Sul set di Gianni Catani
Ieri mattina, domenica 15, appuntamento 8,15/8.30 al Gianicolo, sotto la statua di Garibaldi. E' praticamente l'alba, Roma, che ve devo dì, Roma sta lì, straordinariamente bella e pericolosa come una lupa che dorme con un occhio aperto. Sul piazzale fa freddo, prendo un altro caffé al chiosco bar. Ci sono quattro meridionali che si fanno una canna di fine nottata, ed una ragazza bionda molto carina, che poi scopriro essere la mia partner per le riprese, Larissa.
Sabato sera lavoro fino a notte, torno a casa, installo l'hard disk, funge, stampo la sceneggiatura.
La sceneggiatura è la base di tutto. Prima di leggerla e studiarla, la guardo. Se il lavoro sarà amatoriale o professionale si capisce subito. Ebbene questa sceneggiatura è professionale (Sì), e lo saranno anche le riprese con la Canon storta, microfoni eccellenti, cast tecnico di prim'ordine. Per la prima volta girero una scena con due macchine.
Studio la sceneggiatura alla perfezione. Sono due scene simili di quattro battute ognuna, le numero e pratico il poco che ho imparato dal gioco di Giordano Bruno.
Funziona, la memoria ce l'ho.
Faccio lo zaino con i costumi...il mio armadio è un disastro, la montagna di panni mi ricopre fino ai fianchi, cercando di districarmi sbatto alla maniglia della porta dello stanzino, col gomito, proprio sul nervo della bestemmia. Mi si immobilizza mezza mano formicolando dolorosamente. Mormoro una bestemmiuccia sperando che un giorno non dovrò portarmi vestiti miei per girare. Riempio lo zaino ed anche i costumi sono pronti.
Sono le 4.
Sveglia alle 7.
Sono le 7, mi attardo a letto fino alle 7.28 circa, tanto ho deciso, prendo la moto. Chi vuoi che mi fermi di domenica mattina nemmeno alle 8?
Faccio colazione al bar appena aperto mentre penso alle scene, riceverò il primo bacio sulla bocca della mia carriera d'attore.
Sono felice. Lavoro. Il ruolo mi piace molto, sarò un giovane romano di quelli col cuore grosso così, che da una mano ad una giovane bulgara in cerca di fortuna a Roma.
Arrivo al Gianicolo alle 8.15 circa. Dopo un pò arrivano Gianni, che finalmente conosco dopo parecchie telefonate, Vttorio, al quale devo un caffè per i ripetuti ciak della scena di bacio, Enzo, ed un altro ragazzo del quale aimé non ricordo il nome.
Mentre giriamo toppo un solo ciak. Si migliora gente, si migliora...
Mi fanno un complimento che giro a tutti voi: "Ao, questi de Costanzi sò tutti bravi...".
Per essere domenica sono sazio. Mentre sarò al ricevimento per il primo compleanno di Flavia a far da cameriere, mi torneranno in mente tutti i ciak, tutte le espressioni, tutte le battute, tutto, ed il lavoro sarà meno pesante e faticoso.
GRAZIE SARA PER AVERMI FATTO CONOSCERE GIANNI! TI MANDO UN BACIO E A BUON RENDERE
marcovalerio
"The Departed" di Martin Scorsese
Lo confesso: sono una divoratrice di film (beh daltronde come non
potrei....). Se ne inizio a vedere uno, non mi do pace finché non
l'ho finito. Non ce la faccio a lasciarlo a metà...non è un granchè?
mi annoia a morte? mi infastidisce? Amen ormai è fatta...e tutto giù,
fino alla fine, come una medicina super amara!Questa sera mi sono
sparata la prima dell'ultima fatica del grande Scorsese: pazzesco.
Una mente geniale quel diavolo di Scorsese, che pure sta volta ci
regala un capolavoro sotto ogni punto di vista...per non parlare del
cast, Nicholson, Di Caprio e Matt Damon non fanno certo rimpiangere
al regista di averli scelti, sono perfetti, bravi, grandi attori!
Con The Departed Martin Scorsese torna al genere che più gli è
affine, quello del gangster movie, con una fondamentale differenza:
che se nelle sue opere maggiori (Quei bravi ragazzi, Casinò) il mondo
della malavita veniva mostrato dall'interno, consentendo almeno una
parziale immedesimazione dello spettatore con il criminale/eroe,
questa volta ci troviamo di fronte ad una polarizzazione del punto di
vista: il bene e il male, che appaiono come un punto di partenza,
dal quale si è immediatamente catapultati sul labile confine su cui
si affrontano due spie di due fazioni avverse, la criminalità e la
legge. Una dualismo non solo tra il bene e il male quindi, ma anche
tra verità e menzogna, tra lealtà e tradimento, vita e morte.Un
discorso a parte meriterebbe anche il gruppo dei "paladini del bene",
Martin Sheen, che nonostante siano trascorsi ormai parecchi anni,
ogni volta che lo appare in qualche film, non posso non rivedere il
tormentato protagonista del mitico "Apocalyps now", Mark Wahlberg e
Alec Baldwin, agenti non corrotti, protagonisti delle scene più
divertenti del film ma anche fondamentali per lo sviluppo
dell'intreccio. La presenza di un gran numero di personaggi
garantisce una trama particolarmente ricca, in un certo senso una
novità per un film di Scorsese, le cui opere sono generalmente basate
su prospettive più individualiste. Dunque una storia intricata ma
straordinariamente orchestrata, ottimamente recitata da tutti i suoi
interpreti, con un ritmo ed una tensione sempre in crescendo, senza
per questo rinunciare a personaggi credibili e affascinanti e una
moltitudine di battute irresistibili e memorabili. Bello,
bello ,bello...per fortuna queste menti geniali continuano a ideare e
sfornare meraviglie che rendono sempre più grande questo nostro amato
mercato dei sogni!
