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Stefano Calvagna a Cinematografo

di MarcoMancini (29/01/2007 - 16:11)

(Stefano sul set a Cinecittà)
 
Ieri notte, verso le due, su raiuno, nel salotto televisivo di Gigi Marzullo, il nostro Stefano ha partecipato al programma "Cinematografo".
 
Puntata interessante. Si è aperta, prima della presentazione dei film e delle fiction della settimana, analizzando il disegno di legge del nuovo governo in materia di cinema.
 
E' emerso che si tratta di una legge a tutela del Cinema d'autore e di qualità italiano, che più che intervenire con un anacronistico protezionismo, mira a stabilire nell'oligopolio dei media una forma di antitrust che permetta ai film fatti con più idee che soldi di arrivare nelle sale.
 
Presenti il produttore (?) di "Notte prima degli esami" Vittorio Veltroni, i tre critici della trasmissione, i registi Enrico Caria e Stefano Calvagna. Caria e Calvagna, già alla quarta e quinta opera, condannati ad essere appellati come giovani registi, senza lamentarsi, rivendicano lì'autoproduzione dei prorpri film. Stefano da il benvenuto al disegno di legge sottolineando la difficoltà e la grande fatica, non tanto a reperire i fondi per la confezione del film (sforzo comunque titanico), quanto la quasi impossibilità per il prodotti finiti di uscire nelle sale. Il produttore presente, nonostante Marzullo scandisca bene tre o quattro volte il cognome di Stefano, ha comunque continuato a storpiargli il cognome in "Campagna" fino alla fine della trasmissione.
 
Veniamo a "E guardo il mondo da un oblò"...
 
Ci hanno trattato molto, ma molto bene...almeno due critici su tre. Hanno fatto passare il trailer del film a metà schermo con i commenti all'uscita di sala.
 
Bè, la soddisfazione più grande, e per rispondere a Chicco che mi chiedeva cosa si sente a vedersi, è stato vedere i commenti all'uscita di sala...si sente, si sente la parte alta dello stomaco alleggerirsi, e dei tentacoli soavi che carezzano il collo e il viso...
 
Perché la gente a vedere "E guardo il mondo da un oblò" si diverte...
 
Chirovaleriomante

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ECHI SURREALI NELLA COMMEDIA DI CALVAGNA

di MarcoMancini (26/01/2007 - 13:03)

Riporto da "IL TEMPO" di oggi la critica dell'eminente, e in genere severissimo, GIAN LUIGI RONDI
 
