante di sentire scattare la serratura mentre fumi la sigaretta accendendo il gas.

Subito mi è venuta in mente la carta igienica dimenticata al supermercato. Il fatto è, che mentre ero in posta, volevo comprare il giornale, ma la bicicletta era senza specchietto e non ho potuto.

Subito lavo il corpo, che con gli anni inizia a svampare di più. Metto degli occhiali da solo. La mia più grande soddisfazione sono questi stivaletti dei corpi speciali, traspiranti, e completamente impermeabili.

Pregare mi sembra imbecille, ma devo farcela Bukowski, farcela.

Oggi pomeriggio andrò a lavorare, mentre lei chissà che cosa farà. Io sono concentrato, lei lo sa, troverà il modo di dirmelo. Devo solo badare a farcela.

A farcela, tesoro, a farcela.

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Puro melodramma italiano

di MarcoMancini (15/01/2009 - 12:42)

Ieri, quando sono sceso dalla macchina, sono entrato nel sottopassaggio, pensando che salendo sulla metro, avrei immediatamente iniziato a leggere il libro che mi ero portato, e che avrei messo il sony.

Il sony, ho dimenticato di metterlo. In compenso, ho sbagliato senso della metro.

Sceso a palasport, faccio di corsa le scale, scavalco viale america, rifaccio di corsa le scale ed entro nella stazione. Spiego la sbadataggine al gabbiotto dei controllori, ai quali do il biglietto sbagliato, poi quello giusto, ed infine mi fanno entrare.

Tiro subito fuori il libro, e mi metto a leggere. Sulla banchina entra una ragazza molto carina, lunghi capelli mori, più bassa di me, stivaletti di vernice neri. Una ragazza rumena forse, che parlava al telefono presa dalla conversazione.

Mi rimetto a leggere il mio bel libro, che parla di ragazzini naufragati su un isola, ed essendo agli ultimi capitoli, mi immergo nella lettura.

La metro era affollata ma vivibile, e poi, nelle stazioni aperte, quelle da magliana a piramide, non è entrata molta gente. Il mio viaggio, è stato insomma, piuttosto tranquillo.

Quando sono sceso a termini, vista una chiamata mancata di Marcellino, lo richiamo, ma lui attacca, e mi richiama. Mi dice così, che vuole farsi la pennetta per internet, e mi chiede consigli su quale sia la migliore. Gli rispondo, che secondo me, la cosa più importante era verificare quale operatore avesse la migliore copertura nella sua zona.

Arrivato nella pioggerella fino alla moto, gli dico che l'ho vista, e che probabilmente, avevo fatto una cazzata che avrei pagato molto cara. Marcellino, che è un vero amico, mi ha raccontato un aneddoto molto personale, tirandomi un pò su di morale.

Cosa per la quale l'ho ringraziato, smettendo tra l'altro di scagliare bestemmie su tutta piazza dei cinquecento.

Chiudo la telefonata perché c'era, intanto, un matto che mi sembrava pure di conoscere, che iniziava a rompermi i coglioni, e due ragazzi, che dovevano prendere proprio la macchina accanto alla quale avevo parcheggiato la moto. Metto il casco, i guanti, accendo la moto e mi avvio.

Arrivato a piazza Vittorio, mentre giro per andare a prendere santa croce, avverto il primo singhiozzo. E inizio a pensare che sono almeno quattro anni che non verso una lacrima, ma probabilmente solo un paio, ora che ci penso.

In questo periodo, molte volte ho pensato che, fisiologicamente, avrei avuto veramente bisogno di un bel pianto, ed infatti, stavo proprio iniziando a preoccuparmi per la mia aridità. Spesso ho risolto i miei dubbi, pensando al mio cuore, che romanticamente faceva il duro, e si diceva: ...sono un freddo...

Passando davanti la bottega, volevo fermarmi a parlare con Stefano, volevo dirgli che l'avevo vista, ma pioviccicava, lui stava lavorando perché chef sta in ferie, e mi sono detto vattene a casa. Così sono ripartito, quando arrivato a porta maggiore, inizio a spingere, con le sopracciglia a tetto di casetta. Ma niente.

