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TANTI AUGURI RAGAZZINA

di MarcoMancini (30/04/2007 - 19:35)

Oggi 30 aprile, è il compleanno della mia ragazzina speciale...

GRAZIE DI ESISTERE BIKERGIRL!!!

dal tuo folle e appassionato ammiratore

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--Le vite degli altri--

 
Bellissimo. L'altroieri al Tibur, sala piena (piccola), io e Fabio, laterali sinistri, incoccati alla sedia. Film fatto con quattromila lire. Grandi attori. Anzi, grossissimi attori. Bella fotografia in una DDR dei tardi anni '80. Personaggi credibili e veri.
 
Ad un certo punto una donna mi ha fatto la doccia con uno starnuto...ma è anche per questo che vado al cinema, perché ci sono gli altri. Alla fine del film la gente hanno applaudito...a chi nun se sa...uno si è messo a vociare bu di dissenso...you're welcome...finalmente qualcuno che dissente...si, anche per questo i film me li vado a vedere al cinema, perché ci sono gli altri.
 
Se non vi va di andare al cine, fate uno sforzo e andatevi a vedere questo bellissimo film.
 
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Come avrete notato e come noterete nei prossimi giorni leggendo queste pagine, finalmente, la mostra di Ale (ma soprattutto nostra) ci sarà.
 
E' una grande occasione.
 
Invitate quanta più gente potete.
 
MI RACCOMANDO
 
MARCOVALERIO

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QUALE ANNUNCIO - ALESSANDRO PULTRONE

di MarcoMancini (30/04/2007 - 11:43)



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Coppia oggi aperta...Domani spalancata

di MarcoMancini (30/04/2007 - 11:11)

Ore 17:45: mollo l’auricolare che mi collega con i campi di b e salgo su in redazione. Un rapido sguardo alla scrivania di Alessio, ok ha le cassette di tutte le partite,un ancora più rapido: <<Io vado>>, lanciato al capo e sono fuori di qui. Ecco cos’ha di buono essere assistente al secondo anno di un programma tv: ti puoi mettere d’accordo con le tue colleghe per gli orari, senza esagerare ma comunque con più vantaggi rispetto al primo e al terzo anno.

E’ sabato ma il traffico non è molto, sono tutti fuori per il ponte e poi me la posso prendere con calma, lo spettacolo comincia fra un po’.

Ieri sera sono andata a vedere “coppia oggi aperta…Domani spalancata”, l’adattamento che mio fratello ha fatto dall’originale di Dario Fo e Franca Rame. In realtà avevo già visto lo spettacolo 3 volte (1 x ogni replica che è stata fatta) e non avevo intenzione di andarci la 4° , ma poi è successo qualcosa che mi ha fatto cambiare idea.

Il giorno dopo la prima avevo chiamato mio fratello x sapere com’era andata. Lui invece, mi aveva raccontata della conferenza stampa di presentazione. Pare che il nipote di un noto critico cinematografico si fosse alzato nel bel mezzo della presentazione  e avesse chiesto a mio fratello se era in regola con la SIAE. Lui con molta calma aveva risposto di sì, che avendo modificato più del 60% del testo era perfettamente in regola. Il tipo però aveva insistito: <<Come si permette di rimettere mano a questo testo! Ma la signora Rame lo sa? E’ suo l’originale!>>. Sempre calmo, mio fratello aveva risposto: <<Senta, quando un autore teatrale decide di pubblicare un suo testo si aspetta che non solo venga messo scena ma che possa essere anche rimaneggiato.>>

Niente da fare, il tipo non mollava. A quel punto, il produttore dello spettacolo, nonché protagonista maschile dello spettacolo, era intervenuto dicendo: <<Senta, perché non ci viene a vedere prima di giudicare? Intanto si beva un bicchiere di vino alla nostra salute.>>. Non l’avesse mai fatto! Il tipetto  era andato su tutte le furie, accusando mio fratello e la compagnia di corruzione e plagio e con un: << Riferirò tutto alla Signora Rame>>, era uscito dalla sala, tra le risate e lo stupore generali.

Mio fratello però si è fatto furbo e il giorno dopo ha deciso di contattare lui stesso Franca Rame.

Si sono messi d’accordo e lui le ha inviato il testo. Tempo 1 ora (ragazzi che professionalità) lei lo ha richiamato e gli ha detto: <<guardi non sono d’accordo su molte delle variazioni fatte al mio testo ma capisco la necessità di adattarlo all’età degli attori e alla politica e religione di oggi. E poi voi siete giovani, avete coraggio e amate questo mestiere. Chiunque decida di fare questo lavoro e di misurarsi con l’arte e con cose più grandi di lui merita di essere incoraggiato>>. Che grande!