Echi surreali nella commedia di Calvagna
Anche Murgia e Luotto nel cast del film "E guardo il mondo da un oblo'"
Scena unica, una lavanderia. Con un unico inserviente, Mike, un ragazzotto che meriterebbe di più ma, piantato dalla ragazza, ha preferito ritirarsi lì, con la sola compagnia di un libro, desideroso unicamente di isolarsi. Su questo punto, però, è presto deluso perché i molti clienti che si propongono a tutte le ore con la loro biancheria da lavare sembra che abbiano un solo desiderio, quello di confidarsi o, almeno, di chiacchierare, parlando di tutto, a cominciare dai fatti del giorno e, in più occasioni, anche della politica. Mike fa buon viso, finisce per ascoltare tutti e non tarda persino a dar consigli anche a chi non li chiede, siano uno studente di psicologia o un vecchietto che ha fatto la guerra in Russia e vuol far rimettere a lucido la sua lacera uniforme o una ragazza, Laura, che si ripara da presunte allergie chiudendosi in una tuta da subacqueo o un borghesuccio dall'aria tranquilla che però, su un cartellone lì destinato ad annunci personali, iscrive sempre il suo desiderio di "colloqui" con dei transessuali. A un certo punto arriva anche suo padre, divorziato, e arriva anche la sua ex-ragazza, delusa in amore e ansiosa adesso di rimettersi con lui, però, senza successo perché alla fine Mike, essendo riuscito a rimettere in sesto la bella Laura, non solo la vedrà abbandonare le sue tute inutilmente protettive, ma gli consentirà di realizzare con lei la sua ansia a lungo frustrata di un vero amore. Contenti tutti, perciò.
Ci ha raccontato questo "atto unico" un regista, Stefano Calvagna, che viene sì dal teatro (e anche da un pò di tv), ma che, di recente si era fatto notare al Cinema con un film, "L'uomo spezzato" che, analizzando il caso di uno sventurato insegnante ingiustamente accusato da un'allieva di aver tentato di sedurla, si proponeva con accenti saldi e con dei personaggi analizzati da vicino in modo piuttosto convincente. Quì, specie nel disegno non solo del protagonista ma dei molti personaggi che gli si avvicendano attorno, tende, riuscendoci, agli stessi risultati. Accettando la staticità di una scena volutamente teatrale ma animandola con un dinamismo all'interno delle immagini che gli permette di caratterizzare al meglio psicologie e atteggiamenti. Ora con i sentimenti in primo piano, ora con il gusto di una caricatura in bilico tra il grottesco e il surreale, via via sorretto da dialoghi secchi (anche se volutamente teatrali) e da canzoni (di Gianni Togni) piegate sempre a far clima e a far data. E con il sussidio di un coro di interpreti tutti adeguati, dal protagonista esordiente, Luca Seta, forse un pò troppo colorito ma plausibile, e Serena Fragetti, che è Laura, e da uno stuolo di comprimari in mezzo ai quali si trovano Tiberio Murgia e Andy Luotto.
Con echi delle nostre commedie di ieri.
Gian Luigi Rondi
Yes!....

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PRIMA DEL FILM "E GUARDO IL MONDO DA UN OBLO'"

di MarcoMancini (24/01/2007 - 13:11)

VENERDI' 26 GENNAIO
CINEPLEX GULLIVER
VIA DELLA LUCCHINA, 90 - ROMA
ORE 20.00
PRIMA DEL FILM
IL CAST DEL FILM AL GILDA
Finalmente ci siamo...
 
Arriva questo venerdì nelle sale il film di Stefano Calvagna "E guardo il mondo da un oblò". Il film uscirà in contemporanea nelle sale dl centro-nord Italia.
 
Sabato scorso ha avuto luogo la prima nazionale al cinema Mexico a Milano, dove ho potuto gustarmi il film, a differenza della proiezione alla sala Fellini a Cinecittà dove ero troppo agitato per apprezzarlo a pieno.
 
E' un bel film. Luca Seta, che molti di voi conoscono, mi è piaciuto molto. Ne fà di tutti i colori...il personaggio di Mike, a prima vista semplice, è in realtà molto complesso. Luca ne esce molto bene, anzi, direi alla grande. Serena Fragetti è Laura, la fragilità unita alla forza, l'innocente malizia, la naturale semplicità, i sorrisi accattivanti, fanno di Serena la dolce ed importante protagonista di questo film.
 
Mike incontra personaggi, simpatici e talvolta esilaranti, che fanno del film, tutto girato negli studi di Cinecittà, una commedia intelligente e coraggiosa.
 
Perché, a ben vedere, è proprio questa la caratteristica principale, secondo me, del talento del grande Stefano Calvagna: il coraggio del leone. Il coraggio di fare film che non fà nessuno come "L'uomo spezzato", spudoratamente plagiato da Pieraccioni,  o "Senza paura", cronache di una banda di rapinatori, dove Stefano scopre il talento di Alessio Boni. Occhio dello scout, Cuore del soldato, Braccia dell'operaio, sì, sono tanti i talenti di questo ragazzo romano di Capannelle, di questo uomo del fare, in un mondo dove la gente parla e basta.
 
