Stefano Calvagna a Cinematografo

ECHI SURREALI NELLA COMMEDIA DI CALVAGNA

PRIMA DEL FILM "E GUARDO IL MONDO DA UN OBLO'"


(Per) Miracolo a Milano
Stamattina apro gli occhi ci sono nubi, "ma che ore sò?!"...le 9 e cinque...impreco, flescio a ripetizione, zompo dal letto, la borsa, spazzolino, i vestiti di ieri. Ce la posso fare. Alle 9.30 dal binario cinque parte l'Eurostar. Serena è già lì, da almeno cinque minuti, al nostro appuntamento. Il panico, scendo. L'autobus. Non c'è. Il taxi...tassinari...nsx...corro. Alla Metro. Corro. Via La Spezia. Lunga. Lunghissima. Scendo sotto la metro. Probo come la nuca di uno sposo, ho gli spicci, voglio fare il biglietto. Nsx...di cinque macchinette ne funziona una. C'è fila. Le 9.16. Non ce la faccio...entro nella metro senza. Sotto la prima scala mobile: il tavolino coi vampiri. Se mi fermano è finita. C'è un uomo che bestemmia perché è stato cioccato senza biglietto, stà facendo un casino della miseria, i vampiri sono impegnati con lui e io apostrofato con un "Dica..." faccio il vago, cuffiette in testa e passo. Non mi rincorrono... Le 9.20 arriva la Metro. Non apre le porte. Riparte vuota. Le 9.22 arriva un'altro convoglio. Salgo. Le 9.27 Termini. Corro. Corro. Corro. Serena! YES!!! Posto dall'Apple di Silvana a Milano... Grazie spirito per la pacca sul sedere. Miracolatovanesio
Fantasmi
Giornata superprolifica per il nostro blogghettino...con il mio, che mi volevo risparmiare ma non ho potuto proprio, fanno ben 4, e dico 4 post in un giorno solo.
Non so come vanno le cose per i sogni, nel senso che ognuno ha la sua opinione, chi pensa dipendano dalla pressione atmosferica, chi da cosa ha mangiato, chi dalla luna, chi dai perigli dell'infanzia, vi ripeto non lo so...
So che i fantasmi tornano ogni notte.
E nel mio stomaco avevo questo da dirvi, che tornano.
E io mi faccio trovare lì, a quel muro invisibile.
Detto ciò, volevo dire a Verena di continuare a stare con noi.
Poi volevo dire a Chicco di continuare ad usare l'istinto.
Volevo dire a Emmettì che le voglio bene e che la penso spesso.
Volevo dire a Guido che vedo i paesaggi che crea.
So che i fantasmi tornano ogni notte.
E nel mio stomaco avevo questo da dirvi, che tornano.
E che mi farò trovare lì, a quel muro invisibile.
ectovalerioplasma
GOL!
Premettendo che non voglio fare polemica:
Ma vi siete resi conto che questa diatriba virtuale non ha avuto altro effetto che quello di tirare
fuori ulteriormente l’artista che è in voi? Sono giorni che vi battete per dimostrare la vostra
passione per ciò che fate. Io direi che questo è quello che conta veramente…
Dedico il prossimo post a chi è artista,a chi non lo è e a chi lo è ma ancora non lo sa.
Gioie da set
Il 23/12/2006 Adriano, l’ormai “ex” imperatore dell’Inter è ritornato al gol dopo 9 mesi. Un pianto liberatorio e un abbraccio ai compagni di squadra hanno accompagnato quel momento. L’hanno intervistato, schernito, mandato in Brasile per un mese, messo a dieta…Ma lui per 9 mesi niente! Finchè non è arrivato il suo regalo di Natale. Personalmente non l’ho mai potuto vedere. Troppo, pagato, troppo viziato (un po’ come tutti i calciatori), troppo pieno di sé. Mi faceva saltare i nervi. Pensavo: << Cazzo, con tutti i soldi che ti danno non sei in grado di mettere una stupida palla dentro una stupida rete? Una cosa devi fa’ nella tua vita, falla come Dio comanda!>>.
Questo fino al 23/12/2006. Fino a quando non l’ho rivisto fare gol. Sembrerà banale ma in quel momento ho capito esattamente cosa provava. Io che non sono l’imperatrice di niente, io che mi nutro di vita e sogni, so benissimo cosa vuol dire essere bloccati emotivamente, al punto che pensi di mollare tutto. E’ capitato quest’estate: ogni volta che facevo le prove con i miei amici andavo anche benino ma come mi veniva data l’azione sentivo la terra mancarmi sotto i piedi e il nulla nella testa. Ci sono voluti mesi, la pazienza dei miei compagni di corso, gli insulti di Alessandro e la discussione con un casting director per superare questo momento.