Parcheggio, salgo su casa, levo giubbe, guanti, caschi, cazzi e mazzi, e vado ad accendere il computer. Apro feisbuk e vedo che un'altra amica mi aveva scritto un commento su ciao ciao bambina. Così metto il disco per scriverle il testo della canzone in risposta al suo messaggio.

Stamattina, avevo scritto ciao, ciao, bambina, intanto perché pioveva e la canzone si intitola piove, ma anche pensando a Lei, perché speravo che connettendosi, e vedendo la mia richiesta d'amicizia, avrebbe letto questa frase, e l'avrebbe potuta associare all'altro grandissimo pezzo di Mimmo Modugno: tu si 'na cosa grande, che per me (e per Lei) significa molto.

Parte la canzone, ed inizio a sentire il pezzo, trascrivo per rispondere al messaggio e continuo a sentire la canzone. Madonna, è tristissima. Parla di questi due, che si vedono un'ultima volta, per un bacio, perché ormai il loro amore non c'è più. Puro melodramma italiano.

L'altra sera, mi stavo vedendo parla con lei della dandini. C'era un grande personaggio, un professore di psicologia credo, che si diceva fragile. E spiegava la sua fragilità come una grande risorsa, arrivando a concludere, che la più estrema forma di fragilità, fosse l'amore.

E così ho iniziato a piangere a dirotto. Un ora mi è sembrata durare, come un temporale. Fino ad adesso ho pensato fossero una quarantina di minuti, ma riflettendoci ora, penso che avro pianto solo un quarto d'ora, minuto più minuto meno.

Un bello sfogo comunque. Ed una massiccia dose di addominali.

Ora, so che se leggesse questo post le farebbe un certo effetto, anche se penso che non produrrebbe grandi effetti nello svolgmento delle nostre vite, ma credo sia arrivato il momento per me di vuotare il sacco, e dirle quello che in fondo sa da sempre: che non l'ho mai dimenticata.

Non ti ho mai dimenticata.

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Per un terzo verso

di MarcoMancini (30/12/2008 - 11:12)

Approfitto dell'indulgenza di questo schifo di connessione wind per pubblicare questo ultimo post del 2008.

Quest'anno, iniziato negli olii di una puzzolente depressione, ho fatto il Pizza-Delivery-Boy, l'operatore di Call-Center, e il cameriere. Ho girato Spinacity con Aiman e Guido, è uscito il Peso dell'Aria del Grande Calvagna, girato Cavie con i Manetti e partecipato ai saggi della scuola.

Un anno durato un kalpa.

In quest'anno, da che avevo ventiquattr'anni solo, la mia età si è scissa. Per un verso, stò tornando verso il periodo più felice della mia vita, l'infanzia, che non è ancora ritornata, e quindi mi sento a dodicianni. Per un altro verso, una impossibile ineluttabilità, mi fa perdere il nesso con la materia, ed il concetto stesso d'età, e perciò fuggo verso l'infinità.

Per un terzo verso, mai come oggi, mi sembra di avere l'età che ho.

Quest'anno, ho conosciuto nuove persone. La prima che mi viene in mente è Vanessa, il mio angelo del call-center...a lei va il primo saluto ed il primo grazie, in questo anno duro. Come anche a Rita, amica della cioccolata, viva la libertà, vi voglio bene amiche mie.

In questi giorni ho la febbre. Pensate che ne ho avuta perfino quaranta! Che sballo!...

Quando hai la febbre non vai a lavorare, chi ti ama ti porta le sporte di vivande e il messaggero. Hai il tempo di riflettere e metterti in discussione senza vie di fuga.

Amo l'influenza. E' quasi come fare il militare.

Quest'anno ho preso diverse tranvate in faccia. Ma vuol dire che ci sono persone che mi vogliono bene, mi ricordano che ci sono dei conflitti, che ci sono tensioni da sciogliere, cose da sistemare, caselle da incastrare, trappole da disinnescare, trucchi da scoprire. E quindi grazie a voi e ciao, tranvate.

