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Cronaca di una notte in bianco

di MarcoMancini (17/10/2006 - 03:21)

Sabato pomeriggio, ore 15:55: Il mio aereo atterra puntuale all'aeroporto di Linate. Come metto piede per terra vengo avvolta dalla nebbia. Immeddiatamente capisco perchè si dice che la nebbia di Milano è diversa da quella delle altre città. una strana sensazione m'invade, di euforia mista a preoccupazione. So a cosa è dovuta la preoccupazione: se domani perdo l'aereo perdo anche il lavoro (quello ufficiale). Non sarebbe poi un gran danno ma non mi va di tradire la fiducia delle mie colleghe. Sono qua solo grazie alla loro disponibilità e collaborazione ed ho promesso ad entrambe che sarei tornata in tempo per la trasmissione, pronta a fare la mia parte di lavoro.

28 km e 45 min dopo: Canonica Lambro. Saluto i padroni di casa e i loro amici e tutti insieme c'andiamo a prendere qualcosa di caldo. In effetti fa talmente freddo che sono convinta di aver visto passare un paio di pinguini. Anzi fa talmente tanto freddo che il mio thè mi arriva tiepido ed inizio a maledire la mi testardaggine che mi ha impedito di portarmi "quel maglione in più" che mia madre mi avrebbe sicuramente imposto se fosse stata a Roma. maledico anche tutti i fumatori del mondo che si ostinano a voler rimanere fuori nonostante il freddo.

Ore 19:30: Prendiamo possesso delle stanze che ci sono state assegnate. La mia e quella di una mia amica sono prorio attaccate e quindi, mentre m'infilo a letto e recupero un colorito umano, oltre che la vita, ne approfitto per parlare un po' con lei. E' L'amica più vecchia che ho nel vero senso della parola: le nostre madri si sono conosciute che erano incinte di noi e sono davvero contenta che stasera ci sia anche lei.

Ore 21:30: Mentre mi avvio verso la sala sento della musica jazz invadere lo spazio. Sorrido: l'euforia ha di gran lunga superato la preoccupazione. Benedico chi ha avuto l'idea di accendere il camino e mi ci piazzo davanti con un bicchiere di vino. Incrocio lo sguardo di mio fratello. So esattamente cosa sta pensando: " se avessi scelto un vestito un po' meno scollato ora non avresti freddo."  Decido d'ignorarlo e allungo la mano verso un altro bicchiere di vino.

Ore 23:30: Dieci bicchieri di vino  dopo(+ 4 bellini ma non conta perchè in parte sono succo di frutta), ho ripreso definitavemente vita. Ho imparato(parola grossa) a ballare il tango  e la baciata. Ah, i prodigi dell'alcool...

Ore 02:30: "Ok, ragazza stai calma. Non c'è bisogno di urlare così. Quel ragazzo mica l'ha fatto apposta. E poi che t'aspetti? Tu passi proprio durante Y.M.C.A!"

Credo di avere davanti il tipico esemplare di fichetta milanese, che 'purtoppo' si è appena beccata una gomitata in faccia da un ragazzo straniero che si sta scusando in tutte le lingue che conosce perchè non parla italiano e ora la sta aspettando davanti al bagno per assicurarsi che stia bene. Lei esce e in inglese gli dice: "ok, anche se non dovrei, accetto le tue scuse." Poi si gira verso di me(senza neanche conoscermi) e mi dic :" come avrai capito stasera sono un po' sfortunata".

"No guarda, una che dà simili risposte è una vita che è sfortunata."

Ore 06:00: Tempo di salire in camera, infilarmi i jeans, un paio di scarpe che si possano definire tali e non armi ammazza piedi e sono di nuovo in macchina per Linate. all'aeroporto incontro il professore. Il professore è uno dei nostri giornalisti e io l'adoro. E' bravo, umile, veloce e professionale. e soprattutto poco rompiscatole. Se manca una musica o un' immaggine trova il modo di arrangiarsi ma non se la prende mai con nessuno.Si trovava a Brescia per la telecronaca di Brescia-Genoa e deve tornare al lavoro anche lui. Anche se il mio volo atterra mezz'ora dopo il suo, decide di aspettarmi. "Così mentre andiamo in ufficio ti dò un po' di cose da fare." Arrivata a Roma però scopro la verità: ha fatto il viaggio con un suo collega che ha l'abitudine di lasciare la macchina a Fiumicino e ha rimediato il passaggio per me e per lui. Grande!

Ore 10:00. Io e il professore strisciamo il badge a i tornelli. "Lo sai, nonostante la stanchezza ti trovo bene", mi dice lui.

"Professore, è stata una notte bellissima, una festa incredibile, con persone di ogni genere, belle e brutte. Ho imparato tanto.Sono contenta di aver fatto questa pazzia."

" Perchè l'hai fatta?" (Il professore ha un "unico difetto", quello di psicanalizzare tutti.)

" Per me stessa e per mio nipote. Un bambino ha bisogno di avere una zia mezza matta. Ai suoi genitori toccherà il ruolo di persone responsabili, perchè dovrei assumere anch'io questo ruolo con lui?Preferisco che quando nasca si trovi di fronte 'un'alleata'." E consapevole di questa verità mi avvio verso la redazione, pronta per la giornata.

M.T.

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