Ora non so se ho superato definitivamente la cosa, però riesco a godere di ogni singolo minuto passato sul set, di ogni singolo elemento o persona che ne fa parte. Mi sono innamorata delle maniche a sbuffo del camice che mi hanno fornito ieri Aiman e Guido, così come mio il gatto si è innamorato della mia sciarpa e Linus della sua copertina.
Ho contemplato, piena di ammirazione, la passione e la precisione con la quale hanno lavorato Mirko e Samuel, operatori poliedrici. Ho scorso divertita ogni singola parola della sceneggiatura di Guido, schietta e ironica senza essere volgare. Ho adorato lavorare con Claudio, amico, compagno di corso e di avventura, attore professionale. Per non parlare della regia di Aiman: discreta e libera. Poche e semplici istruzioni e la massima libertà di azione e creazione. Anche gli arrivi di Chicco e Eros, così diversi tra loro, hanno rappresentato un’esperienza unica. Eros ha il dono di “materializzarsi dal nulla”: ti giri e ops! Te lo trovi davanti…Chicco, be’, che dire, con la sua irruenta allegria ha portato il sole in un pomeriggio piovoso. Che giornata ragazzi!Bella, bella davvero.
M.T.
COLPO DI SCENA
Caporali si nasce, non si diventa!
…Diceva Totò.
Vale un po’ per tutto…anche per noi…
Artisti si nasce, non si improvvisa!
Sia chiaro! Non mi sento più artista di qualcun altro, né qualcun altro lo è più di me…si è artisti allo stesso modo in cui si ride o si piange…nessuno lo fa alla stessa maniera.
Perché scrivo? Non lo so!
Sarebbe come sapere perché sono nato uomo anziché donna…forse è colpa di qualche gene impazzito, perché in fondo noi artisti un po’ matti lo siamo.
So soltanto che mi piace…mi fa sognare, mi mette i brividi…mi permette di guardarmi intorno, rubando sguardi, espressioni, sensazioni, emozioni… a volte risultando anche indisponente, mi piace entrare dentro le persone, per poi buttare tutto sopra questo fottuto pezzo di carta…mi piace stropicciarmi gli occhi davanti al pc, mi piace avere le tasche piene di foglietti, appunti che poi probabilmente riempiranno solo il cestino…mi piace sdraiarmi con una sigaretta tra le labbra accanto ad una tazza di caffé…a volte non è caffé…a volte non è una sigaretta e…viaggiare…viaggiare sognando un colpo di scena.
Non so far altro, è il mio sogno…è la mia vita…
Lo so, sognare non riempie il frigorifero e, a volte si rischia di restare a mente piena e stomaco vuoto…ma anche questo non l’ho scelto io!
Se ci penso bene finora ho scelto ben poco…dal nome che porto alla lingua che parlo… dal battesimo ricevuto alla moneta che uso … insomma…roba di poco conto!!!
Persino il lavoro non posso scegliermi…non posso alzarmi una mattina e dire…da oggi decido di fare lo scrittore…di fare l’artista…non si può! Non è permesso!
Sono costretto a dover scegliere un lavoro da un mazzo di carte già perdente in partenza…perché?? Perché nessun lavoro, se non lo scrivere, mi potrà mai pagare in SOGNI!!!
Non mi resta che allontanarmi da questo fastidioso ticchettio…in compagnia di qualche amico neurone e della mia inseparabile penna, cercando di fare il più rumore possibile in questo silenziosa vita…magari, chissà, una mattina potrò svegliarmi e dire…oggi decido di fare lo scrittore…di essere artista.
Scelgo di sdraiarmi…di viaggiare…di fantasticare un bel colpo di scena.
Guido.
Amore Parola Guerra
Fu una Parola a farmi andare in Guerra per Amore
Fu una Parola a farmi trovare Amore nella Guerra
E' stata la Guerra per una Parola che mi ha dato Amore
E' stata la Guerra per l'Amore a farmi perdere la Parola
Sarà l'Amore che proverò per una Parola a farmi tornare in Guerra
Sarà l'Amore che avrò per la Guerra che mi darà nuova Parola
chicco
Ao...ma che me stai a imbruttì?!...