Un saluto quindi ai fantasmi, che quest'anno si sono manifestati nei momenti di solitudine, perché in fondo mi hanno fatto compagnia...

Un ringraziamento rombante di montagna, va ai miei amici Fantastico e Luciano, che quest'anno mi sono stati accanto e mi hanno sopportato e coi quali (sperando che mi ripio da st'influenza) passerò la fine dell'anno, al Papala, a Federica, a Michela, a Rizzo e Tamara, alla Simi, alla Susi, al Boccione, a Chef, a tutti!...

Un saluto speciale va quest'anno a Marcellino, che ha fatto lo zaino e si è messo in cammino. Mille volte buon viaggio amico mio.

Ed infine un grande e spassionato auspicio di felicità ed un grazie, a voi, lettori di questo blog, agli aficionados ed ai novelli, restate con me nel 2009, ne vedrete delle belle...

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le mattine di Bukowski

di MarcoMancini (20/12/2008 - 16:36)

Insomma, la scorsa notte, ho sognato di un agente segreto che mi sparava due colpi di pistola alla milza. Ferito a morte, mi davo per spacciato. Ma potenza della mente, nasceva in me una speranza d'ospedale, nonostante perdessi con un flusso copioso di sangue, nonostante fossi in iperventilazione e prossimo allo svenimento fatale, la luce della speranza mi ricaricava di forze e riprendevo a lottare.

Così mi sono svegliato, ed ho avuta salva la vita.

Questa settimana ho lavorato parecchio, mai segato palestra, recitato poco.

Dopo molti mesi di morigeratezza, ieri sera in una serata divertentissima, con un Rizzo in grandissimo spolvero, siamo andati con Fantasmagoric, Tam ed er Cunetta, allo zzoobbaarr, ci siamo aperti di Tequila...

Oggi capisco le assurde mattine di Bukowski.

Ho conosciuto una tipa interessantissima. Voglio andare a mangiare con lei.

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La fine della settimana

di MarcoMancini (13/12/2008 - 13:40)

Ah!...non so perché, la maggior parte dei romani, ha sperato che il biondo Tevere esondasse...forse per spazzare via il marciume, che negli ultimi tempi, stà sprofondando Roma, colata di una coltre di pece, in una spettrale Pompei.

E' tornato il sole in questa mattinata di ferie, un colpo di raudo preannuncia la fine dell'anno, Billy Idol strappa le corde alla Fender, abito a ventiquattr'anni, porto la breccola al medio, Menez è un vero fenomeno, parlo tre lingue, viaggio negli spazi del cosmo, vibrando come Demetrio Stratos.

Amo la motocicletta, la musica, la letteratura, le cose misteriose, i colpi di genio.

E i fine settimana.

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Amici miei...vi voglio bene...

di MarcoMancini (09/12/2008 - 00:22)

La mia motocicletta non è mai stata così in forma, ed anche io, modestia a parte, mi sento feroce come una lince. Tutto questo, favorito dal freddo, per la temperatura del motore della mia Yamaha, e dalla ginnastica fisica e spirituale, per la mia forma (e fame) da felinone.

Con Mitologico, martedi, siamo andati a vedere il concerto dei Gotan Project, c'era un sacco di gente, molti, moltissimi, molto ben pischellati. In un pubblico equilibratamente distribuito tra i venti e i cinquant'anni, ci siamo lasciati portare in Argentina, con il Tango di questi fortissimi francesi, mentre alla sesta/settima canzone, tutto il tendastrisce, scattava alla bencapitata pischella che erano riusciti a trascinare a questo bellissimo concerto.

Mercoledì è venuto a cena il Capoccione. Lo aspettavo al varco, bottiglia di Montalcino, bistecche alte un dito, gli ho spiattellato bruscamente in faccia tutti i miei pensieri, come al solito nelle nostre chiacchierate. Mi ha dato un paio di dritte sulla boxe importantissime!

