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Succede...

di MarcoMancini (21/10/2006 - 15:45)

La serie di circostanze ed eventi che ci hanno portato a conoscerci e frequentarci, credo, dopo aver letto il pensiero di Ilaria, possa prendere la definizione di fenomeno. Stiamo succedendo.

Non importano i ritardi, perché ritardi sembra non siano, non ci intimoriscono gli ostacoli, perché siamo sulla strada giusta, non abbiamo paura di nulla perché non siamo soli.

Abbiamo quello che ci serve. Abbiamo noi. Abbiamo Claudio, con la sua inesauribile energia. Chicco, con le sue poesie argute rum e cola. Maria Teresa, con la tenacia di chi è sopravvissuto. Alessandra con il suo amore per il cinema. Abbiamo Giampietro dai schinieri luccicanti sempre pronto alla battaglia, Sara coi suoi occhi di cerbiatta e la sua sensibilità, Andrea che ci segue di lontano. Abbiamo Guido e Maria che insieme ci regalano storie ed emozioni, Mirko e Samuel che ne sanno una più del diavolo. Abbiamo Aiman che non si arrende nemmeno se ie tiri cor canne mozze, Simone che da quando è uscito dal bosco degli elfi ci allieta coi suoi sorrisi brillanti. Abbiamo Stella che della sua forza/fragilità ci ha fatto invaghire. Abbiamo Mohammed che si fida solo di noi. Susi abbiamo, il suo coraggio e la sua determinazione. Abbiamo i profumi e gli occhi maliziosi di Daphne. Abbiamo Alessandro! Il maestro dell'arcobaleno. C'è Marcello in qualche aeroporto che cerca di raggiungerci, Verena che sa cosa fare delle parole, Marco C10 al quale (perdoname ma me sò incaciarato cor cervello) non ho pubblicato la data dello spettacolo, ma che spero continui ad essere dei nostri, Valentina che ci conoscerà, Massimo che non si è fatto vivo ancora ma che stà nei nostri pensieri, la bellissima e bravissima Federica, Daniele che è dei nostri. Abbiamo Giuditta la bella palermitana, Patrizia che ci stà studiando, ma che sono sicuro ci curerà. Abbiamo chi mi sò scordato e non me ne vorrà perché c'é e continuerà a esserci.  Avete me.

I love the friends I have gathered together on this thin raft, we have constructed pyramids in honor of our escaping.

-The Doors-

vostro affezionatissimo marcovalerio

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Donne...du du du...

di MarcoMancini (21/10/2006 - 15:10)

Bello, si sa che è bello. Bono di nome e di fatto. E adesso è qui, a pochi metri da me, sul palco dell'auditorium  insieme a Claudia Gerini, (bellissima anche lei nel suo vestito da sera) e a gli altri protagonisti del film Viaggio Segreto, di Roberto Andò.
 Però... Però a  ben guardarlo bisogna dire che è più telegenico che bello. Certo gli occhi, lo sguardo, il fisico sono quelli.Solo che...Solo che non sono convinta. Lo dico ad Alessandra che mi sorride: <<Ehhh Terry capita, che vuoi che ti dica!Neanche a me dice più di tanto.>>. Sbuffo: << E io che che speravo di vedere Kusturica!>>
Il film comincia  e io mi rilasso lasciandomi travolgere dall'emozione che mi prende sempre quando vado al cinema. Dopo mezz'ora però sia io che Ale ci arrendiamo davanti alla verità: sto' film stenta proprio a decollare. Gli attori ci sono, le vedute dei paesaggi siciliani pure, l'idea ...Vabbe', diciamo che c'è anche quella. E' il resto che manca. Il famoso filo rosso che tiene insieme il tutto. Se il film può essere definito quanto meno godibile, basta l'arrivo di una scena a rovinarmi anche quest'illusione.
Eppure...Eppure questo film un merito ce l'ha. Quello di farmi riscoprire Alessio Boni come attore. Interpreta sempre un personaggio cupo, seconda quella che ormai sembra essere una sua costante,  ma stavolta arriva. Mi arriva tutto.
Il film finisce e io e Alessandra ci andiamo a complimentare con la Gerini, che per un puro caso si trova a pochi metri da noi. E poi...Poi che vi devo dire? Lo vedo lì,  distante ma non troppo che parla con alcune persone.E' un attimo:
<<Ale, io vado.>>. Mentre percorro i metri che mi separano da lui penso che non c'è nulla di male ad andare a complimentarsi con un attore,a dirgli che per una volta ti è sembrato convincente.
Le parole escono da sole sotto gli occhi sbalorditi  di Alessandra: << Senti scusa, te lo devo proprio dire: di tutti i film in cui ti ho visto questo è quello in cui mi sei piaciuto di più. Mi hai stupito, complimenti.>>
Lui mi guarda e sorride, forse sorpreso da tanta spontaneità: << Ti ringrazio, come ti chiami?>>.
<<Maria Teresa>>
<<Ciao Maria Teresa, Alessio. Grazie, veramente.>>
Ragazzi, che stretta di mano! Calda e sicura!E che sguardo! Non da bel tenebroso, da attore sinceramente riconoscente!
Ovviamente, sulla via del ritorno le prese in giro da parte di Alessandra sono d'obbligo: <<a chi è che non piaceva Alessio Boni? Chi era  che non ti conviceva?>>
Rido e rispondo con un'alzata di spalle. Non mi vergogno. Perchè dovrei? Sono contenta di quello che ho fatto.
M.T.

