Ciao sono MarcoMancini
Vedi il mio profilo


Febbraio 2007

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Febbraio 2007
Pagine:

Guardando il mondo dall’oblò di Stefano Calvagna

di MarcoMancini (12/02/2007 - 12:56)

Apparentemente il film di Calvagna non ha nulla di originale. La trama è quella di sempre: i conflitti di una  generazione a “tempo determinato”, sia nel lavoro che nella vita . E se Muccino si era servito di Stefano Accorsi, in questo caso i conflitti vestono i “i panni” (nel vero senso della parola, visto che il film è ambientato in una lavanderia), del bel Mike, interpretato da Luca Seta.

Mike passa le sue giornata a  leggere il giovane Holden, (consapevole che non lo finirà mai)e a cercare un modo per vendicarsi della sua ex o semplicemente  per soffrire un po’ meno.

A confronto con lui una pittoresca girandola di clienti, che da saltuari diventano abituali: il veggente marpione, che se ne va in giro in completo gessato e parla per frasi fatte ma che in qualche modo riesce a prenderci sempre; la quarantenne acida e delusa dagli uomini, la ragazza che punta la pistola alla testa pur di farsi dire “ti amo”, il boss che parla in rima senza riuscirci.E infine c’è lei, Laura: la ragazza prigioniera delle allergie e  dell’insicurezza, che vive rintanata nella sua tuta da astronauta, come una lumaca nel suo guscio.

Quindi, il film non ha nulla d’originale, si tratta solo di  diverse realtà quotidiane che s’intrecciano fra loro su uno sfondo comune e su una storia già decisa. Per una volta però non sono le vicende dei diversi personaggi a fare da cornice a quella del protagonista: è lui a fare da cornice, a diventare spettatore attento e partecipe delle loro vite. Inoltre, nonostante la storia non esca mai dall’ambito ristretto della lavanderia, non si percepisce un senso di claustrofobia o di rigidità stilistica. Bastano  i personaggi a farci entrare e uscire dal mondo esterno.

Il film non è esente da imperfezioni, sia dal punto di vista tecnico che narrativo:  il doppiaggio di Tiberio Murgia lascia un po’ a desiderare e i dialoghi  verso la fine rischiano di diventare ripetitivi. Tuttavia è chiaramente un film fatto d’immagini e pensieri, di contenuti e di gioco, ancora prima che di parole. Cosa ancora  più importante, dall’oblò di Stefano Calvagna, fuoriesce  un grande entusiasmo, una qualità che molti registi e attori di oggi sembrano aver ormai dimenticato.

M.T.

P.S. Esco per un istante dall’ambito “professionale” per un commento di carattere assolutamente personale ma veritiero: Ragazzi, che figo il nostro Marco nella scena in cui legge la mano a Mike! Per tutto il tragitto di ritorno  l’ho costretto a guardarmi negli occhi e a dirmi: <<Tu devi essere della vergine…>>. Sembrava il mago Do Nascimiento… Grande!

Vota questo post