La cosa però non si è fermata qui: il giorno dopo il tipo, informato della telefonata della Signora Rame , ha chiamato mio fratello per scusarsi.

Che dire? Un applauso a tutti quelli che hanno il coraggio di fare questo mestiere.

Un applauso alla Signora Rame che crede in chi ama l’arte.

Il bis sempre per lei,  per l’entusiasmo con cui ha accolto la richiesta di un giovane regista.

Buona Domenica gente, vado a lavorare con un sorriso in più.

M.T.

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INVITO MOSTRA ALESSANDRO PULTRONE

di MarcoMancini (28/04/2007 - 19:09)

ALESSANDRO PULTRONE
“OGNI QUADRO è UNA FINESTRA” 
 DOMUS TALENTI
via delle Quattro Fontane,113
00184 Roma
Inaugurazione mercoledì 9 maggio 2007, ore 19,00
in collaborazione con la Galleria Horti Lamiani Bettivò – via Giolitti, 163 Roma
“Ogni quadro è una finestra. Ci si può mettere da tutte le parti. Da fuori guardare dentro e da dentro guardare fuori. La finestra riflette anche chi guarda (basta un’illuminazione) e per chi sta dall’altra parte, chi è di fronte è oggetto”.
E’ questa la filosofia che sottende la mostra personale di Alessandro Pultrone intitolata “OGNI QUADRO è UNA FINESTRA”, che si inaugurerà il giorno 9 maggio, alle ore 19,00 negli spazi della “Domus Talenti”.

L’arte di Alessandro Pultrone, figura vitale ed eclettica, è una rappresentazione della realtà del mondo, colta anche nella sua vita quotidiana, comunicata attraverso visioni distorte, sospese, attonite e quasi allucinate, ma , allo stesso tempo, avvolta in una bizzarra invenzione fantastica ed una sontuosità calda e opulenta di colore: lo scenatio è incantato, quasi…magico.

L’artista usa l’arte come uno specchio che riflette, da protagonista e spettatrice, la società corrotta e malata, di cui rivitalizza le cose concrete con amara acutezza, con lucidità descrittiva…i tratti sono precisi, curati nei particolari e definiti geometricamente nello spazio.

Il riferimento all’antichità classica, la purezza delle forme e l’armonia nella composizione costituiscono il linguaggio di Alessandro Pultrone…il suo “fare concettuale e pittorico” è speculare alla tradizione e alla modernità.

Le sue opere, frutto di varie sperimentazioni tecniche, conservano una certa componente emozionale: alcuni particolari vengono accentuati all’estremo ed intensificati espressivamente, fin quasi al grottesco, ma tradotti con un atteggiamento ludico a testimonianza della identificazione tra il “suo fare e il suo essere”, della sua volontà di legare il senso dell’opera e quello del fare arte alla vita quotidiana.

L’allestimento della mostra, illustrato attraverso oli su tela e tecniche miste su carta lavorata (tasselli del suo operato: fotocopie di testi, poesie, progetti, proposte o critiche, foto di scena, contratti o biglietti del treno) è solo una parte della poliedrica attività di Alessandro Pultrone tesa a comprendere l’essenza dell’ “oggetto” nella sfera artistica, al di là delle leggi fisiche dello spazio e del tempo. L’artista, erudita della comunicazione, vuole sentirsi libero di trasmettere idee e sensazioni, angosce e speranze, tensioni ed apprensioni, gioia e dolore, appagamento e disperazione, sentimenti che caratterizzano il mosaico esistenziale che appartiene ad ognuno di noi, quell’aspetto invisibile e quel cosiddetto illogico della forma e dello spirito. Proprio come un giullare che, fedele al suo benevolo “anticonformismo storico”, racconta divertendo e divertendosi, con insuperabile ed ironica maestria, l’anima dell’umanità nella sua eterna dicotomia tra il grigiore della forma e il chiarore della persona.

La mostra mira ad essere il preludio della inesauribile esigenza di esprimersi dell’artista, di confrontarsi nel gesto e nella voce degli “anonimi eroi” della lotta per i diritti fondamentali dell’uomo, attraverso la visualità materializzata di modelli dell’immaginario del protagonismo sociale, scandito in ruoli e gerarchie, in contrapposizione con le masse diseredate.

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Aprirsi in aprile

di MarcoMancini (28/04/2007 - 12:46)

Escoriato su uno stinco, mi sveglio in una meraviGLIOSA giornata di aprile. Serata turbolenta, sbandato con la bici ho sfrecciato, mangiato con forza ho ingollato uova sode, bevuto vino al Pigneto (pinolo) in ottima compagnia di Marvin Marvellous Fabio, Luciano Luchetta Onder e Ninetta regazzina Fabulosa.