Tanto che...Tin tin!!... Venerdì è suonata la campanella, per le mie prime due riprese sul ring.

Ho imparato una cosa fondamentale: si, va bene non prendere pugni sul viso  e sulle costole, ma sarebbe meglio, non prenderne neanche sulle braccia.

Alla fine dell'allenamento, mentre salto la corda, con mia tutto sommato gradita sorpresa, ho anche un graffietto sul naso, dal quale esce una stilla di sangue...

WOW...........

In serata, staccato di lavorare al ristorante del Boccione (col quale, prima di andar via, ho fatto per dieci minuti lo sketch dello schiavo giapponese col padrone), con Clodi, Sara, Lucianito, e Almighty, siamo stati al Pigneto, per due bicchier di vin, nella bella musica di Pornodyva e Lady Maru.

Sabato invece, sempre con Mitologico e Nina, siamo andati al mare. Una ripresa totale. Dalle finestre del ristorante opache di salsedine, ci siamo schermati di sole, guardando il mare agitato dal vento che strappava le bandiere.

Abbiamo avuto, alici marinate, polpo con patate, spaghetti alle vongole, scampi, mazzancolle, pescespada arrosto, calamari alla griglia, pane, acqua, vino bianco e caffè.

Quando siamo usciti a fumare una sigaretta, nel vento fortissimo, calo gli occhi e trovo nella sabbia, cento lire. Non potete immaginare lo stupore e la felicità.

Domenica, con la mia amica Alice nelle tasche della giacca, siamo andati a Sacrofano ad esercitare lo spirito. Poi in serata, mentre la mia A.C.Marcos surclassava la sua Lokomotiv Daga, staccandola di ben 11 punti,  Clodi mi surclassava al Poker, sfilandomi quasi mezza piotta.

Ma va bene cosi...Ultrà A.C.Marcos...

Veramente una bella settimana...amici miei, vi voglio bene...

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Il mio amico io

di MarcoMancini (02/12/2008 - 01:52)

Miraggio di strade, sui cavi del tram, si riflettono sulla pioggia, i fari delle auto partite al semaforo. Prima grandinava, in un momento sereno, attraverso la strada, sotto l'antica basilica della santa croce di Gerusalemme, saluto un albero, e passo sotto le mura.

Mi fa bene camminare. Poi dopo piovuto, il naso si arrossa e l'olfatto si acuisce, dai lampioni scaturiscono scintillii, e per alcuni momenti si svela l'inganno di Montale, quando tutto appare scaraventato di gitto a parare una distrazione dell'universo.


Cammino sui miei amici piedi, infilando le mie amiche nelle tasche della giacca, e sorrido solo con gli occhi, pensando ai grandiosi ingranaggi, che silenziosi mi sovrastano, vincendo l'attrito nella loro eterna rotazione.


A casa mi sento questa musica di De Andrè e mi commuove, se domattina mi sveglio me ne vado in palestra, domani sera: Gotan Project...

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The waiter

di MarcoMancini (24/11/2008 - 14:10)

Stamattina ero piuttosto propositivo.


Rilanciato la sveglia una sola volta, ho preparato un tè verde alla mela, letto le frasi incomprensibili, mi sono messo davanti il quadruplo infinito e ho recitato.


Ho preparato la borsa, cercato a lungo invano i guanti e sono sceso. Alla moto, una persona gentile me li aveva riposti in una presa d'aria.


Sono arrivato in palestra mentre iniziavano a correre. Allora, di fretta mi sono cavato gli impacci, e mi sono unito agli altri.


Il lunedì facciamo le tecniche, le schivate le adoro (scusate il vocabolo).


Le adoro e mi fa ridere pensare alla faccia dell'avversario che non ti troverà.


Sono uscito e sono andato alla fontanella del pugilatore, dove tentato dal comprarmi qualcosa all'edicola, mi sono andato a mangiare strozzapreti e melanzane.


Anche gli strozzapreti adoro...li adoro perché mi fanno pensare alle facce dei preti che si strozzano.


