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Lavorare Stanca

di MarcoMancini (31/10/2006 - 00:38)

CESARE PAVESE

La notte

  •  
  •  
  • Ma la notte ventosa, la limpida notte
  • che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
  • è un ricordo. Perduta una calma stupita
  • fatta anch'essa di foglie e di nulla. Non resta,
  • di quel tempo di là dai ricordi, che un vago ricordare.
  •  
  •                     Talvolta ritorna nel giorno
  • nell'immobile luce del giorno d'estate,
  • quel remoto stupore.
  •  
  •                                      Per la vuota finestra
  • il bambino guardava la notte sui colli
  • freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati:
  • vaga e limpida immobilità. Fra le foglie
  • che stormivano al buio, apparivano i colli
  • dove tutte le cose del giorno, le coste
  • e le piante e le vigne, eran nitide e morte
  • e la vita era un'altra, di vento, di cielo,
  • e di foglie e di nulla.
  •  
  •                              Talvolta ritorna
  • nell'immobile calma del giorno il ricordo
  • di quel vivere assorto, nella luce stupita.

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E Alberto Sordi è sempre un mito

di MarcoMancini (30/10/2006 - 11:31)

                                                                              ECCOMI !

 Ieri mattina sono stato al Warner Moderno di piazza Esedra,

 

nella sala n° 3 c’era la Proiezione del film "La mia signora".

 …Alberto SORDI è e sarà sempre un mito, durante la proiezione la pellicola originale si è spezzata oltre 10 volte e ogni volta l’interruzione durava almeno un paio di minuti, ma la voglia di vedere del buon cinema, l’efficacia degli interpreti e… la super recitazione del sopraccitato A.S. ci ha fatto rimanere inchiodati fino alla…..FINE.

 

 

TUTTO MOLTO BELLO !

SE NON L’AVETE MA VISTO… VI LASCIO UN Po’ D’APPUNTI:

LA MIA SIGNORA (1964)
regia di Tinto Brass, Luigi Comencini, Mauro Bolognini.

Film in 5 episodi: "l’uccellino" di Tinto Brass, "eritrea" di Luigi Comencini, "i miei cari" di Mauro Bolognini, "luciana" di Mauro Bolognini, "l’automobile" di Tinto Brass. 

 

 

 “L’ UCCELLINO” regia e montaggio di Tinto Brass.

Con Alberto Sordi (l’architetto), Silvana Mangano (la moglie).

Non sopportando più la morbosa attenzione della moglie verso gli animali domestici, un architetto decide di risolvere il problema tramite una drastica soluzione.

“ERITREA” regia di Luigi Comencini.

Con Alberto Sordi (l’ingegner Icilio Sartoletti), Silvana Mangano (Eritrea, la prostituta), Claudio Gora (l’Onorevole), Mino Doro (il sindaco), Lamberto Antinori (il segretario), Maria Tedeschi (la moglie dell’Onorevole).

Per farsi approvare un progetto edile da un Onorevole in vacanza sul suo yacht, un ingegnere spaccia per sua moglie una sensibile prostituta.


“I MIEI CARI” regia di Mauro Bolognini.

Con Alberto Sordi (il marito malato), Silvana Mangano (Clara, la moglie), Elena Nicolai (la suocera), Elena Fabrizi (la suora).

Nella corsia di un ospedale un ricoverato riceve la visita dei suoi familiari, che non si risparmiano d’infondergli profondi sensi di colpa per la sua infermità.

“LUCIANA” regia di Mauro Bolognini.

Con Alberto Sordi (Marco), Silvana Mangano (Luciana), Mario Conocchia (il commendatore, suo marito), Marisa Fiorio (Roberta, la moglie di Marco), Alfredo Censi (il comandante), Laura Durell (un’hostess).
Stanchi ed oppressi dai rispettivi coniugi accompagnati a bordo di un aereo, un uomo ed una donna diventano gli occasionali amanti di una domenica.

“L’AUTOMOBILE” regia e montaggio di Tinto Brass.

Con Alberto Sordi (Bianchi, il marito derubato), Silvana Mangano (la moglie).

L’evidente prova d’adulterio di una donna, emerge in un commissariato durante una denuncia per il furto di una Jaguar, alla quale il marito risulta feticisticamente legato.

 

Buona giornata a tutti!

CLAUDIO

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Finalmente Domenica!

di MarcoMancini (29/10/2006 - 13:04)

Ciao a tutti, buon giorno e Buona Domenica

Questa settimana si è gran lavorato operosi e formichi. Ma ancora oggi 29 ottobre, Roma ci regala il clima che tutto il mondo desidererebbe avere.

Prima di uscire volevo dirvi che sono andato a vedere 'The Departed', venerdì mattina al Barberini e mi ha deluso. Chissà che mi credevo. Sul finale del film la sala ilareggiava risolini di scherno.

Jack Nicholson ormai è capace solo di farsi le facce addosso, oltretutto ho visto il film in italiano e sulla faccia di Nicholson non potevo fare a meno di vedere Giannini che lo doppiava (un effetto schifo). E poi non fa paura, un cattivo da operetta. In confronto Placido ne 'La sconosciuta' è un demone ributtante e malvagio.

A Leonardo Di Caprio, che secondo me è un bravissimo attore, gli mettono quella vocina da bambino (mentre nella realtà ha la voce da uomo) che gli spezza tutti i personaggi. Al di là di questo, la prima scena di violenza di Di Caprio, non è proprio credibile...comunque poi si ripia abbastanza...

Matt Damon è bravo, per carità, però, pure lui, sempre 'sti personaggi schiccherati nel cervello, che palle!

Bravo il sergente e gli altri grossi attori che fanno i poliziotti, carina affascinante e brava la psicologa.

Però in questo film non si ride né si piange. Giusto alla fine te viè un pò da ride........

Insomma, non mi è piaciuto. Piuttosto se dovete andare al cine, non mancate 'BABEL' che è straordinario e strepitoso e struggente fino all'inverosimile, e 'La sconosciuta' che a 'The Departed' dà parecchie piste.

marcovalerio

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CANZONE

di MarcoMancini (25/10/2006 - 18:38)

DIAFRAMMA

Fiore non sentirti sola

  • Fiore non sentirti sola,
  • i desideri di fronte a te
  • se dormono è per qualche ora,
  • poi torneranno dai retta a me.
  •  
  • Fiore non sentirti sola,
  • la vita cambia e noi restiamo qui,
  • guardiamo le foto della scuola
  • saran vent'anni o giù di lì.
  •  
  • Fiore non sentirti sola,
  • spicchio di vita che sorride un pò
  • se piangi sento un nodo in gola
  • e un vuoto grande che colmar non sò.
  •  
  • Fiore che sia breve il cammino
  • che ti separa da quello che vuoi,
  • saranno lunghe le tue estati e piene
  • di tenerezza che dispensi e dai.
  •  
  • Fiore non sentirti sola, mai.
  •  
  • Fiore non sentirti perso,
  • credi che per me è diverso?
  • Ama questo letto caldo,
  • e la gioia di ogni giorno
  • che si dà al tuo sguardo...
  • Fiore non sentirti perso,
  • ama quello che è diverso
  • e te.

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Doppietta

di MarcoMancini (24/10/2006 - 00:19)

Mi sono sparato un'altra doppietta.

E' domenica e sono le tre. Stò da solo.  Non ho comprato il giornale perché ho fatto colazione a casa e cerco un sito coi film. Ne trovo uno molto fico: www.mymovies.it, organizzo la doppietta...

Alle tre e mezza danno al Royal, vicino casa mia, 'La sconosciuta'. Devo dire che i trailer sono veramente una merda. Bè, dal trailer sembra sia un film rozzo e con una brutta fotografia, che è la base, non si capisce una mazza della trama, e non sono valorizzati gli attori. Ma Tornatore...

Il Film, secondo me, è proprio bello. Gli attori sono diretti in maniera straordinaria, la protagonista è bravissima. Bella, brava, tutto. Mi appassiono, piango dopo tre soli minuti (!). Zompo sulla poltrona, mi metto le mani in faccia...un filmone, Peppuccio non tradisce, è proprio il gigante burbero Academy awarded che abbiamo conosciuto in altri film. Un film di una violenza raccapricciante, verbale e simbolica.

Placido è 'il muffa', fa paura. Spero di incontrarlo presto di nuovo, ma non di notte in un vicolo...

La Gerini, dopo quella cacata de 'La terra' e di altri floppacci, mi ha proprio convinto.

La direzione degli attori è troppo importante, si fa presto a dire che uno fa schifo, che ognuno è il regista di se stesso... STRONZATE. Un attore è un grande attore nelle mani di un grande regista.

Morale della favola, mentre nella sala si accendono le luci, io stò lì che singhiozzo come un deficiente.

Si sò fatte le 6. Me ne vado a Trastevere, l'altro film che ho caricato in canna è 'The hoax - L'imbroglio'.

Ora, un pò perché mamma dice che gli somiglio tanto, un pò perché m'è sempre piaciuto, mi vado a vedere l'ultimo film co Richard Gere. E Alfred Molina (Un grande).

Sbicicletto fino a Trastevere e c'ho un paio d'ore da perdere. Sbicicletto, sbicicletto, sbicicletto, con augusta calma, e mi ritrovo davanti la 'Libreria del Cinema' di proprietà Fandango, supervista dal grande Piccioni.

Ti arrivo lì davanti in stile niuiorchese malandrino anni ottanta e vedo Jasmine Trinca (Uomini...du du du...), parcheggio con la calma di chi si frega tutta la strada, entro nella libreria e mi compro un librettino di poesie di Wislawa Szymborska (Nobel letteratura '96). Esco, lego la bici e vado al baretto della libreria dove c'è la Trinca. - Si può fare una spremuta d'arancia con mezzo limone?-, -Devo vedere se c'è la spremitora...-. Si può fare...

Mi siedo al tavolinetto bianco, mi tolgo la giacca e mi accorgo che ho sudato molto. Spero che mi stiano alla larga... Mentre mi ricarico di sali minerali e leggo qualche poesia mi faccio tutti gli affaracci di tutti simulando un contegno granbritannico. Capisco però che donarsi va bene solo per un poco e appena finisco l'agrumata mi alzo, prendo un caffè e mi avvio verso il Reale.

E' presto, passando su viale Trastevere passo davanti ad una delle pizzerie più buone di Roma anche detta 'l'obitorio' per via dei tavoli di marmo. Avendo tempo, non resisto, mi siedo, prendo un supplì e una fiori e salsiccia.

Davanti al Reale c'è una ragazza bellissima che aspetta qualcuno. Come cavolo si fa a far aspettare una donna così? Bo. Vabbè. Non mi piace vedere i film americani in italiano e stranamente c'è una nottola appesa fuori dal Reale...Al Metropolitan lo danno in lingua originale.

Il margine è breve, la pancia è pienuccia, ma non mi importa e sfreccio anarchico su marciapiedi  ignorando segnaletiche e semafori e faccio in tempo. 

Il film è carino, sono bravi, Richard si vede che è vecchio e un pò mi dispiace. Ma che vòi fà...Tempus fugit.