Oggi mi vado ad aprire di cinema con Fabione...doppietta in programma al Tibur di s.lollo. Primo film: Le vite degli altri. Secondo film: Mio fratello è figlio unico.

Varano Valerio

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META' OSCURA

di MarcoMancini (27/04/2007 - 13:07)


E' arrivata sul desktop del mio computer la sceneggiatura di Guido, per il cortometraggio di Mirko, che andremo ad interpretare io e Claudio, intitolato "Metà oscura".

Indispensabile il mistero assoluto sul contenuto, la sceneggiatura è bella da guardare e buona da leggere. Mi nascono dentro quel disordine più grande del petto, quello sguardo timorato del seminarista, quelle mani sudate della vergine.

2B valerio (or not) 2B

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Il chiromante

di MarcoMancini (23/04/2007 - 16:33)

Oggi mi ha richiamato Gian Luca, confermandomi il suo impegno per portare in scena la versione teatrale di "E guardo il mondo da un oblò". Ha già parlato con Stefano che è d'accordo.
 
Le prove partiranno presto, alla regia dovrebbe pensare il Tocci...Veramente non vedo l'ora di calcare le assi di una scena...
 
Tanto per cedere un altro pò alla vanità, vi mando questi due scatti tratti dal film...
 
varco valerio
 

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Il senso della frase

di MarcoMancini (21/04/2007 - 08:33)

Che cosa hanno in comune Pinketts e Pazienza? Intanto non ho mai conosciuto di persona nessuno dei due, ma si chiamano Andrea tutt'e due e mi fanno veramente taiare da ride.

Prima di partire per Giulianova (TE), a stazione Tiburtina, il giorno di Pasquetta scorso, mi è capitato di dover ingaggiare battaglia contro il malcostume dei ritardi. Minacciate due o tre persone di denunce, querele ed esposti, mi ritrovo nella libreria della stazione per un pò di shopping antistress.

Le librerie sono piene di loschi. Massimo dieci euro da spendere, dopo aver scaffalato ed inorridito alla vista di libri di vespa e di fede, mi rifugio nella economica feltrinelli.

Quest'estate, prima di partire per l'ultima spiaggia di Gaeta, in compere da ombrellone, mi ero già imbattuto in questo straordinario Pinketts. Diciamo che se un libro non ha un bel nome non lo compro, quando leggo: "L'ultimo dei neuroni". Con l'ultimo neurone rimasto non posso fare a meno di comprarlo...e furono risa.

Perciò, incoraggiato dal passato, dalla presentazione della Pivano: "Caro Pinketts, mio caro giovane pazzo amico, quanto sei bravo. Sei così bravo che mi metti soggezione. Hemingway diceva:"Si impara a scrivere scrivendo". E poi, si impara a scrivere vivendo - come fai tu. Non smettere mai, né di scrivere, né soprattutto di "vivere". Dio ti protegga.".

E dall'incipit: "Non so sciare, non so giocare a tennis, ma ho il senso della frase. Il senso della frase è Privilegio poiché, se lo possiedi, permette a una bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perché non si lava con gli eufemismi, quella brutta perché non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un pò puttanesco eppure di classe di una bella menzogna."

Spendo le 8,50 meritatissime, per: Andrea G. Pinketts, "Il senso della frase".

Non Sono Io Sono Gli Altri Valerio

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Un mercoledรฌ da interisti

di MarcoMancini (19/04/2007 - 15:28)

CUORE GIALLO-ROSSO

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Mano Izquierda

di MarcoMancini (19/04/2007 - 13:43)

Ecco a voi il ns. Aiman mentre prende la mira dalla sua Viki. Adesso è al lavoro per musicare il suo nuovo film, l'attesissimo "Mano Izquierda".
 
 
Ancora Aiman che sistema gli ammennicoli a Claudio, il protagonista.
 
 
Ancora una fot dal set ed il commento del regista, Aiman Sadek:
 
Cosa dire di Mano Izquierda? E' un corto (quasi un medio) della durata
di 24 min derivato da una mia idea che Guido ha rielaborato
trasformandola nella sceneggiatura che tutti conosciamo..........Regia
: Aiman Sadek, Montaggio: Mirko Virgili, Fotografia: Samuel Masi con
Andrea De Rosa, Daphne Botti, Daniela Barletta, Claudio Caminito, Marco
Valerio Mancini, Selene De Rosa, Giampietro Guerrieri, Francesco
sabino, Sara Carallo, Stella Gambacorta, Maria Teresa Teodorani, Ilaria
Antoniani, Eros Barbieri, Michela Grigoli, Tommaso Chiodo, Lara Vassia,
Virginia Conti, Valeria Alessandri, Natalia Zofia Musf, Maria
continisio, Simone Valeri Francesca Chiodo, Pino D'Aldoia (attori con ordine
casuale).............Trama: E' la storia di Marco un giovane spaesato,
che nn riesce più a rapportarsi normalmente con il gentil sesso a
segutio di una serie di tradimenti (nn solo amorosi). Da lì si
rinchiuderà  in se stesso dando sfogo a tutta la sua fantasia.Un vortice
introspettivo, che lo tirerà  sempre più in basso allontanandolo dal
mondo reale........
CIAO BELLI!!!...
Marco Derecha