Oggi vado a lavorare, il mio è un mestiere fatto di attese, venitevi a fare dei tonnarelli ricotta carciofi e guanciale, vi aspetto, sarà un piacere servirvi.

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Avrò un tè domattina

di MarcoMancini (13/11/2008 - 14:46)

Ooooh yes, cambino i governi, purché gli intenti non cambino.

Leggo su fb che anche questi altri vogliono tappare la bocca ai blogger con un disegno di legge che imponga di iscriversi a una qualche cazzata.

Fanculo agli altri, fanculo a voi, bastardi.

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Sentite questa...

Mi sveglio l'altra mattina, e mutandato sgrattante palle, la faccia in una maschera gommosa, intirizzito dalla piscia mattutina, varco in cucina, c'è la macchinetta della sera prima, con un pò di caffè.

Ora, io prendo il tè, la mattina.

Ma sarà che devo andare a lavorare, sarà che sono incline ai cambiamenti, decido di premere il pulsante riscalda, sulla mia macchina elettrica.

Torno in camera, rientro nel letto, mi riappisolo dolcemente nel tepore, e aspetto.

Quando mi alzo, metto un cucchiaino e mezzo, verso, mescolo antiorario con la sinstra, odoro.

Legnosetto acre, ma fragrante.

Bevo un piccolo sorso...se pò fà... bevo.

Il terzo sorso, il finale, mi rivela una sensazione, come di matassolina di filo, che sò, un......non lo sò.

Caccio industriato con la lingua questa sensazione sul dito, guardo questa matassolina nera drammaticamente spiaccicata sul mio dito con gli occhi del mattino, ed è una mosca.

Penso alla possibilità che si fosse trattato di un sogno, preferisco pensare che si fosse trattato di un sogno, e torno a dormire...

Avrò un tè domattina.

-I don't drink coffee, I drink tea my dear-

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dépendance

di MarcoMancini (05/11/2008 - 16:05)

Da una dipendenza lieve ad una dipendenza più lieve.

Al caffè, alle sigarette, agli incensi, ed alla propria memoria.

Ieri ho parlato con Alice, proprio quella del Paese delle Meraviglie.

Tutti pensano sia bionda, con i ciuccetti e il vestitino, in realtà è mora.

L'ho accompagnata a smantellare la sua esposizione all'Accademia Americana dove in questo periodo ha esposto insieme ad altri quattro artisti.

Nel cortile, un 2cv bianco con dentro una sposa, era piombato sul gazebo del rinfresco, mentre all'interno delle sale c'erano un murales dolcemente e carissimamente ingenuo, la foto di un cow-boy su un'altura asiatica, delle piastrelle metalliche aggranchiate al pavimento, ed il suo muro del ricordo, fatto di carta da parati e piccoli ovali antichi.

Poi siamo andati a prendere un tramezzino al bar delle mie amiche. Abbiamo discusso sulla necessità di un certo rigore stilistico, e mentre tornavamo, della follia dell'accanimento dei commentatori televisivi su questioni assolutamente assurde.

Da una dipendenza lieve, ad una dipendenza più lieve.

Al caffè, alle sigarette, agli incensi, ed alla propria memoria.

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Tempi magri

di MarcoMancini (01/11/2008 - 14:47)

E insomma ieri sera, stacco da lavorare e vado a casa di Fantastico a giocare a Poker.

E' inutile incazzarsi. Sia al Poker, sia nella vita.

Al Poker, perché puoi stare tutta la sera a prendere le pizze, sbagliare un paio d  mani, ma alla fine raccogliere le carte, e con tre Assi, in una mano, riprendere tutto...

E nella vita, perché di stronzi e di imbecilli ne capitano in continuazione, bisogna lasciarli innuocere il più possibile, tu lo sai chi sei, rallegrati anzi, perché la merda brucia e loro si autocombustionano.

Oggi ho fatto colazione al Bar, comprato il Messaggero per leggere l'articolo di Apolloni, il Corriere dello Sport per il Fantacalcio, e Dylan Dog per una mezz'oretta sul trono.