Alessandra
RAPSODIA DI OTTOBRE
DIETRO IL SIPARIO
<<…Si fa presto a buttar via le regole, il difficile è sostituirle con qualcosa che equivalga in meglio.
E’ per questo che la maggior parte dei nostri film, sul piano della scrittura, sono come tavoli senza una gamba>>.
T. Kezick, la <<Repubblica>>, 1988.
1988. Dodici anni…non sapevo neanche chi fosse Kezick, come probabilmente non avevo mai sfogliato le pagine della Repubblica…al massimo quelle di Topolino.
Appena 12 anni…Rocky, Rambo, Il Ragazzo dal Kimono d’oro, Karaté Kid, tutte le serie di Tomas Milian, di Bruce Lee, di Amici miei, di Fantozzi, di Ritorno al Futuro, di Guerre Stellari.
12 anni… le formazioni a memoria della New Team e della Muppet e, al massimo qualche tetta rubata alla “seconda serata” di Retequattro…di nascosto.
2006. Trenta anni…non so assolutamente chi sia questo Kezick, la Repubblica l’ho sfogliata si e no una volta per sbaglio, nella sala d’attesa di un dottore e, le tette in seconda serata sono state sostituite dalla “mal-destra” cravatta di qualche politico…a questo punto era meglio il buon vecchio Ugo Tognazzi con i suoi amici!
Perché ti racconto questa storia?
Per dirti chi sei!
Guarda, Guarda! Guardati intorno…non è come tu pensi, non sono le pareti in cartapesta, non sono gli alberi in polistirolo, non è il costume di scena, non è questo azzurro finto di un cielo ancora più finto…non è questa la realtà!
Non è il tuo pseudonimo sopra un cartellone pubblicitario o sull’ultima pagina di un giornale…non è questa la tua realtà!!!
La realtà è un’altra…guarda dentro quel “occhio nero” che ti sta davanti…cosa vedi riflesso? La tua immagine? No. Non è così…NON è TUA!
Dietro quel grande occhio…dietro, c’è la realtà.
La realtà si muove tra le braccia agitate di colui che sta seduto davanti a te, tra le braccia di quello che sembra un direttore d’orchestra…ma in realtà ciò che fa muovere non sono le note di una qualsivoglia melodia…è colui che ti dà l’ossigeno, colui che decide il tuo destino, di come devi fare o non fare, di come lo devi dire o non dire…quella è la realtà!
Lo senti il cuore come batte?!? Lo senti come pompa?
NON è il TUO…come non è tua questa pelle…non è tua neanche questa voce…è sua…anche l’anima è sua…perché è la sua realtà...la realtà di colui che vedi riflesso su questo grande occhio nero.
Chi sono io?
Io sono come il guardiano del faro…tutti vedono il faro, ma non lui…non il guardiano.
Adesso hai capito come funziona? Hai capito chi sei tu? E chi siamo noi?
Io ti creo, ti do un nome, ti do un passato, un presente e un futuro…ti dico chi amerai…se amerai, chi ucciderai…se ucciderai…come morirai se morirai…e tutto diventa realtà…una realtà col cuore, i pensieri, il sudore, l’amplesso di altre persone, che a loro volta vivono nella realtà di chi li fa muovere come un direttore d’orchestra fa muovere le note di una melodia.
Noi siamo gli artisti…lo sceneggiatore…gli attori…il regista…
Hai capito chi sei tu, adesso?
Ma soprattutto…hai capito cosa ti aspetta una volta uscito da qui?
Woody Allen non poteva dire miglior verità:
“E’ assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla Tv!”
No, non ti devi spaventare…non startene rintanato nella parte più scura di questo foglio bianco, in fondo nella realtà si sta bene…magari è più difficile…non basta un “CANC” per spazzare via tutto e ricominciare da capo…ma ti assicuro che ne vale la pena…tutto ha un colore, un odore, un rumore, una temperatura, una consistenza…un’età…e ti assicuro che quel bambino di 12 anni che ora ne ha trenta, oggi è felice di stare a parlare qui con te…non pretendo una risposta…non l’ho mai pretesa dai miei personaggi…con la mia carta STRACCIA…in fondo perché trascinarti nella mia follia…nella follia di questa
RAPSODIA DI OTTOBRE…
GUIDO.





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