Accorrete numerosi...venghino, signori, venghino...lo spettacolo stà per cominciare...
 
marcovalerio

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(Per) Miracolo a Milano

di MarcoMancini (20/01/2007 - 16:15)

Stamattina apro gli occhi ci sono nubi, "ma che ore sò?!"...le 9 e cinque...impreco, flescio a ripetizione, zompo dal letto, la borsa, spazzolino, i vestiti di ieri. Ce la posso fare. Alle 9.30 dal binario cinque parte l'Eurostar. Serena è già lì, da almeno cinque minuti, al nostro appuntamento. Il panico, scendo. L'autobus. Non c'è. Il taxi...tassinari...nsx...corro. Alla Metro. Corro. Via La Spezia. Lunga. Lunghissima. Scendo sotto la metro. Probo come la nuca di uno sposo, ho gli spicci, voglio fare il biglietto. Nsx...di cinque macchinette ne funziona una. C'è fila. Le 9.16. Non ce la faccio...entro nella metro senza. Sotto la prima scala mobile: il tavolino coi vampiri. Se mi fermano è finita. C'è un uomo che bestemmia perché è stato cioccato senza biglietto, stà facendo un casino della miseria, i vampiri sono impegnati con lui e io apostrofato con un "Dica..." faccio il vago, cuffiette in testa e passo. Non mi rincorrono... Le 9.20 arriva la Metro. Non apre le porte. Riparte vuota. Le 9.22 arriva un'altro convoglio. Salgo. Le 9.27 Termini. Corro. Corro. Corro. Serena! YES!!! Posto dall'Apple di Silvana a Milano... Grazie spirito per la pacca sul sedere. Miracolatovanesio

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Fantasmi

di MarcoMancini (18/01/2007 - 13:20)

Giornata superprolifica per il nostro blogghettino...con il mio, che mi volevo risparmiare ma non ho potuto proprio, fanno ben 4, e dico 4 post in un giorno solo.

Non so come vanno le cose per i sogni, nel senso che ognuno ha la sua opinione, chi pensa dipendano dalla pressione atmosferica, chi da cosa ha mangiato, chi dalla luna, chi dai perigli dell'infanzia, vi ripeto non lo so...

So che i fantasmi tornano ogni notte.

E nel mio stomaco avevo questo da dirvi, che tornano.

E io mi faccio trovare lì, a quel muro invisibile.

Detto ciò, volevo dire a Verena di continuare a stare con noi.

Poi volevo dire a Chicco di continuare ad usare l'istinto.

Volevo dire a Emmettì che le voglio bene e che la penso spesso.

Volevo dire a Guido che vedo i paesaggi che crea.

So che i fantasmi tornano ogni notte.

E nel mio stomaco avevo questo da dirvi, che tornano.

E che mi farò trovare lì, a quel muro invisibile.

ectovalerioplasma

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GOL!

di MarcoMancini (18/01/2007 - 13:18)

Premettendo che non voglio fare polemica:

Ma vi siete resi conto che questa diatriba virtuale non ha avuto altro effetto che quello di tirare

fuori ulteriormente l’artista che è in voi? Sono giorni che vi battete per dimostrare la vostra

passione per ciò che fate. Io direi che questo è quello che conta veramente…

Dedico il prossimo post a chi è artista,a chi non lo è e a chi lo è ma ancora non lo sa.

                                               Gioie da set

 

Il 23/12/2006 Adriano, l’ormai “ex” imperatore dell’Inter è ritornato al gol dopo 9 mesi. Un pianto liberatorio e un abbraccio ai compagni di squadra hanno accompagnato quel momento. L’hanno intervistato, schernito, mandato in Brasile per un mese, messo a dieta…Ma lui per 9 mesi niente! Finchè non è arrivato il suo regalo di Natale. Personalmente non l’ho mai potuto vedere. Troppo, pagato, troppo viziato (un po’ come tutti i  calciatori), troppo pieno di sé. Mi faceva saltare i nervi. Pensavo: << Cazzo, con tutti i soldi che ti danno non sei in grado di mettere una stupida palla dentro una stupida rete? Una cosa devi fa’ nella tua vita, falla come Dio comanda!>>.