I soldi li è valsi.

marcovalerio

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di MarcoMancini (23/10/2006 - 23:48)

"I 50 giurati guidati da Ettore Scola hanno poi assegnato ad Ariane
Ascaride e Giorgio Colangeli i riconoscimenti come migliori attori,
rispettivamente per Armenia del francese Robert Guédiguian e L'aria
salata di Alessandro Angelini. "Non potete sapere come sono contenta
di questo premio, perché Armenia è un film fatto in un piccolo Paese
che mi ha adottato, che è l'Armenia" ha detto l'attrice francese
commossa durante la consegna dei riconoscimenti nella Sala Santa
Cecilia dell'Auditorium. "Ricevere questo premio a Roma, in Italia,
che è il Paese di mio nonno, di mia nonna e di mio padre è un cosa
bellissima è come essere tornata a casa". La gioia di Giorgio
Colangeli e una piccola "gaffe" di Sabrina Ferilli hanno fatto da
contorno alla consegna del riconoscimento all'attore. La diva,
chiamata sul palco a premiarlo, ha esordito con la consueta
schiettezza: "Sono contenta per te anche se non ti conosco". A quel
punto è intervenuto il presidente della Giuria, Ettore Scola, che ha
detto: "Non lo conosci perché lui lavora a teatro. Dovremmo tutti
andare più spesso a teatro". Leggero imbarazzo in sala, ma il buon
umore di tutti ha prevalso e Colangeli ha espresso tutta la sua
felicità per un premio che gli regalerà la popolarità che finora non
ha conosciuto: "E' un momento straordinario per me che sono un attore
defilato. La scelta di premiarmi rappresenta un ottimo segnale per
noi che lavoriamo in ombra ma con tenacia". Colangeli ha poi voluto
condividere la gioia del premio con tutti quelli che hanno lavorato
al film e si è fatto raggiungere sul palco dal regista Alessandro
Angelini e dal co-sceneggiatore Angelo Carbone. Vincitore del Premio
L.A.R.A. per la miglior interpretazione tra i film italiani di tutte
le sezioni è stato Ninetto Davoli per Uno su due di Eugenio
Cappuccio. Accolto da una'ovazione durante la premiazione, l'attore
ha dedicato il riconoscimento all'amico Pier Paolo Pasolini: "E'
grazie a lui se sono qui a 40 anni da Uccellacci e uccellini. È bello
ricevere ricevere un premio dopo tutti questi anni e proprio alla
prima Festa di Roma. Dopo 42 anni di carriera questo è il primo che
vinco". Poi si è scusato con il pubblico in sala: "I don't speak
english" e tra le risate generali si è rivolto al sindaco di Roma: "A
Walter, lo sai, che sò così?". Da parte sua il primo cittadino della
Capitale ha commentato: "Sono felice che il primo premio in assoluto
nella storia della Festa del Cinema di Roma sia andato a Ninetto
Davoli. Io e Ninetto ci conosciamo da tanto tempo e, indirettamente,
il premio a lui è anche un premio a Pier Paolo Pasolini. Mi fa
piacere anche il premio ad un attore che ha lavorato molto come
Giorgio Colangeli".

SONO FELICISSIMA X GIORGIO COLANGELI, UN ATTORE STREPITOSO, MAGARI NN
CONOSCIUTISSIMO DA UN PUBBLICO PIU' CINEMATOGRAFICO MA NOME NOTO E
STIMATO NEL PIU' ELITTARIO MONDO TEATRALE ( NOTARE L'IGNORANZA CRASSA
DELLA FERILLI CHE NN SOLO SI DEFINISCE ATTRICE, MA ANCHE ORMAI, SI
PAVONEGGIA ESSER DONNA CHE CALCA CON PRESTIGIO IL PALCOSCENICO.....SI
SI, INFATTI.....................)!
CONOSCO GIORGIO POICHE' OLTRE AD ESSERE UNO DEGLI ATTORI DELLA
COMPAGNIA DI MIO PADRE, E' ANCHE UN SUO CARO AMICO. DUNQUE
CONCEDETEMI DI CHIEDERE A MARCO DI AGGIUNGERE QUESTO ARTICOLO
PUBBLICATO SUL SITO CINEMATOGRAFO, SUL BLOG, UNICAMENTE X UN FATTO
AFFETTIVO!
BUONA NOTTE A TUTTI
ALESSANDRA

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Marcellino, pane vino e po, po,po, po…

di MarcoMancini (23/10/2006 - 23:40)

Settimana d’incontri questa…Quello di ieri è stato di tutt’altro genere rispetto a quello di venerdì sera, ma altrettanto bello. Sono le 13:50 quando il mio cellulare squilla. E’ il segnale, è arrivato. Scendo le scale con addosso un bel carico di aspettative. Dai nostri girati, dalle telefonate che gli sono state fatte, l’immagine che ne emerge è quella di un uomo burbero e distaccato e adesso è qui, davanti a me. Marcello Lippi, l’uomo che ha portato la nostra nazionale alla vittoria dei mondiali se ne sta in piedi, in attesa del nostro arrivo.

Mi basta uno sguardo per capire che è completamente diverso da come lo descrivono. Ha lo sguardo smarrito e mentre si presenta è quasi timido. E’ anche un bell’uomo e mentre parla della sua vittoria insieme a noi, fuori dalle telecamere, gli occhi gli si inumidiscono. Ammette di essere cambiato proprio in seguito a quel grande evento e ci racconta la verità sulla sua decisione di  lasciare gli azzurri. Eh sì, fa tenerezza Marcellino.

Nel corso della trasmissione si rivela un ospite simpatico e attento. Ride davanti alle dichiarazioni che abbiamo raccolto dai suoi amici, ammette di essere stato molto più bravo come C.T. che come calciatore e difende i suoi ex giocatori a spada tratta.

Parte un servizio sul ritorno di Del Neri al Chievo nel quale l’allenatore viene messo a paragone con l’ispettore Clouseau. La conduttrice fa notare a Lippi che lui è stato più fortunato perché paragonato a Paul Newman, lui risponde: <<ma ragazzi, Paul Newman ha 81 anni!Scherzo…Magari, fosse così, non avrei fatto l’allenatore!>>

Durante la partita mi avvicino a lui con una serie di foto su e da far autografare. E’ un compito ingrato quello che mi è stato assegnato. E ‘ vero che molte mi sono state chieste da bambini (ok, solo due) ,e ai bambini, si sa, un favore non si nega. So che questa è la prova del 9, quella che ti dice se una persona è veramente umile o se è un divo che fa finta. Anche stavolta non rimango delusa. Ride davanti alla pila di foto da firmare e dice: 

<< cara Maria Teresa, il vero problema sarà quando smetteranno di chiedermele.>>

A fine trasmissione viene completamente assalito dai figuranti e da una troupe della concorrenza che è stata informata del suo arrivo. Lui accetta di fare tutto ma non prima di aver avvisato l’autista che gli abbiamo destinato e che lo sta aspettando. Ragazzi che grande!

Sono in preda al fascino di quest’uomo. Sono diventata una specie di Paolini al femminile. I miei colleghi dello sport non mi hanno mai visto così davanti a nessuno. Solo in due occasioni sono letteralmente ammutolita: davanti a Battiato e a Morricone. Normalmente tratto tutti con gentilezza e professionalità. Oggi invece sono quasi tentata di salire in macchina e andare via con  lui.  E’ un periodo che c’ho una faccia tosta (per non dire di peggio)… E non posso neanche dare la colpa alla primavera perché siamo in autunno. Sale in macchina e saluta tutti sorridente. Quant’è bello Marcellino! Altro che campane e squilli di tromba, altro che donne du., du, du…

Mentre si allontana a me sembra solo di sentire  PO PO PO PO PO PO PO…

M.T.

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di MarcoMancini (23/10/2006 - 09:11)