Beautiful friends
Primo post in diretta dalla vita...
Stasera stò a casa della ragazzina con la bici insieme ad un'altra decina di amici...
In questi giorni avanzo tra sperticati sbalzi d'umore per il morrisoniano 'future is uncertain and the end is always near'...
Cari miei il film di Calvagna esce...
Uscirà a Milano e Torino questo venerdì e a Roma a fine mese.
Stamattina dopo alcuni giorni di allegro altrove sono tornato alla realtà. Oggi pomeriggio mi sono addormito in un sonno figlio di paranoia e finalmente stasera sono di nuovo in grado di scrivere un post.
Riflessione della giornata: l'unico Dio che non si può bestemmiare è il Denaro. Se dici a qualcuno che la tua aspirazione non è diventare ricco, devi ringraziare questa debole democrazia che ha chiuso i manicomi. Faresti sicuramente la fine di Alda Merini, Dino Campana e flesciati vari...
Ve manno un bacio liberatore
manicomiovalerio

Sono passati
alcuni giorni dall’inizio dell’anno…non so quanti…un po’!
Inutile dire le solite frasi di ricorrenza…non avrebbe senso…al provino vi ho visti carichi e, questo mi basta per capire come è iniziato il nuovo anno…per quanto mi riguarda è un inizio un po’ faticoso…tante sceneggiature accavallate, una sopra l’altra…ma sono contento così!!
Ora torno nel mio angolo di scrittura…augurandovi un buon anno così….nel senso che non mi auguro che finiate l’anno come nel disegno…ma che nell’augurarvelo io sto così…non proprio…ma……
Guido.
Sean Sean...

Insomma, le mie giornate durano settimane ed il fatto che ogni tanto dorma non giustifica le separazioni...
Ieri ci siamo trovati in tanti ai provini di "Mano izquierda" il corto in fase di realizzazione scritto e diretto da Guido e Aiman, ripresi da Simone e Viki. Sembrava una delle nostre serate se non era per la misteriosissima presenza di Valeria, ricacciata da Matteo: "La donna gatto", "sembra calata da una nuvola...no, dal mondo delle fate..." ...
Chicco ha parcheggiato l'astronave proprio sopra gli studios e ci ha raggiunto tra la nebbiolina purpurea...
Finalmente Ilaria e Stella hanno capito chi sia Matteo e si complimentano con lui...:"Mmm, ti facevo più...basso...brutto e pazzo".... .... ....
Eros viene direttamente da un sogno apocrifo di Fellini, Claudio studia come al solito la platea...
Insomma a un certo punto, forse perché avevo letto Charles Coburn sulla locandina di "Gli uomini preferiscono le bionde", lancio il quesito paranoicoripetutamente: "Oddio...chi è James Coburn? Cioè che film ha fatto? mi sa che faceva i film tipo co John Waine...dai aiutateme...su...".
Ed eccote là, puntuale come un Deus ex Machina, la mia cara Emmettì mi manda la foto dell'unica persona al mondo da cui accetterei con gratitudine la frase: "Giù la testa coglione..."...GRANDE EMMETTI TE VOIO BENE...SIAMO TUTTI CON TE...
Inomma, fattici i provini, io e Giampietro d.S.L. ce ne torniamo all'e.u.r. lasciando tutti con una grossa fame per la giornata di digiuno...(che professionisti questi attori)...e mi vado a mangiar pizzaeppatate e 2 supplì...
Dopo mi vado a vedere con Luca e Fabio (2 miei amici), dietro felicissima dritta di Stella "The Prestige" di Christopher Nolan, già regista del bellissimo "Batman begins" e del flesciatissimo ed indimenticabile "Memento".
Bravissimi i protagonisti, grandioso il cast...David Bowie è Nikola Tesla, lo scienziato realmente vissuto avvolto nella nube del mito e morto povero e dimenicato...tutti gli altri veramente grandi attori...molto bello... non ve lo perdete...
poi un drink e poi a dormir...
e la giornata continua...
P.S.
dimenticavo....
- mi piace tutto ciò che sembra decadenza
- anche la musica è migliore se c'è decadenza
- anche l'amore non esiste senza decadenza
- GODIAMOCI UNA DECADE DI DECADENZA
morganvalerio
La scatola magica
A volte capita che certi oggetti catturino la nostra attenzione senza alcuna spiegazione.
A volte vediamo nelle cose più banali, aspetti che altri non vedono. Non è vero che sono solo le persone ad esercitare un magnetismo particolare, spesso anche gli oggetti ci riescono. Non è necessario che “sbrilluccichino”, che “facciano tendenza” o che siano “oggettivamente belli”. In quel momento ci parlano e cosa dicono lo sappiamo solo noi.
Ieri ho avuto la fortuna di assistere ad uno di quei momenti. Eravamo al provino per Mano Izquierda, il corto del gruppo in lavorazione al momento. Per ingannare l’attesa tiro fuori dalla borsa le caramelle. La scatolina che le contiene è di quelle metalliche. E’ piatta e rettangolare, con le caramelle disegnate in superficie e la scritta con il nome che l’attraversa. E’ quest’ultima ad attirare l’attenzione di tutti. Il nome ricorda quello di una nota marca di stereo e ci viene spontaneo scherzarci su: <<aspetta, che mo’ ce trovi un filo>>, <<io l’altro giorno pensavo d’aver in bocca una caramella ma era una batteria a lamina piatta>>, ecc..
Ma per uno di noi accade qualcosa di diverso. Quando la scatolina arriva a lui le caramelle sono finite. Lui la guarda, la rigira fra le mani e mi chiede: << posso tenerla?>>.
Sorrido e rispondo di sì. Dopo un po’ mi avvicino, facendo finta di rivolerla indietro ma lui reclama la sua condizione di nuovo proprietario: << non puoi, ormai è mia. Le ho levato l’adesivo, L’ho pulita, L’ho resa unica.>>.
Devo ammetterlo, mi ha spiazzato, anzi m’ha proprio fregato. Anche se me la volessi riprendere non sarebbe più la stessa cosa. Per quanto possa essere carina nell’aspetto e nel nome per me resta una scatola di caramelle. Per lui…Per lui, no. Lui La apre e Lei gli parla. Lui La apre e immagini e pensieri escono come gli oggetti da un cappello di un mago. La rigira fra le mani e al tatto diventa diventa di più che semplice metallo.
E’ così. Alcuni oggetti ci parlano, altri urlano, sussurrano, alcuni cantano. Ma non mi venite a parlare di oggetti “inanimati”. Datemi pure della pazza ma è una cosa che non voglio sentire.
M.T.
Da un bacio sulla bocca