Questo fino al 23/12/2006. Fino a quando non l’ho rivisto fare gol. Sembrerà banale ma in quel momento ho capito esattamente cosa provava. Io che non sono l’imperatrice di niente, io che mi nutro di vita e sogni, so benissimo cosa vuol dire essere bloccati emotivamente, al punto che pensi di mollare tutto. E’ capitato quest’estate: ogni volta che facevo le prove con i miei amici andavo anche benino ma come mi veniva data l’azione sentivo la terra mancarmi sotto i piedi e il nulla nella testa. Ci sono voluti mesi, la pazienza dei miei compagni di corso, gli insulti di Alessandro e la discussione con un casting director  per superare questo momento.

Ora non so se ho superato definitivamente la cosa, però riesco a godere di ogni singolo minuto passato sul set, di ogni singolo elemento o persona che ne fa parte. Mi sono innamorata delle maniche a sbuffo del camice che mi hanno fornito ieri Aiman e Guido, così come mio il gatto si è innamorato della mia sciarpa e Linus della sua copertina.

Ho contemplato, piena di ammirazione, la passione e la precisione con la quale hanno lavorato Mirko e Samuel, operatori poliedrici. Ho scorso divertita ogni singola parola della sceneggiatura di Guido, schietta e ironica senza essere volgare. Ho adorato lavorare con Claudio, amico, compagno di corso e di avventura, attore professionale. Per non parlare della regia di Aiman: discreta e libera. Poche e semplici istruzioni e la massima libertà di azione e creazione. Anche gli arrivi di Chicco e Eros, così diversi tra loro, hanno rappresentato un’esperienza unica. Eros ha il dono di “materializzarsi dal nulla”: ti giri e ops! Te lo trovi davanti…Chicco, be’, che dire, con la sua irruenta allegria ha portato il sole in un pomeriggio piovoso. Che giornata ragazzi!Bella, bella davvero.

M.T.

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COLPO DI SCENA

di MarcoMancini (18/01/2007 - 13:10)

Caporali si nasce, non si diventa!

…Diceva Totò.

Vale un po’ per tutto…anche per noi…

Artisti si nasce, non si improvvisa!

Sia chiaro! Non mi sento più artista di qualcun altro, né qualcun altro lo è più di me…si è artisti allo stesso modo in cui si ride o si piange…nessuno lo fa alla stessa maniera.

Perché scrivo? Non lo so!

Sarebbe come sapere perché sono nato uomo anziché donna…forse è colpa di qualche gene impazzito, perché in fondo noi artisti un po’ matti lo siamo.

So soltanto che mi piace…mi fa sognare,  mi mette i brividi…mi permette di guardarmi intorno, rubando sguardi, espressioni, sensazioni, emozioni… a volte risultando anche indisponente, mi piace entrare dentro le persone, per poi buttare tutto sopra questo fottuto pezzo di carta…mi piace stropicciarmi gli occhi davanti al pc, mi piace avere le tasche piene di foglietti, appunti che poi probabilmente riempiranno solo il cestino…mi piace sdraiarmi con una sigaretta tra le labbra accanto ad una tazza di caffé…a volte non è caffé…a volte non è una sigaretta e…viaggiare…viaggiare sognando un colpo di scena.

Non so far altro, è il mio sogno…è la mia vita…

Lo so, sognare non riempie il frigorifero e, a volte si rischia di restare a mente piena e stomaco vuoto…ma anche questo non l’ho scelto io!

Se ci penso bene finora ho scelto ben poco…dal nome che porto alla lingua che parlo… dal battesimo ricevuto alla moneta che uso … insomma…roba di poco conto!!!

Persino il lavoro non posso scegliermi…non posso alzarmi una mattina e dire…da oggi decido di fare lo scrittore…di fare l’artista…non si può! Non è permesso!