Mamma mia che giornata! Sveglia all'alba (o quasi) per stare alle
9:15
puntuale al tribunale di Albano poiche' oggi e' stata la prima
giornata
di un processo, che mi vede come querelante a seguito di un
aggressione, avvenuta durante la festa delle donne del 2005. Quella
notte, dopo un'intera serata a festeggiare (sia il compleanno di un
amico, che le donne) ci ritrovavamo con parecchi ettolitri alcolici nel
corpo, e c apprestavamo ad andare a casa. Accendo la macchina, metto la
retro e comincio con la manovra. Mi arresto subito, un rumore (un urto,
una manata) proveniente dal posteriore cattura la mia attenzione e
penso sia meglio capire cosa sia successo. Apro lo sportello...........
subito una scarica de botte. Un cocktail di calci, cazzotti etc. Voi
direte:" l'hai gonfiato cor crik, lasciando brandelli de corpo
e
frattaje sparsi qua e la, vero?".......E invece no forse
perche'
abbastanza provato dall'alcol oppure perché in compagnia di altre
persone che non volevo assolutamente coinvolgere.........resta il fatto
che una volta sceso mi ritrovo in un parcheggio con altri tre amici ed
una mini gang, composta da cinque merde de porco, alcuni dei quali
anche minorenni. Sti tizi, con un'abbondante dose di bianca nel
corpo,
e con una lista infinita di due de picche presi durante tutta la
serata, hanno pensato bene di inscenare la "truffa delle due meno
un
quarto". Una reazione di branco prevedibile per dei ragazzini
strafatti
e straincazzati, solo una cosa non sapevano: non se ruba a casa dei
ladri. Da persone civili (ho detto civili non fessi) come noi siamo
scesi, e nonostante le botte abbiamo cercato di risolvere la faccenda
in maniera legale. Se c'erano stati dei feriti avremmo dovuto
chiamare
un autombulanza e fare un cid, e/o prendere accordi con
l'assicurazione.......chissa' perche' quando abbiamo
proposto questa
cosa la loro reazione e'stata diversa da quella che c aspettavamo.
Immaginate la scena: dei lampeggianti che illuminano un parcheggio e
gente che si scambia tranquillamente dati per le assicurazioni.........
niente di tutto questo! Bottiglie che volavano sulla mia testa, e sui
vetri della mia macchina con l'inevitabile rottura. Coltelli pel
fumo
agitati qua e la, calci, pugni, divisioni.........ancora calci sulla
mia autovettura: fanali sfondati, e bozzi che ne deformevano la linea.
L'epilogo una bella corsetta automobilistica per le vie di ciampino
a
120 km/h contromano..........poco male'! Abbiamo fatto in tempo a
prendere la targa.......ora di corsa dai carubba per fa la denuncia.
Arriviamo in caserma. Tutto chiuso. Una sola lucina proveniente da un
video citofono. Pigio il pulsante e.......niente! Aspetta.........
aspetta...........aspetta.......oh! Finalmente il carabiniere ha smesso
di masturbarsi davanti ai vari 899, e c sta chiedendo cosa c occorre.
Gli diciamo che dobbiamo fare una denuncia, e lui: "Ue, ue!
Tornate
domattina che ca adesso no c'e'nisciuno!" Naturalmente
sbrocco! Ora
capisco perche' li chiudono in caserma, altrimenti li ammazzi. Il
veleno in corpo e' talmente elevato che je potresti stacca'
un'orecchio
a morsi, come insegna zio Mike (Tyson). Ovviamente gli diciamo che il
nostro caso e' molto urgente. E lui: "Ma vi stanno aggredendo
adesso?"
E certo brutto stronzo, te c'hanno dato pure la patente pe
diventa'
carabiniere! Ed io rispondo: "Certo se mi stavano aggredendo stavo
qui
a parlare al video citofono con te." Be, ovvio! Non bisogna piú
sorprendersi di fronte all'ignoranza delle guardie infami. E'
proprio
vero che la disoccupazione............Comunque, tornado alla nostra
storia, c facciamo refertare all'ospedale di albano. Li' dei
medici
sedati come i ragazzi de ciampetto mi prescrivono cinque giorni, non so
quanto attendibili per vie delle loro condizioni. Accettiamo le
briciole ed andiamo a fare la denuncia. A distanza di un anno e mezzo,
la data d'udienza 19/10/06. Sembra un traguardo, una piccola
vittoria.
Ma allora e' vero che i giusti, i buoni alla fine trionfano sempre
come
nei film (forse e' per questo che amo fare il regista).
Macche'!
Mancano dei documenti e assolutamente prima del processo devo andarli a
prendere al tribunale di Albano. Meno male credevo di dover andare a
quello centrale di Velletri, molto piu' distante e caotico. Vado
chiedo
e mi spediscono al primo piano. Fila, attendo arriva il mio turno, mi
spediscono al secondo piano.......fila.........mio turno..........terzo
piano...........fila..............quarto piano..............
fila................impiegata: "Guardi che l'hanno indicata
male deve
andare al tribunale di velletri.". Io: "Che vordi? La
comunicazione
dice che devo ritirarli da voi." Impiegata:"Significa che la
documentazione quelli de Velletri ancora la devono da
manda'"...........
In quel momento mi sentivo come Asterix ed Obelix in "Asterix e le
dodici fatiche", anche perché a Velletri ho fatto altre tre file.
Poco
male se questo serve a far trionfare la giustizia. Porto sti cocumenti
all'avvocato e scopro.......(piccolo flash back) durante la notte
dell'aggressione non abbiamo alzato manco un dito sulle bestie (a
malincuore, non sapete come prudono le mani in quelle circostanze),
proprio per non passare dalle parte del torto...........che il
guidatore dell'autovettura (l'unico a cui son potuto risalire)
dichiara
che lui ed i suoi amici sono stati investiti, aggrediti, riportando
danni fisici e materiali (all'autovettrura)............Anzi la
difesa
chiama al banco dei testimoni anche gli altri compagni di merende. Il
colmo! Voglio una pistola! Ma che dico, vorrei tano legargli le
caviglie con una corda e trascinarli (uno alla volta si intende) sulla
Roma-Fiumicino a 240 all'ora, a faje sentí quant'é dura
l'asfalto............Vabbe abboniamo anche questo! Finalmente
abbiamo
nomi ed indirizzi........ora vanno denunciati tutti, anche gli altri
zozzoni. Vorra' dire che faró un'altra querela.......poco male!
Tanto
le spese le pagano loro. Almeno cosí credevo. Torniamo ad oggi. Albano,
tribunale, interno giorno. Che strani tipi gli avvocati e soprattutto
le avvocatesse.........che tipine! Tutte vestite a dovere con quei
culetti tenuti splendidamente su da ore ed ore di palestra.
L'attesa é
tanta a qualcosa t devi pure attaccare.....sará il fascino della toga!
Si l'attesa. Qui non é come in America. X chi non fosse mai stato
ad un
processo (era la prima volta anche per me), dovete sapere che le cause
si affrontano una dopo l'altra con un unico giudice, e diciottomila
avvocati che rumoreggiano, si agitano, leggono, e
"colazionano"
nell'aula. Aspetta........aspetta.......ormai tutti i culetti e le
tette dell'aula sono stati giá sufficientemente scansionati, non
rappresentano piú fonte di svago.....Chissá quando arriverá il mio
turno. Ma fine a quel punto che faccio?........Finalmente arriva lui
"bello" come il sole. Non c volevo credere. Non poteva essere
vero.
Scoppio a ridere, tutti mi guardano male, ma l'emozione é tanta. Un
avvocato sorprendente, come mai si era visto prima nel "mondo
reale".
Solo il cinema ha potuto tanto. Che film? Naturalmente "Paura e
delirio
a Las Vegas". Ebbene si, in aula c'era un figuro uguale al
mitico
Benicio. Capelli brizolati, lunghi mossi e sporchi, con una forma che
ricordava un fungo. Occhiali da sole a goccia, con lenti a specchio
color giallo. Vestito con giacca sgualcita a righe verticali, bianche e
marroni chiaro. Pantoloni Jeans con risvolto. Scarpe nere come quelle
di Lupin III (mitiche Trapper Loafer). Camicia bianca con pancione
gonfio de alcool in bella vista. E per finire un bel cravattino (di
quelli corti eh) nero. Mamma mia che tipo! Stupendo! Avrei voluto
proporgli una parte in una qualsiasi cosa, tanto sarebbe stato perfetto
comunque.........uno spettacolo! Come camminava, come leggeva il
giornale........ogni tanto spariva e risbucava da qualche porta, che
apriva con la testa a fungo, mentre mangiava un panino, smollicando per
terra...........dovremmo organizzare un tour ad Albano.........oppure
me sa che cambio avvocato, voglio essere assistito da lui!.........Ma
il mio avvocato? Dove é finito? E se tocca a me? Ritorna. Scopre che c
vuole ancora un pó prima che tocchi a me. Allora decide che é meglio
parlare col giudice ed in quattro e quattrotto arriva il mio
turno.......ma non poteva farlo prima? Certo che é proprio cazzuto!
Penso di stare in una botte di ferro.........viene affrontata la mia
causa. L'imputato é accusato di quattro reati. Voi direte una cosa
normale in un processo. Peccato che in questo paese nessuno ha voglia
di fa un..........ed uno di questi reati siccome non commesso da una o
piú persone con un'unica azione, deve essere giudicato dal giudice
di
pace. Mi spiego meglio, l'ospedale di Albano mi ha pronosticato 5
giorni per lesioni, be ste lesioni non possono essere attribuite ad
un'
unica azione quindi devono essere giudicate per forza dal giudice di
pace. Questo grazie ad una legge del 2000 che ci ha lasciato il bel
governo Berlusconi. Morale dopo due ore di ritiro il giudice ha deciso
di sospendere il processo, poiché se una causa viene esaminata da due
giudici con competenze differenti, quasi sicuramente sará impossibile
trovarsi d'accordo (anche perché uno di loro emetterá per primo la
sentenza). Proprio pe sto motivo é stato deciso di sospendere il
processo, fino a che la corte costituzionale non si pronuncerá su chi
dovrá assumersi la responsabilitá dei reati. A parere del giudice il
legislatore deve elaborare delle leggi a favore della costituzione, e
non come questa altamente incostituzionale. Bella legge del cazzo, che
politici del cazzo ci hanno lasciato per rallentare il corso della
giustizia affinché i reati scadano in prescrizione, e gli zozzi
delinquenti tutti a spasso. Ora mi domando e chiedo: "ma un
poveraccio
come me, che ha dovuto sfacchinare cinque anni, portando pizze su e giú
per Eur e zone limitrofe (Spinaceto, Laurentino 38, Decima etc.) in
sella ad un "favoloso" califfone, per pagarsi una
fottutissima
utilitaria francese, ma che deve da fa?" Spiegatemelo e/o
suggeritemi
qualcosa, perché vi giuro su Dio e quanto é vero che esista sto
cazzosissimo pianeta: mi armo, li trovo, accendo la mia nuova
telecamera e li TORTURO. Ammazzarli no. Voglio solo marchiarli a vita.
Vi giuro che sarebbe il piú grandioso e crudo tra i film pulp mai
fatti. Hostel me fa una pippa!!!! Mi auguro per loro che tutto questo
non debba accadere, in caso contrario BUONA VISIONE! E un grazie alla
legge ed ai legislatori italiani!!!
Un saluto ed un abbraccio a tutti
voi
Aiman

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Succede...

di MarcoMancini (21/10/2006 - 15:45)

La serie di circostanze ed eventi che ci hanno portato a conoscerci e frequentarci, credo, dopo aver letto il pensiero di Ilaria, possa prendere la definizione di fenomeno. Stiamo succedendo.

Non importano i ritardi, perché ritardi sembra non siano, non ci intimoriscono gli ostacoli, perché siamo sulla strada giusta, non abbiamo paura di nulla perché non siamo soli.

Abbiamo quello che ci serve. Abbiamo noi. Abbiamo Claudio, con la sua inesauribile energia. Chicco, con le sue poesie argute rum e cola. Maria Teresa, con la tenacia di chi è sopravvissuto. Alessandra con il suo amore per il cinema. Abbiamo Giampietro dai schinieri luccicanti sempre pronto alla battaglia, Sara coi suoi occhi di cerbiatta e la sua sensibilità, Andrea che ci segue di lontano. Abbiamo Guido e Maria che insieme ci regalano storie ed emozioni, Mirko e Samuel che ne sanno una più del diavolo. Abbiamo Aiman che non si arrende nemmeno se ie tiri cor canne mozze, Simone che da quando è uscito dal bosco degli elfi ci allieta coi suoi sorrisi brillanti. Abbiamo Stella che della sua forza/fragilità ci ha fatto invaghire. Abbiamo Mohammed che si fida solo di noi. Susi abbiamo, il suo coraggio e la sua determinazione. Abbiamo i profumi e gli occhi maliziosi di Daphne. Abbiamo Alessandro! Il maestro dell'arcobaleno. C'è Marcello in qualche aeroporto che cerca di raggiungerci, Verena che sa cosa fare delle parole, Marco C10 al quale (perdoname ma me sò incaciarato cor cervello) non ho pubblicato la data dello spettacolo, ma che spero continui ad essere dei nostri, Valentina che ci conoscerà, Massimo che non si è fatto vivo ancora ma che stà nei nostri pensieri, la bellissima e bravissima Federica, Daniele che è dei nostri. Abbiamo Giuditta la bella palermitana, Patrizia che ci stà studiando, ma che sono sicuro ci curerà. Abbiamo chi mi sò scordato e non me ne vorrà perché c'é e continuerà a esserci.  Avete me.

I love the friends I have gathered together on this thin raft, we have constructed pyramids in honor of our escaping.

-The Doors-

vostro affezionatissimo marcovalerio

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Donne...du du du...

di MarcoMancini (21/10/2006 - 15:10)

Bello, si sa che è bello. Bono di nome e di fatto. E adesso è qui, a pochi metri da me, sul palco dell'auditorium  insieme a Claudia Gerini, (bellissima anche lei nel suo vestito da sera) e a gli altri protagonisti del film Viaggio Segreto, di Roberto Andò.
 Però... Però a  ben guardarlo bisogna dire che è più telegenico che bello. Certo gli occhi, lo sguardo, il fisico sono quelli.Solo che...Solo che non sono convinta. Lo dico ad Alessandra che mi sorride: <<Ehhh Terry capita, che vuoi che ti dica!Neanche a me dice più di tanto.>>. Sbuffo: << E io che che speravo di vedere Kusturica!>>
Il film comincia  e io mi rilasso lasciandomi travolgere dall'emozione che mi prende sempre quando vado al cinema. Dopo mezz'ora però sia io che Ale ci arrendiamo davanti alla verità: sto' film stenta proprio a decollare. Gli attori ci sono, le vedute dei paesaggi siciliani pure, l'idea ...Vabbe', diciamo che c'è anche quella. E' il resto che manca. Il famoso filo rosso che tiene insieme il tutto. Se il film può essere definito quanto meno godibile, basta l'arrivo di una scena a rovinarmi anche quest'illusione.
Eppure...Eppure questo film un merito ce l'ha. Quello di farmi riscoprire Alessio Boni come attore. Interpreta sempre un personaggio cupo, seconda quella che ormai sembra essere una sua costante,  ma stavolta arriva. Mi arriva tutto.
Il film finisce e io e Alessandra ci andiamo a complimentare con la Gerini, che per un puro caso si trova a pochi metri da noi. E poi...Poi che vi devo dire? Lo vedo lì,  distante ma non troppo che parla con alcune persone.E' un attimo:
<<Ale, io vado.>>. Mentre percorro i metri che mi separano da lui penso che non c'è nulla di male ad andare a complimentarsi con un attore,a dirgli che per una volta ti è sembrato convincente.
Le parole escono da sole sotto gli occhi sbalorditi  di Alessandra: << Senti scusa, te lo devo proprio dire: di tutti i film in cui ti ho visto questo è quello in cui mi sei piaciuto di più. Mi hai stupito, complimenti.>>
Lui mi guarda e sorride, forse sorpreso da tanta spontaneità: << Ti ringrazio, come ti chiami?>>.
<<Maria Teresa>>
<<Ciao Maria Teresa, Alessio. Grazie, veramente.>>
Ragazzi, che stretta di mano! Calda e sicura!E che sguardo! Non da bel tenebroso, da attore sinceramente riconoscente!
Ovviamente, sulla via del ritorno le prese in giro da parte di Alessandra sono d'obbligo: <<a chi è che non piaceva Alessio Boni? Chi era  che non ti conviceva?>>
Rido e rispondo con un'alzata di spalle. Non mi vergogno. Perchè dovrei? Sono contenta di quello che ho fatto.
M.T.