E poi, finalmente, l'alba...
Sono sceso in strada, andando al bar, con le mani in tasca.
Ho mangiato, letto il giornale, preso il caffè. I vuoti si sono riempiti di me stesso. Parlo, sento la musica, sono invaso fluente nelle vene di un respiro rinnovato.
Un altro poeta per voi... Ivano Fossati ne:
"Il bacio sulla bocca"
Bella, che ci importa del mondo...verremo perdonati te lo dico io, da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro...ti sembra tutto gia visto, tutto già fatto, tutto quell'avvenire già avvenuto, scritto , corretto, e interpretato da altri meglio che da te...
Bella, non ho mica vent'anni, ne ho molti di meno...e questo vuol dire capirai responsabilità, perciò...
Volami addosso se questo è un waltzer, volami addosso qualunque cosa sia, abbraccia la mia giacca sotto il glicine e fammi correre, e inciampa piuttosto che tacere e domanda piuttosto che aspettare...
Stancami, e parlami, abbracciami, guarda dietro le mie spalle e poi racconta e spiegami tutto questo tempo nuovo che arriva con te...
Buon 2007
marcovioletto
La mia Norvegia

Oggi mi sento così...
Diciamo che mi trovo in nord-europa. La densità di popolazione è molto bassa. Il mondo solitario è varcato dal vento fatto di lastre vetrose. Il mio zaino che dovrebbe essere pieno di riserve, è in realtà, mezzo vuoto e rigonfio di cartacce.
Il mio corpo è sporco di sudori e puzze lontane. I miei capelli sono paglia. la mia tuta da deserto di ghiaccio scricchiola ad ogni movimento, gli stivali zuppi, i piedi senza sensori.
Quando raggiungo la baita-rifugio devo sfondare la porta. All'interno trovo delle candele spente, della legna umida e i miei fiammiferi sono bagnati. La porta non si chiude bene e devo sbarrarla con un mobile e metto un pò della cartaccia che ho nello zaino a far da guarnizione.
La notte è fonda, la temperatura bassa, mi accorgo che possiedo solo il mio corpo, trascurato e congelato. Allora stendo il sacco a pelo, mi toglo gli stivali e massaggio i miei piedi.
Mi infilo nel sacco a pelo, mi raggomitolo, rannicchio, arrotondo in un uovo. Inizio a pensare a quando ero piccolo, che sono stato felice tante volte, i primi baci alle ragazze, gli scherzi, gli errori, che da quì, in questa specie di norvegia dell'anima, sembrano così cari.
Ripenso ai miei ricordi, e mi accorgo di non possedere solo il corpo. E mi addormento...
E faccio sogni. Sogno che mi entrano quattro assi e un k. Sogno un formicaio. Sogno una ragazza alla finestra.
Mi sveglio a casa mia, ho dormito tanto, devo andare a lavorare (grazie a dio). Doccia necessaria.
mancovalerio





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