Persa qualche ora, metto il costume e vado in scena, e questa sera, ci sarà da divertirsi. 

Ieri sera, un'avventrice balcanica che mi pareva la Carmen, con quegli occhi di lupa e quella voce tenebrosa, mi ha ammaliato e turbato, ho pensato ai rimedi di mia nonna, e sono andato dallo chef che mi ha dato una collana di capocce d'aglio, con la quale sono stato costretto a lavorare tutta la sera.

Tempi magri gente!

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Babilon A.D.

di MarcoMancini (27/10/2008 - 17:51)

E' un lunedì d'ottobre e mi sento allegro, sarà perché oggi ho visto la mia nipotina che mi chiama Tìo!...ma anche perché ho fatto un giro in moto, perché ho giocato in palestra, ho comprato John Rambo, e soprattutto perché con Lucianito abbiamo comprato  tre fiorentine rosse da farci alla piastra con Mitologico.

Ieri sera, io e Michela ci siamo andati a vedere, dopo una giornata piuttosto faticosa per entrambi, Babilon a.d. di Matthieu Kassovitz. 

E' fico, cioè, è così così. Il cast mi è piaciuto, ma il film da l'impressione di essere fatto con pochi soldi, e per un film di fantascienza è un vero peccato.

Vale 5 euro.

Povera Michela, l'ho convinta a vedere questo film, e non l'ho neanche riaccompagnata alla macchina.

Che cafone...

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Lettera al Comandante

di MarcoMancini (25/10/2008 - 15:22)

Il cielo è una catasta di legna, la terra una foresta di sassi.

Comandante, il tuo esempio si è perso, la tua faccia è sulle lattine di cola.

In Italia, ormai sono pronti. Le squadre sono organizzate. Decine, centinaia, migliaia, addestrati per anni, non vedono l'ora di esercitare l'arbitrio.

Fino a ieri facevano i tassinari, gli ultràs, i tabaccai, i buttafuori. Oggi, aspettano solo di scatenarsi. Autorizzati dall'incoscienza dei potenti, vogliono smollare la loro violenza.

Non vogliono chiedere permesso, non vogliono ringraziare, non vogliono chiedere scusa. Sono stufi della pace, del rispetto, della civiltà.

Usano frasi come: non possiamo più tollerare. Come: santo subito.

Dicono che vogliono la libertà, ma è l'arbitrio, il sopruso, la violenza, che vogliono.

Mi sono chiesto se fossi uno di loro.

Non lo sono, Comandante.

Non lo sono.

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Mpiccio e mbroio

di MarcoMancini (22/10/2008 - 15:46)

Eh, già. Faccio moltissime cose. Vado, dico, faccio, sclero, rido, vago, metto, monto, levo.

Tiro, salto, corro, apro, scalo, mangio, esco, mostro, leggo, vedo, guardo, stringo, perdo, seguo.

Passo, sorseggio, canto, ballo, spendo, spando.

Spremo, trancio, squamo, fondo.

Impiccio e imbroglio.

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Di nuovo a casa

di MarcoMancini (15/10/2008 - 15:44)

Calco, mando il sacco, tengo famiglia sento urlare da un uomo che corre.

Metto il destro avanti, debbo concentrarmi, non pensare nulla e fare luce.

Le ginocchia, illimitato dondolarsi, telefono ai parenti, mi sentono tutti.

E' passato un uomo che deve essere un demone, non lo guardo mai, voleva la bici.

Casca un bicchiere, penso ai turchi, prendo la scopa, la paletta, ramazzo.

La signora, servita, cameriere, lo sguardo, per favore cameriere, lo sguardo.

Pasto, buono, pesante, mi abbiocco, porto l'acqua, papà, me lo avevi detto.

Ritorno, la forastica allunga la terza, alzo gli occhi al palazzo, mi cadono le chiavi, disapprovo, sono di nuovo a casa.