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PENSIERINO BROCHURE...

di MarcoMancini (21/10/2006 - 14:59)

In questi ultimi mesi mi sono ripresa la mia vita. Ci sarebbe una lunga, lunga storia da raccontare: la storia di una bambina e poi di una ragazza e poi di un sogno e poi di un incontro. Di tanti incontri. Ci sarebbe da raccontare la fiducia cieca nei segnali che arrivano e arrivano e arrivano e che - volutamente raccolti contro tutto e contro tutti - ti portano un giorno ad iniziare un master in una scuola di cinema. E ci sarebbe ancora da ricordare come tutto sia stato poi compresso nel frullatore generale della mia vita. E, all’improvviso, un gruppo. Non c’è un poi senza un prima quindi è a quel master che devo tornare se voglio dare un inizio a questa bella storia. E pensare che non avevo modo di frequentarlo: il lavoro combaciava esattamente con le date stabilite e le rate bisognava pur pagarle quindi come fare? Cosa lasciare? Cosa scegliere? L’irrazionale, come al solito. Quello meno consigliato, quello più sentito. Farlo. Andare in quel posto dove c’era qualcosa - indubbiamente ovviamente certamente c’era qualcosa - perché si sente quando proprio devi andare e devi andare e devi andare e non c’è strada e non c’è tempo e non c’è modo di cambiare idea contro la logica contro il mondo contro i consigli contro tutto. E allora si inizia. E poi succede che d’improvviso le date del master vengono magicamente modificate per necessità del regista. Ecco, appunto. Le date vengono magicamente modificate perché io quel corso lo dovevo proprio fare. Non avevo neanche avvertito al lavoro. Tanto lo sapevo che le cose si aggiustavano. Perché la vita è così. E’ proprio così. E’ magica, quando vuole. E ti aiuta, qualche volta. E poi ci sarebbe da raccontare ancora e da mettere in gioco i sentimenti e le storie personali ma questo non serve. Perché tanto come le vuoi mettere a parole le emozioni? Giorni intensi, mille anni in un minuto e pensieri e azioni e amori e dolori e passioni e sogni concentrati e pressati da non poterne più. Le parole sono poco. Non bastano. Sei lì a sforzarti di elencare tutti i sinonimi che conosci e anche quelli coniati per l’occasione e proprio non esce, non esce la parola giusta, quella precisa, quella perfetta, sono tutte banali, sono tutte ridondanti e pesanti e inadatte e tanto non te la sanno individuare quell’emozione, proprio quella lì che vuoi esprimere e poi quell’altra e quell’altra ancora e quel viso e quella giornata e quella risata e quello sguardo. E allora uso la parola più piccola, la più stupida. Quella dei bambini: bello. Bello. Direi che è stato bello. Tanto è uguale. Uno lo capisce lo stesso tra le righe tutto il mare che c’è. E poi sembrava finita. La storia, intendo. Invece nella mia vita entra un gruppo. Adesso come lo dico... Come lo racconto questo gruppo. Io ci provo, ci provo, mi concentro, mi sforzo ma proprio non sono capace. E allora protesto. Protesto contro tutte le parole e seguito ad usare quelle più banali. Un’altra bella storia, forse. Sì, posso usare queste. Un’altra bella storia ancora tutta da raccontare.    

 

iLARIA 

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Preghiera del clown di Totò

di MarcoMancini (21/10/2006 - 14:54)

Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non
importa, io li perdono, un po' perché essi non sanno, un po' per amor
Tuo e un po' perché hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate
servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia
ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.
C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo
soffrire per divertirla. Manda, se puoi, qualcuno su questo mondo,
capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.
Alessandra

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Aiman blues

di MarcoMancini (21/10/2006 - 14:46)

PARADISO PASASSITA

Si desidera costantemente.

E’ il paradiso parassita

che ti succhia le energie

portandoti felicemente alla morte.(fine verso)

Luogo fatato e mitico

calorosamente accogliente

e umido,

ti attanaglia con le labbra

rendendoti prigioniero e schiavo:

libidine.(fine verso)

Accettando la situazione:

sottomissione.

E’ il giusto prezzo da pagare

Per la felicità?(fine verso)

 

LA MUSA

La vidi per la prima volta

e subito mi sentii bruciar dentro

come fa lo foco nel regno degli inferi.

Dea in terra,

ed oasi nel deserto,

comunica emozioni sovrannaturali,

e come Medusa

pietrifica tutti con uno sguardo.

La sua voce,

miscela di suoni soavi,

rende ogni parola

fatale,

come il canto delle sirene.

Il suo avorio sorriso

trasforma in serene le brutte giornate

che passano così

senza problemi.

Lei è la mia musa,

la mia musa ispiratrice,

attesa da tempo,

ed alla fine è arrivata.

Aiman Sadek

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Cronaca di una notte in bianco

di MarcoMancini (17/10/2006 - 03:21)

Sabato pomeriggio, ore 15:55: Il mio aereo atterra puntuale all'aeroporto di Linate. Come metto piede per terra vengo avvolta dalla nebbia. Immeddiatamente capisco perchè si dice che la nebbia di Milano è diversa da quella delle altre città. una strana sensazione m'invade, di euforia mista a preoccupazione. So a cosa è dovuta la preoccupazione: se domani perdo l'aereo perdo anche il lavoro (quello ufficiale). Non sarebbe poi un gran danno ma non mi va di tradire la fiducia delle mie colleghe. Sono qua solo grazie alla loro disponibilità e collaborazione ed ho promesso ad entrambe che sarei tornata in tempo per la trasmissione, pronta a fare la mia parte di lavoro.

28 km e 45 min dopo: Canonica Lambro. Saluto i padroni di casa e i loro amici e tutti insieme c'andiamo a prendere qualcosa di caldo. In effetti fa talmente freddo che sono convinta di aver visto passare un paio di pinguini. Anzi fa talmente tanto freddo che il mio thè mi arriva tiepido ed inizio a maledire la mi testardaggine che mi ha impedito di portarmi "quel maglione in più" che mia madre mi avrebbe sicuramente imposto se fosse stata a Roma. maledico anche tutti i fumatori del mondo che si ostinano a voler rimanere fuori nonostante il freddo.

Ore 19:30: Prendiamo possesso delle stanze che ci sono state assegnate. La mia e quella di una mia amica sono prorio attaccate e quindi, mentre m'infilo a letto e recupero un colorito umano, oltre che la vita, ne approfitto per parlare un po' con lei. E' L'amica più vecchia che ho nel vero senso della parola: le nostre madri si sono conosciute che erano incinte di noi e sono davvero contenta che stasera ci sia anche lei.

Ore 21:30: Mentre mi avvio verso la sala sento della musica jazz invadere lo spazio. Sorrido: l'euforia ha di gran lunga superato la preoccupazione. Benedico chi ha avuto l'idea di accendere il camino e mi ci piazzo davanti con un bicchiere di vino. Incrocio lo sguardo di mio fratello. So esattamente cosa sta pensando: " se avessi scelto un vestito un po' meno scollato ora non avresti freddo."  Decido d'ignorarlo e allungo la mano verso un altro bicchiere di vino.

Ore 23:30: Dieci bicchieri di vino  dopo(+ 4 bellini ma non conta perchè in parte sono succo di frutta), ho ripreso definitavemente vita. Ho imparato(parola grossa) a ballare il tango  e la baciata. Ah, i prodigi dell'alcool...

Ore 02:30: "Ok, ragazza stai calma. Non c'è bisogno di urlare così. Quel ragazzo mica l'ha fatto apposta. E poi che t'aspetti? Tu passi proprio durante Y.M.C.A!"

Credo di avere davanti il tipico esemplare di fichetta milanese, che 'purtoppo' si è appena beccata una gomitata in faccia da un ragazzo straniero che si sta scusando in tutte le lingue che conosce perchè non parla italiano e ora la sta aspettando davanti al bagno per assicurarsi che stia bene. Lei esce e in inglese gli dice: "ok, anche se non dovrei, accetto le tue scuse." Poi si gira verso di me(senza neanche conoscermi) e mi dic :" come avrai capito stasera sono un po' sfortunata".

"No guarda, una che dà simili risposte è una vita che è sfortunata."

Ore 06:00: Tempo di salire in camera, infilarmi i jeans, un paio di scarpe che si possano definire tali e non armi ammazza piedi e sono di nuovo in macchina per Linate. all'aeroporto incontro il professore. Il professore è uno dei nostri giornalisti e io l'adoro. E' bravo, umile, veloce e professionale. e soprattutto poco rompiscatole. Se manca una musica o un' immaggine trova il modo di arrangiarsi ma non se la prende mai con nessuno.Si trovava a Brescia per la telecronaca di Brescia-Genoa e deve tornare al lavoro anche lui. Anche se il mio volo atterra mezz'ora dopo il suo, decide di aspettarmi. "Così mentre andiamo in ufficio ti dò un po' di cose da fare." Arrivata a Roma però scopro la verità: ha fatto il viaggio con un suo collega che ha l'abitudine di lasciare la macchina a Fiumicino e ha rimediato il passaggio per me e per lui. Grande!

Ore 10:00. Io e il professore strisciamo il badge a i tornelli. "Lo sai, nonostante la stanchezza ti trovo bene", mi dice lui.

"Professore, è stata una notte bellissima, una festa incredibile, con persone di ogni genere, belle e brutte. Ho imparato tanto.Sono contenta di aver fatto questa pazzia."

" Perchè l'hai fatta?" (Il professore ha un "unico difetto", quello di psicanalizzare tutti.)

" Per me stessa e per mio nipote. Un bambino ha bisogno di avere una zia mezza matta. Ai suoi genitori toccherà il ruolo di persone responsabili, perchè dovrei assumere anch'io questo ruolo con lui?Preferisco che quando nasca si trovi di fronte 'un'alleata'." E consapevole di questa verità mi avvio verso la redazione, pronta per la giornata.

M.T.