Sono costretto a dover scegliere un lavoro da un mazzo di carte già perdente in partenza…perché?? Perché nessun lavoro, se non lo scrivere, mi potrà mai pagare in SOGNI!!!

Non mi resta che allontanarmi da questo fastidioso ticchettio…in compagnia di qualche amico neurone e della mia inseparabile penna, cercando di fare il più rumore possibile in questo silenziosa vita…magari, chissà, una mattina potrò svegliarmi e dire…oggi decido di fare lo scrittore…di essere artista.

Scelgo di sdraiarmi…di viaggiare…di fantasticare un bel colpo di scena.

Guido.

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Amore Parola Guerra

di MarcoMancini (18/01/2007 - 13:04)


Fu una Parola a farmi andare in Guerra per Amore
Fu una Parola a farmi trovare Amore nella Guerra

E' stata la Guerra per una Parola che mi ha dato Amore
E' stata la Guerra per l'Amore a farmi perdere la Parola

Sarà l'Amore che proverò per una Parola a farmi tornare in Guerra
Sarà l'Amore che avrò per la Guerra che mi darà nuova Parola

chicco

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Ao...ma che me stai a imbruttì?!...

di MarcoMancini (17/01/2007 - 15:28)

 
Capperi però...
 
Allora non è vero che questi artisti stanno tutti buoni buoni a farsi rubare le caramelle...
 
Da quello che leggo in mailing-list ci sono energie da impiegare...
 
Cioè...dico...vi volete appiccicare?
 
Bè se vi regge il bugiardo (il cuore) fatelo quì...su cinemadipintovino.blog.dada.net
 
vostro rissosissimo
 
ganciovalerio
 
 

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Beautiful friends

di MarcoMancini (15/01/2007 - 22:55)

Primo post in diretta dalla vita...

Stasera stò a casa della ragazzina con la bici insieme ad un'altra decina di amici...

In questi giorni avanzo tra sperticati sbalzi d'umore per il morrisoniano 'future is uncertain and the end is always near'...

Cari miei il film di Calvagna esce...

Uscirà a Milano e Torino questo venerdì e a Roma a fine mese.

Stamattina dopo alcuni giorni di allegro altrove sono tornato alla realtà. Oggi pomeriggio mi sono addormito in un sonno  figlio di paranoia e finalmente stasera sono di nuovo in grado di scrivere un post.

Riflessione della giornata: l'unico Dio che non si può bestemmiare è il Denaro. Se dici a qualcuno che la tua aspirazione non è diventare ricco, devi ringraziare questa debole democrazia che ha chiuso i manicomi. Faresti sicuramente la fine di Alda Merini, Dino Campana e flesciati vari...

Ve manno un bacio liberatore

manicomiovalerio

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di MarcoMancini (10/01/2007 - 00:54)

Sono passati

 

alcuni giorni dall’inizio dell’anno…non so quanti…un po’!

Inutile dire le solite frasi di ricorrenza…non avrebbe senso…al provino vi ho visti carichi e, questo mi basta per capire come è iniziato il nuovo anno…per quanto mi riguarda è un inizio un po’ faticoso…tante sceneggiature accavallate, una sopra l’altra…ma sono contento così!!

Ora torno nel mio angolo di scrittura…augurandovi un buon anno così….nel senso che non mi auguro che finiate l’anno come nel disegno…ma che nell’augurarvelo io sto così…non proprio…ma……

Guido.

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Sean Sean...

di MarcoMancini (08/01/2007 - 14:58)

Insomma, le mie giornate durano settimane ed il fatto che ogni tanto dorma non giustifica le separazioni...

Ieri ci siamo trovati in tanti ai provini di "Mano izquierda" il corto in fase di realizzazione scritto e diretto da Guido e Aiman, ripresi da Simone e Viki. Sembrava una delle nostre serate se non era per la misteriosissima presenza di Valeria, ricacciata da Matteo: "La donna gatto", "sembra calata da una nuvola...no, dal mondo delle fate..." ...