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PENSIERINO BROCHURE...

di MarcoMancini (21/10/2006 - 14:59)

In questi ultimi mesi mi sono ripresa la mia vita. Ci sarebbe una lunga, lunga storia da raccontare: la storia di una bambina e poi di una ragazza e poi di un sogno e poi di un incontro. Di tanti incontri. Ci sarebbe da raccontare la fiducia cieca nei segnali che arrivano e arrivano e arrivano e che - volutamente raccolti contro tutto e contro tutti - ti portano un giorno ad iniziare un master in una scuola di cinema. E ci sarebbe ancora da ricordare come tutto sia stato poi compresso nel frullatore generale della mia vita. E, all’improvviso, un gruppo. Non c’è un poi senza un prima quindi è a quel master che devo tornare se voglio dare un inizio a questa bella storia. E pensare che non avevo modo di frequentarlo: il lavoro combaciava esattamente con le date stabilite e le rate bisognava pur pagarle quindi come fare? Cosa lasciare? Cosa scegliere? L’irrazionale, come al solito. Quello meno consigliato, quello più sentito. Farlo. Andare in quel posto dove c’era qualcosa - indubbiamente ovviamente certamente c’era qualcosa - perché si sente quando proprio devi andare e devi andare e devi andare e non c’è strada e non c’è tempo e non c’è modo di cambiare idea contro la logica contro il mondo contro i consigli contro tutto. E allora si inizia. E poi succede che d’improvviso le date del master vengono magicamente modificate per necessità del regista. Ecco, appunto. Le date vengono magicamente modificate perché io quel corso lo dovevo proprio fare. Non avevo neanche avvertito al lavoro. Tanto lo sapevo che le cose si aggiustavano. Perché la vita è così. E’ proprio così. E’ magica, quando vuole. E ti aiuta, qualche volta. E poi ci sarebbe da raccontare ancora e da mettere in gioco i sentimenti e le storie personali ma questo non serve. Perché tanto come le vuoi mettere a parole le emozioni? Giorni intensi, mille anni in un minuto e pensieri e azioni e amori e dolori e passioni e sogni concentrati e pressati da non poterne più. Le parole sono poco. Non bastano. Sei lì a sforzarti di elencare tutti i sinonimi che conosci e anche quelli coniati per l’occasione e proprio non esce, non esce la parola giusta, quella precisa, quella perfetta, sono tutte banali, sono tutte ridondanti e pesanti e inadatte e tanto non te la sanno individuare quell’emozione, proprio quella lì che vuoi esprimere e poi quell’altra e quell’altra ancora e quel viso e quella giornata e quella risata e quello sguardo. E allora uso la parola più piccola, la più stupida. Quella dei bambini: bello. Bello. Direi che è stato bello. Tanto è uguale. Uno lo capisce lo stesso tra le righe tutto il mare che c’è. E poi sembrava finita. La storia, intendo. Invece nella mia vita entra un gruppo. Adesso come lo dico... Come lo racconto questo gruppo. Io ci provo, ci provo, mi concentro, mi sforzo ma proprio non sono capace. E allora protesto. Protesto contro tutte le parole e seguito ad usare quelle più banali. Un’altra bella storia, forse. Sì, posso usare queste. Un’altra bella storia ancora tutta da raccontare.    

 

iLARIA 

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Preghiera del clown di Totò

di MarcoMancini (21/10/2006 - 14:54)

Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non
importa, io li perdono, un po' perché essi non sanno, un po' per amor
Tuo e un po' perché hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate
servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia
ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.
C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo
soffrire per divertirla. Manda, se puoi, qualcuno su questo mondo,
capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.
Alessandra

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Aiman blues

di MarcoMancini (21/10/2006 - 14:46)

PARADISO PASASSITA

Si desidera costantemente.

E’ il paradiso parassita

che ti succhia le energie

portandoti felicemente alla morte.(fine verso)

Luogo fatato e mitico

calorosamente accogliente

e umido,

ti attanaglia con le labbra

rendendoti prigioniero e schiavo:

libidine.(fine verso)

Accettando la situazione:

sottomissione.

E’ il giusto prezzo da pagare

Per la felicità?(fine verso)

 

LA MUSA

La vidi per la prima volta

e subito mi sentii bruciar dentro

come fa lo foco nel regno degli inferi.

Dea in terra,

ed oasi nel deserto,

comunica emozioni sovrannaturali,

e come Medusa

pietrifica tutti con uno sguardo.

La sua voce,

miscela di suoni soavi,

rende ogni parola

fatale,

come il canto delle sirene.

Il suo avorio sorriso

trasforma in serene le brutte giornate

che passano così

senza problemi.

Lei è la mia musa,

la mia musa ispiratrice,

attesa da tempo,

ed alla fine è arrivata.

Aiman Sadek

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