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Sul set di Gianni Catani

di MarcoMancini (16/10/2006 - 13:34)

Ieri mattina, domenica 15, appuntamento 8,15/8.30 al Gianicolo, sotto la statua di Garibaldi. E' praticamente l'alba, Roma, che ve devo dì, Roma sta lì, straordinariamente bella e pericolosa come una lupa che dorme con un occhio aperto. Sul piazzale fa freddo, prendo un altro caffé al chiosco bar. Ci sono quattro meridionali che si fanno una canna di fine nottata, ed una ragazza bionda molto carina, che poi scopriro essere la mia partner per le riprese, Larissa.

Sabato sera lavoro  fino a notte, torno a casa, installo l'hard disk, funge, stampo la sceneggiatura.

La sceneggiatura è la base di tutto. Prima di leggerla e studiarla, la guardo. Se il lavoro sarà amatoriale o professionale si capisce subito. Ebbene questa sceneggiatura è professionale (Sì), e lo saranno anche le riprese con la Canon storta, microfoni eccellenti, cast tecnico di prim'ordine. Per la prima volta girero una scena con due macchine.

Studio la sceneggiatura alla perfezione. Sono due scene simili di quattro battute ognuna, le numero e pratico il poco che ho imparato dal gioco di Giordano Bruno.

Funziona, la memoria ce l'ho.

Faccio lo zaino con i costumi...il mio armadio è un disastro, la montagna di panni mi ricopre fino ai fianchi, cercando di districarmi sbatto alla maniglia della porta dello stanzino, col gomito, proprio sul nervo della bestemmia. Mi si immobilizza mezza mano formicolando dolorosamente. Mormoro una bestemmiuccia sperando che un giorno non dovrò portarmi vestiti miei per girare. Riempio lo zaino ed anche i costumi sono pronti.

Sono le 4.

Sveglia alle 7.

Sono le 7, mi attardo a letto fino alle 7.28 circa, tanto ho deciso, prendo la moto. Chi vuoi che mi fermi di domenica mattina nemmeno alle 8?

Faccio colazione al bar appena aperto mentre penso alle scene, riceverò il primo bacio sulla bocca della mia carriera d'attore.

Sono felice. Lavoro. Il ruolo mi piace molto, sarò un giovane romano di quelli col cuore grosso così, che da una mano ad una giovane bulgara in cerca di fortuna a Roma.

Arrivo al Gianicolo alle 8.15 circa. Dopo un pò arrivano Gianni, che finalmente conosco dopo parecchie telefonate, Vttorio, al quale devo un caffè per i ripetuti ciak della scena di bacio, Enzo, ed un altro ragazzo del quale aimé non ricordo il nome.

Mentre giriamo toppo un solo ciak. Si migliora gente, si migliora...

Mi fanno un complimento che giro a tutti voi: "Ao, questi de Costanzi sò tutti bravi...".

Per essere domenica sono sazio. Mentre sarò al ricevimento per il primo compleanno di Flavia a far da cameriere, mi torneranno in mente tutti i ciak, tutte le espressioni, tutte le battute, tutto, ed il lavoro sarà meno pesante e faticoso.

GRAZIE SARA PER AVERMI FATTO CONOSCERE GIANNI! TI MANDO UN BACIO E A BUON RENDERE

marcovalerio

 

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"The Departed" di Martin Scorsese

di MarcoMancini (16/10/2006 - 13:30)

Lo confesso: sono una divoratrice di film (beh daltronde come non
potrei....). Se ne inizio a vedere uno, non mi do pace finché non
l'ho finito. Non ce la faccio a lasciarlo a metà...non è un granchè?
mi annoia a morte? mi infastidisce? Amen ormai è fatta...e tutto giù,
fino alla fine, come una medicina super amara!Questa sera mi sono
sparata la prima dell'ultima fatica del grande Scorsese: pazzesco.
Una mente geniale quel diavolo di Scorsese, che pure sta volta ci
regala un capolavoro sotto ogni punto di vista...per non parlare del
cast, Nicholson, Di Caprio e Matt Damon non fanno certo rimpiangere
al regista di averli scelti, sono perfetti, bravi, grandi attori!
Con The Departed Martin Scorsese torna al genere che più gli è
affine, quello del gangster movie, con una fondamentale differenza:
che se nelle sue opere maggiori (Quei bravi ragazzi, Casinò) il mondo
della malavita veniva mostrato dall'interno, consentendo almeno una
parziale immedesimazione dello spettatore con il criminale/eroe,
questa volta ci troviamo di fronte ad una polarizzazione del punto di
vista: il bene e il male, che appaiono come un punto di partenza,
dal quale si è immediatamente catapultati sul labile confine su cui
si affrontano due spie di due fazioni avverse, la criminalità e la
legge. Una dualismo non solo tra il bene e il male quindi, ma anche
tra verità e menzogna, tra lealtà e tradimento, vita e morte.Un
discorso a parte meriterebbe anche il gruppo dei "paladini del bene",
Martin Sheen, che nonostante siano trascorsi ormai parecchi anni,
ogni volta che lo appare in qualche film, non posso non rivedere il
tormentato protagonista del mitico "Apocalyps now", Mark Wahlberg e
Alec Baldwin, agenti non corrotti, protagonisti delle scene più
divertenti del film ma anche fondamentali per lo sviluppo
dell'intreccio. La presenza di un gran numero di personaggi
garantisce una trama particolarmente ricca, in un certo senso una
novità per un film di Scorsese, le cui opere sono generalmente basate
su prospettive più individualiste. Dunque una storia intricata ma
straordinariamente orchestrata, ottimamente recitata da tutti i suoi
interpreti, con un ritmo ed una tensione sempre in crescendo, senza
per questo rinunciare a personaggi credibili e affascinanti e una
moltitudine di battute irresistibili e memorabili. Bello,
bello ,bello...per fortuna queste menti geniali continuano a ideare e
sfornare meraviglie che rendono sempre più grande questo nostro amato
mercato dei sogni!
Alessandra

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RAPSODIA DI OTTOBRE

di MarcoMancini (16/10/2006 - 13:04)

DIETRO IL SIPARIO

<<…Si fa presto a buttar via le regole, il  difficile è sostituirle con qualcosa che equivalga in meglio.

E’ per questo che la maggior parte dei nostri film, sul piano della scrittura, sono come tavoli senza una gamba>>.

T. Kezick, la <<Repubblica>>, 1988.

1988. Dodici anni…non sapevo neanche chi fosse Kezick, come probabilmente non avevo mai sfogliato le pagine della Repubblica…al massimo quelle di Topolino.

Appena 12 anni…Rocky, Rambo, Il Ragazzo dal Kimono d’oro, Karaté Kid, tutte le serie di Tomas Milian, di Bruce Lee, di Amici miei, di Fantozzi, di Ritorno al Futuro, di Guerre Stellari.

12 anni… le formazioni a memoria della New Team e della Muppet e, al massimo qualche tetta rubata alla “seconda serata” di Retequattro…di nascosto.

2006. Trenta anni…non so assolutamente chi sia questo Kezick, la Repubblica l’ho sfogliata si e no una volta per sbaglio, nella sala d’attesa di un dottore e, le tette in seconda serata sono state sostituite dalla “mal-destra” cravatta di qualche politico…a questo punto era meglio il buon vecchio Ugo Tognazzi con i suoi amici!

Perché ti racconto questa storia?

Per dirti chi sei!

Guarda, Guarda! Guardati intorno…non è come tu pensi, non sono le pareti in cartapesta, non sono gli alberi in polistirolo, non è il costume di scena, non è questo azzurro finto di un cielo ancora più finto…non è questa la realtà!

Non è il tuo pseudonimo sopra un cartellone pubblicitario o sull’ultima pagina di un giornale…non è questa la tua realtà!!!

La realtà è un’altra…guarda dentro quel “occhio nero” che ti sta davanti…cosa vedi riflesso? La tua immagine? No. Non è così…NON è TUA!

Dietro quel grande occhio…dietro, c’è la realtà.

La realtà si muove tra le braccia agitate di colui che sta seduto davanti a te, tra le braccia di quello che sembra un direttore d’orchestra…ma in realtà ciò che fa muovere non sono le note di una qualsivoglia melodia…è colui che ti dà l’ossigeno, colui che decide il tuo destino, di come devi fare o non fare, di come lo devi dire o non dire…quella è la realtà!

Lo senti il cuore come batte?!? Lo senti come pompa?

NON è il TUO…come non è tua questa pelle…non è tua neanche questa voce…è sua…anche l’anima è sua…perché è la sua realtà...la realtà di colui che vedi riflesso su questo grande occhio nero.

Chi sono io?

Io sono come il guardiano del faro…tutti vedono il faro, ma non lui…non il guardiano.

Adesso hai capito come funziona? Hai capito chi sei tu? E chi siamo noi?

Io ti creo, ti do un nome, ti do un passato, un presente e un futuro…ti dico chi amerai…se amerai, chi ucciderai…se ucciderai…come morirai se morirai…e tutto diventa realtà…una realtà col cuore, i pensieri, il sudore, l’amplesso di altre persone, che a loro volta vivono nella realtà di chi li fa muovere come un direttore d’orchestra fa muovere le note di una melodia.

Noi siamo gli artisti…lo sceneggiatore…gli attori…il regista…

Hai capito chi sei tu, adesso?

Ma soprattutto…hai capito cosa ti aspetta una volta uscito da qui?

Woody Allen non poteva dire miglior verità:

“E’ assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla Tv!”

No, non ti devi spaventare…non startene rintanato nella parte più scura di questo foglio bianco, in fondo nella realtà si sta bene…magari è più difficile…non basta un “CANC” per spazzare via tutto e ricominciare da capo…ma ti assicuro che ne vale la pena…tutto ha un colore, un odore, un rumore, una temperatura, una consistenza…un’età…e ti assicuro che quel bambino di 12 anni che ora ne ha trenta, oggi è felice di stare a parlare qui con te…non pretendo una risposta…non l’ho mai pretesa dai miei personaggi…con la mia carta STRACCIA…in fondo perché trascinarti nella mia follia…nella follia di questa

RAPSODIA DI OTTOBRE…

GUIDO.

 

 

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NOBUNAGA!

di MarcoMancini (14/10/2006 - 14:44)

Caso? Destino? Volontà?

Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario.

Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi. Durante la marcia si fermò ad un tempio shintoista e disse ai suoi uomini:“Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino”.

Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.