Chicco ha parcheggiato l'astronave proprio sopra gli studios e ci ha raggiunto tra la nebbiolina purpurea...

Finalmente Ilaria e Stella hanno capito chi sia Matteo e si complimentano con lui...:"Mmm, ti facevo più...basso...brutto e pazzo".... .... ....

Eros viene direttamente da un sogno apocrifo di Fellini, Claudio studia come al solito la platea...

Insomma a un certo punto, forse perché avevo letto Charles Coburn sulla locandina di "Gli uomini preferiscono le bionde", lancio il quesito paranoicoripetutamente: "Oddio...chi è James Coburn? Cioè che film ha fatto? mi sa che faceva i film tipo co John Waine...dai aiutateme...su...".

Ed eccote là, puntuale come un Deus ex Machina, la mia cara Emmettì mi manda la foto dell'unica persona al mondo da cui accetterei con gratitudine la frase: "Giù la testa coglione..."...GRANDE EMMETTI TE VOIO BENE...SIAMO TUTTI CON TE...

Inomma, fattici i provini, io e Giampietro d.S.L. ce ne torniamo all'e.u.r. lasciando tutti con una grossa fame per la giornata di digiuno...(che professionisti questi attori)...e mi vado a mangiar pizzaeppatate e 2 supplì...

Dopo mi vado a vedere con Luca e Fabio (2 miei amici), dietro felicissima dritta di Stella "The Prestige" di Christopher Nolan, già regista del bellissimo "Batman begins" e del flesciatissimo ed indimenticabile "Memento".

Bravissimi i protagonisti, grandioso il cast...David Bowie è Nikola Tesla, lo scienziato realmente vissuto avvolto nella nube del mito e morto povero e dimenicato...tutti gli altri veramente grandi attori...molto bello... non ve lo perdete...

poi un drink e poi a dormir...

e la giornata continua...

P.S.

dimenticavo....

  • mi piace tutto ciò che sembra decadenza
  • anche la musica è migliore se c'è decadenza
  • anche l'amore non esiste senza decadenza
  •  
  • GODIAMOCI UNA DECADE DI DECADENZA

morganvalerio

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La scatola magica

di MarcoMancini (08/01/2007 - 13:55)

A volte capita che certi oggetti catturino la nostra attenzione senza alcuna spiegazione.

A volte vediamo nelle cose più banali, aspetti che altri non vedono. Non è vero che sono solo le persone ad esercitare un magnetismo particolare, spesso anche gli oggetti ci riescono. Non è necessario che “sbrilluccichino”, che “facciano tendenza” o che siano “oggettivamente belli”. In quel momento ci parlano e cosa dicono lo sappiamo solo noi.

Ieri ho avuto la fortuna di assistere ad uno di quei momenti. Eravamo al provino per Mano Izquierda, il corto del gruppo in lavorazione al  momento. Per ingannare l’attesa tiro fuori dalla borsa le caramelle. La scatolina che le contiene è di quelle metalliche. E’ piatta e rettangolare, con le caramelle disegnate in superficie e la scritta con il nome che l’attraversa. E’ quest’ultima ad attirare l’attenzione di tutti. Il nome ricorda quello di una nota marca di stereo e ci viene spontaneo scherzarci su: <<aspetta, che mo’ ce trovi un filo>>, <<io l’altro giorno pensavo d’aver in bocca una caramella ma era una batteria a lamina piatta>>, ecc..

Ma per uno di noi accade qualcosa di diverso. Quando la scatolina arriva a lui le caramelle sono finite. Lui la guarda, la rigira fra le mani e mi chiede: << posso tenerla?>>.

Sorrido e rispondo di sì.  Dopo un po’ mi avvicino, facendo finta di rivolerla indietro ma lui reclama la sua condizione di nuovo proprietario: << non puoi, ormai è mia. Le ho levato l’adesivo, L’ho pulita, L’ho resa unica.>>.