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Miracolo a S.Anna ed un avviso

di MarcoMancini (12/10/2008 - 15:42)

Insomma, sono un paio di giorni che mi vedo con Susy...l'altroieri andiamo alla libreria a trastevere, prendiamo un tè, e andiamo a vederci Miracolo a S.Anna.

Un film ridicolo. Mi è venuto in mente Rilke, dove nelle lettere ad un giovane poeta, avverte di non rovinare un opera per strappare una risata.

Questo libricino consiglierei a Spike Lee. Ed inoltre gli consiglierei di vedere i bellessimi film sulla seconda guerra mondiale e sulla resistenza girati in Italia. Film come il partigiano jhonny, i piccoli maestri etc..etc..

Films che a questo miracolo a s.anna danno piste su piste.

Nella scena (delicatissima) dell'eccidio di donne e bambini davanti la chiesa di stazzema, il regista ha sbagliato a prendere un crocco di comparse. Su quella scena doveva costruire un dramma. Spike, almeno un primo piano sui trucidandi lo dovevi fare Spike.

Morale della favola, nella noia pruriginosa del film, l'unica scena che si salva è la lunga sparatoria finale, che almeno ha scacciato la cecagna ammorbante provocata dal film.

Film che non vale assolutamente i 7 euro e mezzo.

Poi ieri sera, sempre con Susy ed un paio di amici, sono andato alla festa di fine riprese di un film di un giovane regista, al Loft.

Grassone coi baffetti che facevi la security ieri sera al loft, prega dio che non ti prendo una volta senza scagnozzi, perché se ti becco ti rompo il culo, le braccia e le gambe (omo avvisato mezzo salvato). Mortacci tua e de chi te fa campà.

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Fatevi servire

di MarcoMancini (07/10/2008 - 15:40)

Oggi rischio di scoppiare di felicità.

Sono andato a prendere i provini da Norberth e sono molto soddisfatto. Come sempre con lui. Al di là della poetica qualità degli scatti, è proprio la relazione umana che si viene a tessere, che fa del suo book, a partire dal primo lungo colloquio, al quale ti sottopone prima di accettare di ritrarti, un'importante occasione di confronto con se stessi. E poi, il signor Norberth, ve lo dico con tutto il cuore, me fa proprio taià...

Ho parlato con Nik, il mio agente, domani gli porto il materiale. Mi ha detto che lo SPINACITY di Aiman Sadek, stà iniziando a circolare...

Oggi vado in scena alla Bottega...Chef si è rotto le costole, il Boccione sta in China, io e il Boss ci intendiamo, mille volte meglio il cameriere che quella cagata del còlsenter...

Fatevi servire

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Fame

di MarcoMancini (03/10/2008 - 15:36)

Oggi mi cambiavo per strada, facevo la barba allo specchietto, parlavo con Marcello, che scattava, gli ho raccontato gran parte della mia vita.

Metti il cappotto, cambia la maglietta, metto i jeans, mi pettino alla fontana, questa sera vorrei uscire, o meglio, vorrei essere sposato, e sentire il profumo di soffritto, seduto sulla sedia mentre parlo con mia moglie.

Sarà la fame.

Apro la cartella musica, metto Battiato, ma in realtà fa un freddo Battisti.

Stasera mia moglie ha preparato le melanzane alla parmigiana, e le zucchine ripiene. Tornando a casa mi sono fermato al fruttarolo ed ho preso dei cachi alla vaniglia ed un pò d'uva, che lei adora.

Da quando vive con me, devo dire che la mia casa ha cambiato radicalmente d'aspetto, tutto ha una collocazione, e d'odore. Da quando c'è lei, quell'odore di teppaglia che mi assaliva al ritorno a casa si è trasformato in profumi d'incensi (dice che la casa dovrà assorbirne molti prima di tornare ad una rarefatta normalità), di cui cosparge l'aria, prima di pregare al Buddha.

E poi da quando c'è lei, sul tavolo della cucina non le faccio mai mancare dei fiori.