“Nessuno può cambiare il destino” disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia. “No davvero” rispose Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

(da iLARIA)

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Carpe Diem

di MarcoMancini (13/10/2006 - 14:00)

Carpe Diem. Cogliete l'attimo, ragazzi. Rendete straordinarie le vostre vite. Non leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente. Leggiamo e scriviamo poesie perché apparteniamo alla razza umana. E la razza umana è piena di passione. La medicina, il diritto, l'economia e l'ingegneria sono nobili occupazioni, necessarie alla sopravvivenza. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, queste sono le cose per cui vale davvero la pena vivere. Ho raccolto queste riflessioni dal film "L'attimo fuggente.Le lascio così come sono, nella loro freschezza e diversità, ma anche per una certa acutezza di giudizio, che ci interroga e ci fa pensare."SUCCHIA LA VITA FINO AL MIDOLLO": questa è la frase che più mi ha colpito molto in questo straordinario film.Sì, perché la vita, la sola che si ha, vale la pena di essere vissuta, assaporandone sino all'ultimo goccio la gioia e l'amarezza, conoscendone la magia e capendone l'importanza. A mio parere, è un pò il senso che vorrei dare a questo nostro gruppo di giovani e speranzosi artisti!Il professore Keating trasmetteva ai ragazzi valori importanti (la passione per la poesia, ad esempio), osannava il motto "carpe diem" e raccomandava loro di essere sempre protagonisti della propria vita di rifiutare il conformismo e di non farsi omogeneizzare dalla società come robot, ma di reagire poiché i pensieri e le parole, prima o poi, cambiano il mondo. Noi potremmo insegnarci a vicenda a non arrendersi dinanzi alle difficoltà, a lottare con tenacia e caparbietà; a tentare sempre di realizzare i nostri sogni.
Capita talvolta a noi tutti,di sentirci stanchi,abbatutti, demotivati, quando i nostri sogni vengono soffocati, ci troviamo persi in un mondo che stentiamo a riconoscere come tale, sommerso da violenza e ingiustizia; desideriamo estraniarci e fuggire dalla dura realtà, celandoci magari dietro qualche flebile illusione. Ed è proprio allora che  dobbiamo, magari insieme aiutandoci e ascoltandoci, imparare e trovare la finestra di quella stretta stanza,quella che possa poi immetterci in una nuova travolgente dimensione. E così la nostra vita sarà luminosa e straordinaria, potremo correre liberi e sereni per un immenso prato, soffermandoci ad osservare un fiore che sboccia in tutto il suo splendore e provando emozioni indescrivibili e nuove; sentirci  rinati con un  cuore traboccante  di speranza ed entusiasmo. Seguiamo le parole del professor Keating"LA ROSA VA COLTA QUANDO È IL MOMENTO, E IL TEMPO VOLA VIA E NESSUNO TE LO RIPORTERÀ INDIETRO.Questo film mi ha tatuato nell’anima considerazioni indelebili e importanti…i momenti brutti, seppure ci creano disturbi e sofferenze, possono esser superati e che  comunque fanno parte di questa nostra vita, che è solo nostra, è per questo così bella e coinvolgente. Concludo citando un pensiero, che porto sempre con me e che mi permette di "pensare positivo": la dedico a voi ragazzi, a noi, che desideriamo, crediamo e vogliamo che tutto avvenga…. "QUELLO IN CUI CREDI ESISTE, NON LASCIARLO MORIRE MAI, NON SACRIFICARE I TUOI SOGNI E NON ARRENDERTI, MAI. SO PER CERTO CHE UN GIORNO VOLERAI DOVE I TUOI PENSIERI ORA SI POSANO".

Alessandra

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Fate quello che vi pare

di MarcoMancini (12/10/2006 - 12:44)

Parafrasando Oscar Wilde che disse: "un pessimista è solo un ottimista ben informato", gente, viva l'ignoranza, o meglio, viva l'incoscenza!

E viva l'ottimismo.

Questo per dire che se avessi dovuto seguire logiche che non ho mai sentito mie, forse ora sarei un pessimo pilota di linea schiantato su una qualche montagna con equipaggio e passeggeri al seguito, o sarei in una qualche Nassiria a portare allo sbaraglio una compagnia di soldati, caporali e sottufficiali.

Forse farei ancora l'amministratore di condomini.

Sì, se avessi dovuto seguire tutte le cose che ho abbandonato, sarei stato un altro.

Avrei potuto comperare a rate, accendere mutui, navigare nelle cittadine strade in una calda automobile. Insomma avrei potuto avere tutte le piccole sicurezze economico-sociali che un ometto della mia età dovrebbe aver già conquistato un paio di lustri fa.

E invece sono un incosciente.

Che ci posso fare se voglio fare solo quello che mi pare? 

Ma vi assicuro che mi prende, no bene, benissimo.

Come la bicicletta. Avrei dovuto struggermi per il ritiro del libretto, la multa, la stupidità della 'signora' dell'incidente e per tutto il precario resto. Ma invece, ciùmbia, questa precarietà, non so, la trovo eccitante, non avere sicurezza mi affascina in modo indecente. Questa è la verità.

marcovalerio

 

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MA COME FA A FAR TUTTO

di MarcoMancini (12/10/2006 - 01:29)

Ma come diavolo ci sono finita qui? Per favore, me lo dite? No, non parlo di questa cucina ma di QUESTA VITA! Oggi pomeriggio mia figlia ha la recita di Natale e io sto disfacendo dei dolcetti di frutta secca. Sì, sì, avete capito bene: li sto dis-fa-cen-do, procedimento ben più complesso e impegnativo del farli. Allora: apro la confezione di dolcetti extralusso, li estraggo uno per uno dalle vaschette di stagnola, li poso sul tavolo e assesto un colpo di matterello sulla superficie perfetta e lievemente infarinata. Non è facile, credetemi! Se la botta è troppo forte si afflosciano, la pasta si sbriciola e il ripieno cola dappertutto. Se invece il colpo è ben dato, è deciso e verticale, il coperchio di pasta frolla si screpola lievemente e il dolcetto assume un gradevole aspetto "fatto in casa". Che è esattamente quello che cerco io! Sì, sì, ok, ho capito. Non sono ancora così fuori di testa da pensare che sia normale prendere delle paste a colpi di mattarello alle due del mattino ma sono tornata da un viaggio di lavoro tre ore fa e non posso certo fare DI NUOVO la figura della mamma snaturata! D’altronde è un problema di tutte le madri che lavorano, no? L'accusa di negligenza le accompagna ovunque vadano. Beh, se lo volete sapere io controllo la mia vita piuttosto bene: lavoro dieci ore al giorno, faccio la spesa, stiro, cucino, riesco a lavarmi e vestirmi in sei minuti e sono in grado di preparare e consumare una cena mentre parlo al telefono, leggo un libro a mia figlia e controllo le quotazioni in borsa! Beh, certo, la sera ci metto un po' a lavarmi i denti… Conto fino a venti per ciascun molare… Il punto è: se mi dilungo molto in bagno magari mio marito si addormenta e non pretende che io assolva ai miei - cosiddetti - doveri coniugali. Se non facciamo l'amore, la mattina posso anche non farmi il bagno e, se non mi faccio il bagno, posso anche controllare la posta elettronica che si è accumulata ma soprattutto, prima di andare a lavorare, posso riuscire addirittura a fare colazione! No, ragazzi, proprio non va… Ma il vero problema è che, prima ancora di capire che cosa significasse esattamente essere donna, io avevo già capito che il mondo delle donne era diviso in due: da una parte le brave mamme - favolose impastatrici di torte di mele e fanatiche lucidatrici di superfici smaltate - e dall'altra tutte le altre. Adesso che ho trent'anni so benissimo a quale delle due categorie appartengo! Sì, infatti è per questo che sono in cucina alle due del mattino a sferrare colpi di matterello su questi maledettissimi dolcetti comperati al supermercato per farli sembrare fatti in casa! Eh già, una volta le donne avevano tutto il tempo di preparare i dolci fatti in casa e simulavano l'orgasmo. Adesso che all'orgasmo ci siamo arrivate ci tocca fingere sui dolci fatti in casa. E lo chiamano progresso!!!!

(Un po’ da “Ma come fa a far tutto” di Allison Pearson e un po’ no!) 

iLARIA

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Dio laico

di MarcoMancini (12/10/2006 - 01:10)

Sinossi

Due ragazzi ad una festa di cartoni animati alla ricerca di Dio fuori dalla chiesa.

Una ricerca della presenza di Dio in letteratura e scienza.

 

Dio Laico

La batteria scandiva un alito di ritmo incessante e saltante, le mani si incrociavano mentre sorrisi danzavano tra bocche sconosciute in intese dettate dall’oscurità e dal piacere melodico. Quel gruppo che suonava era veramente grandioso,i cartoni animati rivivevano nel riff tagliente del chitarrista, mentre il cantante ripeteva quasi salmodiante tutte quelle storie che come una bibbia formavano ciò che di più bello potesse esistere, la vita, la libertà, Daitan III e “noi restiamo tutti con te perché tu sei Gig”.  Carlo era vicino all’uscita non giacchè volesse andarsene, ma perché da lì gli riusciva meglio vedere tutti i suoi amici che ballavano dinanzi a lui. Vederli così vicini e così armonicamente intrecciati lo rendeva semplicemente felice. Daniela era lì vicino a lui.

“Guardare questa gente così mi fa venire in mente matrix”

“come?”

“talvolta credo che i ragazzi hanno un inestinguibile fuoco dentro che solo l’ubricarsi del nulla mediatico può fermare, proprio come in Matrix, sono collegati ad una macchina, che non possono o non vogliono riconoscere”

Carlo non capiva, forse la musica era troppo alta, forse la canna iniziava a far effetto, o forse semplicemente il dialogo era un po’ troppo complesso per le due e mezzo del mattino.

“intendo dire che l’enorme risorsa che i ragazzi hanno nell’anima potrebbe essere estrapolata se sapessero quanto è importante riunirsi e anche divertirsi con uno scopo preciso.”

“Quale scopo?”

“beh l’uomo no!, in italia siamo costretti a scegliere l’oratorio come scopo, ma immagina se la nostra sinistra giovanile diventi l’oratorio della laicità, tempio della sapienza filosofico scientifica, incontri dibattiti, tutto ciò che fa sapere ai ragazzi quanto la loro voce può risuonare.”

Carlo sorrise, Daniela era brillante sempre, o forse era sempre quella famosa canna, fatto sta che dopo tanto tempo, si sentiva felice, aveva scelto di cercare Dio nella natura e nel pensiero umano che tanto aveva assorbito da Socrate a Platone in su e bruciava dal desiderio di sapere che si, effettivamente una cura per l’anima che non fosse l’oratorio esisteva, un oracolo c’era ed era molto meno lontano ed eretico di quello che credeva e che la massa voleva fargli credere. I salmi di nietzche e le parabole di Epicureo, l’eucarestia kafkiana e il battesimo wildiano. Non si era mai sentito tanto vicino a Dio prima di stasera, aveva i suoi amici, aveva la sua musica, la sua canna, la sua sinistra giovanile e la consapevolezza del “non sapere” socratico, tanto bastava. Carlo strinse più vicino Daniela,

“Se Dio si fa gli affari suoi come dice Epicureo, credo che stasera si sia deciso finalmente a darmi una pacca sulla spalla”.

Simo

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Sarta che zompa, zompa che sarta

di MarcoMancini (12/10/2006 - 00:53)

EVVIVA IL MARCHESE DEL GRILLO

Questa notte mi sono fermato sulla 1024esima pecora…l’ho fatto perché è inciampata sullo steccato e mi sembrava giusto fermarmi un attimo ad aiutarla…sta di fatto che se l’è presa…le ho fatto fare una brutta figura davanti a tutte le altre…

Troppi caffè…troppi!!!

Ho messo su un dvd…sai mai quei film giapponesi, che custodisco con maniacale cura nell’ultimo scaffale della libreria, si rivelassero degli ottimi sonniferi...

Niente…dopo circa due ore, finito di vedere anche gli extra, ho optato per una bella tisana corretta con una polverina (legale) miracolosa…e un goccio di gin (ricetta della nonna)…soltanto che non avevo fatto i conti con quelli del piano di sopra…una coppia molto strana…molto!!!

Sentivo rumori tipo pale di elicottero durante le incursioni belliche nel periodo della guerra del Vietnam…avete presente Apocalypse  Now…

Se proprio devo pensare, pensare e pensare…perché non pensare al lavoro.

