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MISSION IMPOSSIBLE!

di MarcoMancini (07/10/2006 - 13:22)

MISSION IMPOSSIBLE !

Poki giorni fa stavo girando un corto al LABARO, facevo er poliziotto, a ‘na certa, accendo er cellulare…, ma non m’arriva ‘n messaggio de Aiman che sta ‘n preda ar panico perché je serve er caricabatteria d’a telecamera perkè dopo poko deve annà su a Casilina a filmà ‘no spettacolo !

Il primo pensiero ke m’è passato ‘n mente è stato: “Mannaggia a me e a quanno me faccio prestà e cose!!!”

Poi je telefono e tra ‘na sbrokkata e l’artra me decido!

…Aiman!, faccio ‘n tentativo, je chiedo al regista se me dà n’ora de pausa!

L’immaginate la faccia che ha fatto quando con tutta cortesia j’ho chiesto n’ora???

jè tremata a terra sotto i piedi!, e me dispiace!, ma poi j’ho spiegato che era un problema di un suo collega, collega de che ?, che manco lo conosce!,  comunque ci siamo accordati, anticipava alcune riprese con altri attori e io avevo 60 minuti per fare tutto, 60 minuti per fare il pieno, andare a Ciampino, prendere il caricabatteria, portarlo da Aiman ad Acilia e poi… TORNARE AL LABARO e continuare le RIPRESE!!!

Ok, faccio 2 conti: 60 MINUTI , 160 Km di traffico, curve e semafori !!!

Accendo la moto, faccio un bel respiro e… Five, Four, Three, Two, One . . .

…c’è chi dice che ha visto un poliziotto con tanto di manette sfrecciare oltre i 250 Km/h sul raccordo, (MA POI COME HA FATTO A VEDERLO ???, a 250 all’ora in un secondo se fanno circa 70 metri, ma ke occhi c’hanno?!?!)

c’è chi m’aspettava con impazienza,

c’è anche chi pensava che IO non ce la facessi, ma… IO so IO e…, …e n’ora dopo stavo di nuovo sul set a spaccà lo schermo !!!

c’è anche chi s’è ‘nammorata a vedemme in divisa, …tra Distretto 6 e sto corto nemmeno ve ‘mmaginate quanti cori ho ‘nfranto, e pensà che qualche anno fa ho vinto pure un concorso in polizia…, ma alla fine nun je l’ho regalata la MIA LIBERTà!!! …LI, BE, RTAAAAAAAA!!!

Buona giornata a tutti,

P.S.

…sti CBR RR spingono ‘na cifra !!!

Claudio CAMINITO

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Incomincialo

di MarcoMancini (07/10/2006 - 13:06)

Finché uno non si compromette, c’è esitazione, possibilità di tornare indietro e sempre inefficacia.

Rispetto ad ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è solo una verità elementare: l’ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani.

Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la Provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.

Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo.

Tutto quello che puoi fare o sognare di poter fare

 

INCOMINCIALO.

Il coraggio ha in sé genio, potere e magia.

Incomincialo adesso.

 

                                         (W.J. Goethe)

iLARIA

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"Ehy kiwy non ti sono amico..."

di MarcoMancini (07/10/2006 - 03:43)

“Ehy kiwy non ti sono amico…”

Sono quattordici anni che te lo dico. E dopo quel fiume di parole che così spesso liberi  per inondarmi di saggezza, dopo quattordici anni che mi spieghi come è fatto il mondo senza mai aver amato per più di tre volte. E dopo quattordici anni:

“a regazzì…”

un sorriso gentile, dopo quattordici anni non credo di averti mai guardato troppo negli occhi. Timida tu, timido io.

Tu sei un kiwy.

Una volta mi hai raccontato che esiste un uccello molto simile al kiwy, così peloso e con le zampine, al che ho detto:

“ma il kiwy non ha le zampe…”  “ovvio” hai detto “ma la somiglianza è notevole, sciocco pimpilino..”

Ecco.

Tu sei un kiwy. La tua somiglianza con me è notevole, solo che tu hai le ali, io…

Quella sera eravamo sdraiati sul mio divano blu, la televisione pigramente ripeteva programmi su programmi, ma non importava. Non è mai importata tra di noi. Le candele accese, un tenue profumo di wisky e cioccolato, le ombre proiettavano una simpatica danza, un filo di vento le invitava al ballo del re della casa.

“forse sarà il caso di vederci un film?”

“no, voglio parlare, abbiamo mille cose da fare, dobbiamo prendere i costumi, sentire gli altri, e voglio raccontarti una favola che ho scritto”

“Lo sai che sono geloso del tuo talento…”

mi sorridevi.

“non devi esserlo, anche tu sei molto bravo”

il mio sguardo serio incontrava Celentano sullo schermo.

“allora vuoi ascoltarmi, ahh lo sai che esistono più interconnessioni possibili nel cervello umano che atomi nell’universo?”

Silenzio

“e lo sapevi che per scoprire se qualcuno ci piace bastano dai 90 secondi ai 4 minuti…”

Sorridevo

“ma la vera passione inizia dopo almeno 6 mesi. E comunque non importa, tanto l’amore lo farò solo dopo sposata”

Ti guardavo dentro il tuo sorriso infinito di professorina suorina.

“kiwy”

mi guardavi indispettita, sapevi che quando ti dicevo così era perché non ti volevo ascoltare con le tue litanie scientifiche, i tuoi discorsi filo-cattolici Noiose e pedanti. Tanto ti conosco. Lo so quanto sei speciale.

“smettila di dire kiwy”

“ma tu sei un kiwy”

mi ricordo che mi facevi la linguaccia e mi tiravi un cuscino in faccia, io ti inseguivo per tutta la stanza gridando, come Zeus con Gamede il fanciullo più bello della Grecia, e proprio come il dio, volevo rapirti e portarti in cielo a servire al mio desio nettare e ambrosia immortale nella tua bellezza e nella tua intelligenza, ti avrei dedicato una costellazione. Non l’Acquario come il mito… piuttosto il kiwy.

Come al solito la lotta la perdevo e mi ritrovavo con il volto livido per le cuscinate vibrate con insospettata forza.

E così di nuovo sul divano. Stavolta tremendamente affannati. Uno qualsiasi dei miei coinquilini sarebbe potuto entrare e ammiccare al fatto che eravamo abbracciati sul divano e sospiravamo sorridendo, ma sarebbe stato banale. Per noi nulla era mai banale.

Il mio bacio si perdeva nel rifugio del tuo  intelletto prima e sulla tua guancia poi.

Al che mi guardavi bacchettante:

“a regazì…tu sei il mio amico”

“Ehy kiwy io non ti sono amico…”

Simo

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