Devo ammetterlo, mi ha spiazzato, anzi m’ha proprio fregato. Anche se me la volessi riprendere non sarebbe più la stessa cosa. Per quanto possa essere carina nell’aspetto e nel nome per me resta una scatola di caramelle. Per lui…Per lui, no. Lui La apre e Lei gli parla. Lui La apre e immagini e pensieri escono come gli oggetti da un cappello di un mago. La rigira fra le mani e al tatto diventa diventa di più  che semplice metallo.

E’ così. Alcuni oggetti ci parlano, altri urlano, sussurrano, alcuni cantano. Ma non mi venite a  parlare di oggetti “inanimati”. Datemi pure della pazza ma è una cosa che non voglio sentire.

M.T.

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Da un bacio sulla bocca

di MarcoMancini (03/01/2007 - 15:21)

E poi, finalmente, l'alba...

Sono sceso in strada, andando al bar, con le mani in tasca.

Ho mangiato, letto il giornale, preso il caffè. I vuoti si sono riempiti di me stesso. Parlo, sento la musica, sono invaso fluente nelle vene di un respiro rinnovato.

Un altro poeta per voi... Ivano Fossati ne:

"Il bacio sulla bocca"

Bella, che ci importa del mondo...verremo perdonati te lo dico io, da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro...ti sembra tutto gia visto, tutto già fatto, tutto quell'avvenire già avvenuto, scritto , corretto, e interpretato da altri meglio che da te...

Bella, non ho mica vent'anni, ne ho molti di meno...e questo vuol dire capirai responsabilità, perciò...

Volami addosso se questo è un waltzer, volami addosso qualunque cosa sia, abbraccia la mia giacca sotto il glicine e fammi correre, e inciampa piuttosto che tacere e domanda piuttosto che aspettare...

Stancami, e parlami, abbracciami, guarda dietro le mie spalle e poi racconta e spiegami tutto questo tempo nuovo che arriva con te...

Buon 2007

marcovioletto

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La mia Norvegia

di MarcoMancini (02/01/2007 - 15:37)

Oggi mi sento così...

Diciamo che mi trovo in nord-europa. La densità di popolazione è molto bassa. Il mondo solitario è varcato dal vento fatto di lastre vetrose. Il mio zaino che dovrebbe essere pieno di riserve, è in realtà, mezzo vuoto e rigonfio di cartacce.

Il mio corpo è sporco di sudori e puzze lontane. I miei capelli sono paglia. la mia tuta da deserto di ghiaccio scricchiola ad ogni movimento, gli stivali zuppi, i piedi senza sensori.

Quando raggiungo la baita-rifugio devo sfondare la porta. All'interno trovo delle candele spente, della legna umida e i miei fiammiferi sono bagnati. La porta non si chiude bene e devo sbarrarla con un mobile e metto un pò della cartaccia che ho nello zaino a far da guarnizione.

La notte è fonda, la temperatura bassa, mi accorgo che possiedo solo il mio corpo, trascurato e congelato. Allora stendo il sacco a pelo, mi toglo gli stivali e massaggio i miei piedi.

Mi infilo nel sacco a pelo, mi raggomitolo, rannicchio, arrotondo in un uovo. Inizio a pensare a quando ero piccolo, che sono stato felice tante volte, i primi baci alle ragazze, gli scherzi, gli errori, che da quì, in questa specie di norvegia dell'anima, sembrano così cari.

Ripenso ai miei ricordi, e mi accorgo di non possedere solo il corpo. E mi addormento...

E faccio sogni. Sogno che mi entrano quattro assi e un k. Sogno un formicaio. Sogno una ragazza alla finestra.

Mi sveglio a casa mia, ho dormito tanto, devo andare a lavorare (grazie a dio). Doccia necessaria.

mancovalerio

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