Volevo porvi questo quesito…magari qualcuno di voi che non riesce a dormire può pensarci su…

Ma nei film, nell’eterno conflitto tra il bene e il male…vince mai il male?

Mai! Vince sempre il bene.

E’ sempre stato così…in fondo il cinema, non è altro che la rappresentazione in immagini di uno scritto in tre atti, e da sempre…anche nelle tragedie greche, fin da quando si è inventata la parola “scritta”…ogni storia, ogni favola ha avuto una conclusione dove, nel terzo atto, l’eroe, le situazioni iniziali, si sono sempre risolte nel miglior modo possibile.

Ma chi l’ha decisa questa cosa?!?

Evidentemente funziona…in fondo cos’è il cinema, oltre ad essere l’espressività dell’arte, oltre ad essere un’ industria?

E’ spettacolo! Ciò vuol dire che ci sono degli spettatori…persone come noi che si ritagliano qualche ora di libertà, dalla realtà…dove non sempre il bene trionfa sul male, purtroppo!

Non è dunque una decisione dettata da qualcuno, ma un’esigenza…dove a cambiare sono solo gli argomenti, le mode, la vita che gira intorno:

Anni settanta…violenza, guerra in Vietnam, in America c’erano “Apocalypse Now”, “Il braccio violento della legge”…in Italia “Milano a mano armata”.

Anni ottanta… “War Games”, “E.T.”, da noi “Fantozzi”…vabbé…ad ognuno i suoi alieni!

Fantozzi nella sua semplicità è geniale!

E gli argomenti, chi decide gli argomenti o meglio…perché si decidono certi argomenti?

Avete presente i designer di abiti, di automobili…lavorano sul futuro, vale a dire che oggi devono progettare prodotti che andranno sul mercato domani, DOMANI!

E’un po’ il lavoro di noi autori…

Quindi vi chiedo…se proprio non volete andare a dormire…se proprio non avete la tisana della nonna…domani che film andranno di “moda”…guerre? Glaciazioni? Invasioni aliene? Terrorismo? 

Ma soprattutto…ma questo bene continuerà a vincere?

Sapete che vi dico…EVVIVA IL MARCHESE DEL GRILLO!

Guido.

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Sul set di Stefano Calvagna

di MarcoMancini (10/10/2006 - 16:04)

Ah! il set...

a Via Libetta stammattina c'era il grande Stefano Calvagna a girare, in una discoteca vicino il Goa, una scena de "Il lupo", storia di Liboni, l'omicida freddato dai carabinieri a Circo Massimo.

AaaaH! IL SET!!!

Arrivo, bici, walkman e Ray Ban, e subito incontro la cara Raffaella (di scuola di cinema), segretaria di edizione e prezioso contatto. Sorride, aspetta seduta, vado da lei e la saluto. Intorno, il cast tecnico più o meno indaffarato, saluto chi conosco e mi siedo con lei.

Era un pò che non la vedevo ed è sempre bellissima come una giocatrice di pallavvolo.

Stefano è dentro.

Entro.

Sosteggio fuori raggio delle operazioni, ma si sa, sul set se non hai qualcosa da fare sei sempre d'impiccio. Quindi faccio capoccella e lo vedo, Stefano è con Massimo Bonetti e gli chiede di provare la scena.

AAAAAAAAARGGGGGHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!    IL SEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEET!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Esco, rientro, faccio capoccella, saluto i tecnici, riesco, rientro, rifaccio capoccella e Stefano mi nota.

Riesco, rientro.

Stefano sembra libero, è sempre con Massimo, ma parla con un terzo. Mi avvicino e lo saluto. Che grande. Mi guarda con affetto ed è molto gentile. Intanto mi presento a Bonetti e gli faccio i complimenti con la mano sul cuore.

Dico un paio di frasi a Stefano, gli sorrido, lo saluto e lui mi stringe la mano.

Non vedo l'ora di lavorare di nuovo con lui. Il regista più coraggioso che abbia conosciuto.

Uscendo saluto gli amici e soprattutto saluto e ringrazio la cara Raffaella che stammattina mi ha mandato l'sms con l'indirizzo del set.

Il SET.

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!

marcovalerio

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LENTAMENTE MUORE

di MarcoMancini (10/10/2006 - 00:35)

 

Lentamente muore

chi diventa schiavo dell’abitudine

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca,

il colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente

chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco

e i puntini sulle “i”

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti all’errore

e ai sentimenti.

Lentamente muore

chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza

per inseguire un sogno,

chi non si permette

almeno una volta nella vita

di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore

chi non viaggia, chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente

chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare,

chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna

o della pioggia incessante.

Lentamente muore

chi abbandona un progetto

prima di iniziarlo,

chi non fa domande

sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono

qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore

che il semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza

porterà al raggiungimento

di una splendida felicità.

(Pablo Neruda)

da Ilaria 

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La vendetta

di MarcoMancini (09/10/2006 - 15:32)

Le note di un mondo nuovo  di Neffa uscivano dalla radio sveglia. Giulia allungò la mano per spegnerla. Chiuse gli occhi. Magari esistesse veramente un mondo nuovo, lontano dai luoghi comuni. Un mondo dove  la tua  migliore amica non ti  tradisce con il tuo fidanzato. Alla faccia del luogo comune! Era successo tutto così all’improvviso che lei non aveva avuto neanche il tempo di rendersene conto. Una mattina si era svegliata e lui non c’era più. Non era strano che lui uscisse prima di lei ma, senza sapere perché, quella mattina Giulia aveva avuto uno strano presentimento. Aveva aperto tutte le ante del suo armadio, cosa che non aveva mai fatto in un anno di convivenza, e l’aveva trovato vuoto. Aveva passato la giornata seduta sul pavimento, poi, verso sera,  vinta dalla stanchezza, aveva chiamato Monica. La voce metallica dell’operatrice era stata come una pugnalata per lei: attenzione, il numero selezionato non è attivo! Una, due, tre volte.  Facendo forza su sé stessa era salita in macchina diretta verso casa dell’amica. E lì i suoi sospetti avevano trovato conferma. La macchina del bastardo era parcheggiata proprio davanti ai suoi occhi. Giulia capì che non era stato il lavoro di un giorno o di una settimana, era stato il lavoro di mesi: due per la precisione. Quante volte aveva fatto tardi  al lavoro in quel periodo e lui sempre dolce, carino: <<tranquilla tesoro, ci rifaremo…>>. Come poteva immaginare che lui si stesse già “rifacendo”. Aveva avuto anche il tempo di svuotare la sua parte di casa con calma.

Decise di alzarsi. Tanto rimuginarci sopra non serviva a nulla. Scese al piano di sotto e mise su il caffè. Sua cognata le aveva lasciato un cornetto con un bigliettino. Sorrise. Da quando si era trasferita da loro le cose andavano leggermente meglio. Buttò il cornetto e lesse il biglietto:

<< Ciao, vedi di mangiare qualcosa altrimenti scompari. Se hai un po’ di tempo mi porti i pantaloni in tintoria? Sono in una busta vicino alla porta. Grazie,grazie,grazie”

Giulia s’infilò la tuta, si tirò su i capelli ed uscì.

<<Uff, che pizza, mai una volta che si trovi parcheggio qui sotto! E io ora come faccio! Con tutti i giri che devo fare>>. Era un’ora che cercava posto ed era quasi tentata di lasciare la macchina davanti ai cassonetti quando li vide: Monica e il verme che uscivano da un caffè. Lui stava addentando un cornetto integrale e scherzava con lei imboccandola contro voglia.

Giulia si sentì bruciare dalla gelosia. <<La vendetta non serve…>> , le disse una vocina nel cervello. <<Chi può dirlo? E poi non è vero che non serve, servirà a farlo tornare da me…>>.

Tamburellò  le dita sul volante poi accese il motore e ripartì diretta verso ponte Milvio.

Rossini: una delle pasticcerie più raffinate della città. In vetrina interi paesaggi di marzapane, fiumi di cioccolata bianca, vulcani di cioccolata ripieni di lava allo zabaione, alla fragola e alla nocciola. Giulia spense il  motore e si guardò nello specchietto retrovisore. << Se decido di fare questa cosa la devo fare per bene, non posso presentarmi da Fabio conciata così.>>  Con un gesto rapido si sciolse i capelli lasciandoli ricadere sulle spalle, poi prese il necessaire dalla borsa e cominciò a truccarsi. Andava già meglio. Il vero problema ora era l’abbigliamento. La maglietta, bianca e corta sopra l’ombelico, poteva anche andare, il problema erano i pantaloni della tuta: erano pesanti e neri, non erano neanche di quelli trendy che portavano le ragazzine. L’occhio le cadde sulla busta di sua cognata. C’erano dentro i suoi jeans. La macchia d’inchiostro era solo sul passante e con la felpa legata in vita non si sarebbe vista. Stando ben attenta a non farsi vedere Giulia si cambiò, poi con gli occhiali da sole tra i capelli e l’mp3 al collo entrò da Rossini e con un solare <<ciao Fabio!>>, ne salutò il proprietario.

Giulia fissava  a  tratti il portone di casa di Monica e a tratti il suo orologio. Le 19:25. Stava per tornare dal lavoro. Aveva la gola secca per l’emozione. A distanza di un mese stava per contemplare i frutti del suo operato. Certo senza l’aiuto di Fabio nulla sarebbe stato possibile ma ora il suo timore più grande era che fosse andato tutto a monte. L’arrivo della sua ex migliore amica però le confermò che le cose erano andate esattamente come previsto…

Due erano le cose che il suo ex non sopportava: i tradimenti e le sfondone. Quelle donne che mangiano ed ingrassano senza ritegno, mettendosi in bocca intere porzioni di cibo senza masticare, senza neanche assaporare quello che mangiano.

L’idea l’era venuta quel giorno che li aveva visti scherzare con il cornetto di lui. Povero ingenuo! Non era certo quello il tipo di dolce da offrire a Monica. Per lei lieviti, crostate, biscotti, non rappresentavano una tentazione. Erano le creme, i bignè, le mousse, le torte a rappresentare una

vera e propria passione. Si tratteneva perché  fissata con la linea ma davanti alla creazioni di Rossini le sue barriere crollavano. Insieme a Giulia avevano riso di quella debolezza,  e siccome i dolci di quel pasticcere erano, oltre ai più buoni, anche i più cari della città, avevano stabilito che ogni anno, per il suo compleanno, Giulia avrebbe regalato all’amica un dolce a sua scelta. Era una tradizione che andava avanti da anni ormai. Una tradizione che aveva permesso a Giulia di conoscere Fabio…

Un dolce di Rossini al giorno per un mese, tutti firmati “il tuo ammiratore più fedele”. Trenta dolci che lei, con il suo misero stipendio da segretaria non si sarebbe mai potuta permettere.

Guardando “l’amica” pensò che la prima parte del suo piano aveva funzionato anche troppo bene.  Non solo era ingrassata a dismisura ma aveva assunto un’aria sciatta e dimessa. Chissà se anche la seconda parte del piano era andata a buon fine. Chissà se quel gran figlio di buona donna aveva trovato i bigliettini, se gliene era importato qualcosa di vedere la sua donna ridotta in quello stato e per di più a causa di un altro uomo…

Lo squillo del cellulare la distolse dai suoi pensieri. Vide il nome dell’infame lampeggiare sul display. Con un sorriso rifiutò la chiamata, ingranò la prima e si avviò verso casa.