Questa sera, dopo aver cenato, probabilmente andremo al cinema, chiaramente saremo in disaccordo sul film. Si, perché io sono per drammoni, fantascienza e catastrofici, mentre lei vorrà sicuramente andare a vedere qualche film asiatico o qualche commedia dei mari del nord.

Il profumo delle melanzane che esce dal forno però, mi fa pensare, che questa sera ha già vinto lei e farò tutto quello che vorrà.

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Q.B.

di MarcoMancini (30/09/2008 - 15:34)

Ecco, diciamo, che nell'ultima settimana, la mia casa è sprofondata di nuovo nel più profondo disordine.

Quì sulla frontiera, le giornate passano tra mance e servizi, frequento tedeschi, inglesi, americani, li guardo dall'alto mentre nella loro migliore immagine di quand'erano bambini, dicono: puonissimo...magnifficco...

Spendo poco, non mangio un granché, parlo poco e solo se necessario.

All'Indomita, che ogni tanto sego a causa di questo congenito disordine, il mio allenamento procede a gonfie vele. Mi stò sfogando e sfinando parecchio. Mi rimorde molto non andare quando dormo.

Vado in moto, vado in bici, ce ne metto tanta, quanto basta.

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Espiando

di MarcoMancini (18/09/2008 - 01:31)

Finita l'estate, come per miracolo, Marcolino si rimise a lavorare. Era stato al mare il giorno prima, con il suo amico Mitologico e la cagnetta Nina.

Il giorno prima era andato a Cinecittà, con la moto. Per molti anni, bambino, era passato lì davanti andando a scuola, ed ora, come ne aveva la possibilità, andava a prenderci il caffè, al bar, tra i manifesti di Fellini e Sergio Leone.

Si ricordava di quel documentario in bianco e nero, dove Mastroianni, finito di telefonare, percorreva i corridoi degli studi fumando. Se ne ricordava tutte le volte. Motivo per il quale, si accese una sigaretta.

Un paio di giorni dopo, era in palestra, all'Indomita, saltava la corda, sudava, come per continuare le camminate in montagna, in quei passi, passi appresso a passi, pensava che stesse espiando, camminare, correre, saltare, sudare, espiando.

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L'estate di Marcolino

di MarcoMancini (05/09/2008 - 13:52)

Anche se questa volta le parole non mi escono con un conato, ho deciso di riassumere queste lunghe giornate d'estate, nelle quali la mia vita ha preso decisamente un altro verso.

37. Già da una decina di giorni prima di compierli, stufo di figuracce, ho abbandonato alcune vecchie abitudini, troppo dolorose, troppo intime, troppo sbagliate.

Sono stato con Dad Papala e Lucianito Perez Castillo del Rey nella bellissima Dubrovnik...una città abbagliante, il marmo bianco delle strade e dei palazzi del centro necessitavano, nelle ore meridiane, di settantine lunette ray-ban.

I croati sono molto seri, sarà perché mentre io mi godevo i miei vent'anni, su questa città martire, scaricavano cieli neri di mortaio e le barche bruciavano nella banchina.

Le ragazze sono modernissime, ma conservano ancora la malizia di un lusso raggiunto tra graffi e lacrime, dalle loro mani tiepide, dai loro occhi sopravvissuti.

Abbiamo rinnovato le sfide dell'altr'anno a traversone e yatzee, il Papala (quel briccone) mi ha rifilato uno scacco del barbiere...(non ho parole). Abbiamo visitato le isole, camminato sulle mura, mangiato in abbondanza e bevuto con morigeratezza...

Mi sono divertito molto...That's what friends are for...

Poi me ne sono andato sull'appennino abruzzese, a Rocca di Cambio, dove, come mi sono divertito a dire a tutti i compaesani, ho dato un pò d'acqua alle radici. Sono stato in famiglia, cenato e fatto il bar con gli amici, sono andato a cavallo sull'altopiano e sono salito sulle montagne. Una ripresa totale.

E finito "Spinacity - Fuga da Spinaceto -". E' stupendo. Sarà che il protagonista sono io, ma mi piace così tanto che non riesco a smettere di guardarlo. Artisti!!...Bah?!...

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