M.T.

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MISSION IMPOSSIBLE!

di MarcoMancini (07/10/2006 - 13:22)

MISSION IMPOSSIBLE !

Poki giorni fa stavo girando un corto al LABARO, facevo er poliziotto, a ‘na certa, accendo er cellulare…, ma non m’arriva ‘n messaggio de Aiman che sta ‘n preda ar panico perché je serve er caricabatteria d’a telecamera perkè dopo poko deve annà su a Casilina a filmà ‘no spettacolo !

Il primo pensiero ke m’è passato ‘n mente è stato: “Mannaggia a me e a quanno me faccio prestà e cose!!!”

Poi je telefono e tra ‘na sbrokkata e l’artra me decido!

…Aiman!, faccio ‘n tentativo, je chiedo al regista se me dà n’ora de pausa!

L’immaginate la faccia che ha fatto quando con tutta cortesia j’ho chiesto n’ora???

jè tremata a terra sotto i piedi!, e me dispiace!, ma poi j’ho spiegato che era un problema di un suo collega, collega de che ?, che manco lo conosce!,  comunque ci siamo accordati, anticipava alcune riprese con altri attori e io avevo 60 minuti per fare tutto, 60 minuti per fare il pieno, andare a Ciampino, prendere il caricabatteria, portarlo da Aiman ad Acilia e poi… TORNARE AL LABARO e continuare le RIPRESE!!!

Ok, faccio 2 conti: 60 MINUTI , 160 Km di traffico, curve e semafori !!!

Accendo la moto, faccio un bel respiro e… Five, Four, Three, Two, One . . .

…c’è chi dice che ha visto un poliziotto con tanto di manette sfrecciare oltre i 250 Km/h sul raccordo, (MA POI COME HA FATTO A VEDERLO ???, a 250 all’ora in un secondo se fanno circa 70 metri, ma ke occhi c’hanno?!?!)

c’è chi m’aspettava con impazienza,

c’è anche chi pensava che IO non ce la facessi, ma… IO so IO e…, …e n’ora dopo stavo di nuovo sul set a spaccà lo schermo !!!

c’è anche chi s’è ‘nammorata a vedemme in divisa, …tra Distretto 6 e sto corto nemmeno ve ‘mmaginate quanti cori ho ‘nfranto, e pensà che qualche anno fa ho vinto pure un concorso in polizia…, ma alla fine nun je l’ho regalata la MIA LIBERTà!!! …LI, BE, RTAAAAAAAA!!!

Buona giornata a tutti,

P.S.

…sti CBR RR spingono ‘na cifra !!!

Claudio CAMINITO

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Incomincialo

di MarcoMancini (07/10/2006 - 13:06)

Finché uno non si compromette, c’è esitazione, possibilità di tornare indietro e sempre inefficacia.

Rispetto ad ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è solo una verità elementare: l’ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani.

Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la Provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.

Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo.

Tutto quello che puoi fare o sognare di poter fare

 

INCOMINCIALO.

Il coraggio ha in sé genio, potere e magia.

Incomincialo adesso.

 

                                         (W.J. Goethe)

iLARIA

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"Ehy kiwy non ti sono amico..."

di MarcoMancini (07/10/2006 - 03:43)

“Ehy kiwy non ti sono amico…”

Sono quattordici anni che te lo dico. E dopo quel fiume di parole che così spesso liberi  per inondarmi di saggezza, dopo quattordici anni che mi spieghi come è fatto il mondo senza mai aver amato per più di tre volte. E dopo quattordici anni:

“a regazzì…”

un sorriso gentile, dopo quattordici anni non credo di averti mai guardato troppo negli occhi. Timida tu, timido io.

Tu sei un kiwy.

Una volta mi hai raccontato che esiste un uccello molto simile al kiwy, così peloso e con le zampine, al che ho detto:

“ma il kiwy non ha le zampe…”  “ovvio” hai detto “ma la somiglianza è notevole, sciocco pimpilino..”

Ecco.

Tu sei un kiwy. La tua somiglianza con me è notevole, solo che tu hai le ali, io…

Quella sera eravamo sdraiati sul mio divano blu, la televisione pigramente ripeteva programmi su programmi, ma non importava. Non è mai importata tra di noi. Le candele accese, un tenue profumo di wisky e cioccolato, le ombre proiettavano una simpatica danza, un filo di vento le invitava al ballo del re della casa.

“forse sarà il caso di vederci un film?”

“no, voglio parlare, abbiamo mille cose da fare, dobbiamo prendere i costumi, sentire gli altri, e voglio raccontarti una favola che ho scritto”

“Lo sai che sono geloso del tuo talento…”

mi sorridevi.

“non devi esserlo, anche tu sei molto bravo”

il mio sguardo serio incontrava Celentano sullo schermo.

“allora vuoi ascoltarmi, ahh lo sai che esistono più interconnessioni possibili nel cervello umano che atomi nell’universo?”

Silenzio

“e lo sapevi che per scoprire se qualcuno ci piace bastano dai 90 secondi ai 4 minuti…”

Sorridevo

“ma la vera passione inizia dopo almeno 6 mesi. E comunque non importa, tanto l’amore lo farò solo dopo sposata”

Ti guardavo dentro il tuo sorriso infinito di professorina suorina.

“kiwy”

mi guardavi indispettita, sapevi che quando ti dicevo così era perché non ti volevo ascoltare con le tue litanie scientifiche, i tuoi discorsi filo-cattolici Noiose e pedanti. Tanto ti conosco. Lo so quanto sei speciale.

“smettila di dire kiwy”

“ma tu sei un kiwy”

mi ricordo che mi facevi la linguaccia e mi tiravi un cuscino in faccia, io ti inseguivo per tutta la stanza gridando, come Zeus con Gamede il fanciullo più bello della Grecia, e proprio come il dio, volevo rapirti e portarti in cielo a servire al mio desio nettare e ambrosia immortale nella tua bellezza e nella tua intelligenza, ti avrei dedicato una costellazione. Non l’Acquario come il mito… piuttosto il kiwy.

Come al solito la lotta la perdevo e mi ritrovavo con il volto livido per le cuscinate vibrate con insospettata forza.

E così di nuovo sul divano. Stavolta tremendamente affannati. Uno qualsiasi dei miei coinquilini sarebbe potuto entrare e ammiccare al fatto che eravamo abbracciati sul divano e sospiravamo sorridendo, ma sarebbe stato banale. Per noi nulla era mai banale.

Il mio bacio si perdeva nel rifugio del tuo  intelletto prima e sulla tua guancia poi.

Al che mi guardavi bacchettante:

“a regazì…tu sei il mio amico”

“Ehy kiwy io non ti sono amico…”

Simo

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Forse un mattino

di MarcoMancini (05/10/2006 - 15:13)

Eugenio Montale

da Ossi di seppia

  • Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
  • arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
  • il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
  • di me, con un terrore di ubriaco.
  •  
  • Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
  • alberi case colli per l'inganno consueto.
  • Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
  • tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
  •  

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Arte del servire

di MarcoMancini (04/10/2006 - 01:08)

L’arte più antica, che anche il sole serve alle piante. Un’ arte che non ha bisogno di parole, non gli servono. All’arte del servire qualcosa non serve.

Un’arte che profuma di rispetto, dignità, onore e coraggio. Un salotto con cuscini dorati e velluto con incensi che riempiono i polmoni, gonfiano il petto. Aria da soldato, che anche lui serve.

Arte non gobba. I troppi inchini rendono vecchi prima del previsto. Ben eretti con la schiena, sguardo alto. Ma se vai troppo alto può sembrare tu sia servo di Dio.

Un punto. Lo sguardo verso il punto. Al centro dell’orizzonte. Guardare così forti e decisi da sembrare che una porta sia alla fine. Marcire per arrivare, affacciandosi e chiedere – Serve qualcosa?-

Chicco

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Con quella faccia un pò così

di MarcoMancini (03/10/2006 - 01:11)

giornate un pò così...

Ieri ho passato una bellissima domenica e per fortuna.

Qualche giorno fa mi hanno rubato il casco.

Un paio di giorni appresso mi hanno sgarato la sella.

Venerdì notte mi sò perso il cellulare co' 100 numeri importanti.

Oggi stavo andando a scuola ed una 'signora' con l'obbligo di proseguire dritta, mette la freccia e mi coglie sulla pedalina del passeggero destra, sfasciandosi il paraurti della sua utilitaria.

La moto intatta, ragione piena, io sano, accosto.

Cerco di spiegare le mie ragioni. impossibile. aspettiamo i vigili. arrivano (dopo 2 ore). ho ragione io. Ma io non ho fatto la revisione al motociclo.

Mi fanno 134 euro di multa e mi ritirano il libretto della moto. 

La 'signora' cerca di accollarmi tutta la fiancata della macchina.

Si ferma un'amica della 'signora', che rimane un momento con me vicino i veicoli, e gli dico - Signora, dica alla sua amica, che le bugie che stà dicendo sull'incidente, è come se le stesse dicendo contro suo figlio, o contro suo figlio, perché i figli sono figli di tutti, lei lo sa che gli arabi hanno una parola sola per dire bambino e figlio?

Poi arrivo a bottega con 2 (due) ore di ritardo, non faccio in tempo neanche a dire la preghiera che arrivano quattro anziani danesi. A un certo punto, mentre affetto il prosciutto, mi casca a ghigliottina il punteruolo bloccasalume della macchina affettatrice sulla mano, bucando la pelle fino all'osso.

Per carità, se al semaforo correvo chissà che fratture che mi potevo fà...

Sulla mano ho solo un bozzetto e un puntino rosso...

Non mi sò fatto niente.

Ma spero che cambi questo vento di scirocco.

marcovalerio

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Doppietta

di MarcoMancini (02/10/2006 - 00:12)

Lavorando tutti i giorni dalle cinque in poi, ho approfittato della domenica per fare la doppietta al Tibur.

18.20, Amelio, Castellitto, La stella che non c'era.

Entro da solo, sala pienuccia.

Il film sarà una tranvata in pieno volto, tanto che mi addormo preoccupantemente (vergogna e rimorso), ma la stella in effetti non si trovava proprio.

Mi dispiace. Ma ce l'ho messa tutta, ho cercato, cercato, cercato cercato cercato di rimanere sveglio, ma non c'è stato niente da fà.

Mi consola il fatto che quando Ilaria lo era andato a vedere giorni fa si era addormentata anche lei. Anche se so che questo non mi scagiona dall'onta del sonno.

Di sicuro posso dire che sono stufo di veder recitare non attori, come la simpatica cinesina di questo film.

Ore 20, esco, faccio i biglietti per l'altro film, mi vado a mangià un pezzo di pizza in piazza a S.Lorenzo e vado ad aspettare Ilaria di fronte al cinema. 

Alle otto e mezza lei arriva ed entriamo, sala piena, il film è Nuovomondo di E.Crialese.

BELLISSIMO.

Fotografia bellissima, regia bravissimo/bellissima, Attori bravissimi.

Romantico, visionario, ottimista, delicato, profondo.

Un altro gioiello firmato Crialese.

...Usciamo contenti, passeggiamo, ci mangiamo una cosa e chiacchieriamo un pò... 

...Siamo a Roma, è una bella serata, siamo giovani e stiamo bene... 

Ah! L'ebrezza del Cinema...

marcovalerio

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