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L'olocausto delle api

di MarcoMancini (17/04/2007 - 23:44)

La notizia più sconvolgente che abbia letto... Non l'11 settembre, quello l'abbiamo inventato in Italia molti anni fa, si chiamava strategia della tensione. Non un ex-nazista papa, wojtila si affacciava con pinochet. Non la stragetta del cinesino in america, che cazzo vuoi con tutti quei ferri in giro.

GENTE, E' IN ATTO L'ESTINZIONE DELLE API!!!!

DICO, AVETE PRESENTE, LE API...

Dice che dipende dalle onde elettromagnetiche dei cellulari, non ritrovano la strada degli alveari e muoiono.

STANNO MORENDO LE API.

Marco tristezza

Tag: API

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A bere del Bushmill's al Roxy Bar

di MarcoMancini (14/04/2007 - 14:00)

Trasferta felice, ieri, una gita, un viaggio...

Partiti da Cinecittà con una bellissima Audi, io, Stefano e Ivano siamo tre romani diretti a Bologna Durante il viaggio, cantiamo Califano e Fiorini,  e ci taiamo da ride per più di tre ore. Parliamo di tante cose, di chi siamo e di dove stiamo andando, di chi sono i nostri genitori e di chi eravamo da pischelli...

Insomma, arriviamo a Bologna e mi vado a fare un giro per il centro, mi compro da fumare, mi faccio un aperitivo, e mi ciocco, cioccato, le diverse bellezze di questa bellissima città, in un clima estivo da giochi della gioventù.

Vai che rivai, ti capito davanti un luogo, per me, da almeno una ventina d'anni, leggendario: Il Roxy Bar...la tentazione è irresistibile, entro, come Vasco ordino un whisky (vado quasi imbriaco) e mi sento una star.

A cena si parla di Cinema, del Maradona di Risi, di Nero bifamiliare, de Il peso dell'aria (film che Stefano sta iniziando a preparare) e Massimo ci racconta le storie che ha vissuto sui set della sua lunga carriera. Non facciamo in tempo a inghiottire tutto il cibo che già dobbiamo scappare per la prima bolognese de Il lupo.

Andatelo a vedere. Massimo Bonetti è bravissimo e il film è davvero intenso. Sinceramente, penso e ripenso alle polemiche alzate da questa pellicola e non le capisco. Questo, secondo me, è un film che rimarrà. E prima o poi, quando chi lo ha criticato ferocemente, lo avrà visto, si ricrederà.

Fingo di avere un appuntamento per fare un' uscita anni '20, saluto gli amici, e vado a prendere l'spresso delle 00.44.

randagio ma valerio

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Il LUPO BRACCATO A BOLOGNA

di MarcoMancini (12/04/2007 - 23:24)

Domani sera, venerdì 13, a Bologna al Cinema Nosadella 2, alle 22.30 sarà presente il cast dell'ultimo film di Stefano Calvagna.

Ho cercato di scroccare un'automobile per raggiungere la dotta, ma non c'è stato niente da fare. Inter City forever, domani vado in gita cinematografica.

Raggiungerò Stefano e Massimo per farci una pizza insieme prima del film.

Non vedo l'ora di rivedermi il film. I film di Stefano, rivisti, acquistano valore.

Se state in zona fatevi vivi...

Licantropus Valerius 

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...Taxi Drivers...

di MarcoMancini (11/04/2007 - 22:36)

Chissà quante volte vi hanno truffato in taxi...sul tassametro ci sono solo 2 numeri: una singola cifra (un 1 o un 2) e gli euros che state spendendo. La cifra singola stà, 1 per tariffa urbana, 2 tariffa extra-urbana. Controllate sempre...

Archiviata pratica con tassista disonesto, scendiamo nel bel mezzo di s.lorenzo, oberati di valige come ciuchi, io e bikergirl, orgogliosetti di ribellione.

marco autobus forever

Tag: taxi

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300 e The Illusionist

di MarcoMancini (08/04/2007 - 10:37)

Ieri mi sono andato a fare una bella doppietta al Metropolitan. Bella, perché me li sono visti in v.o., perché il Metropolitan è comodissimo, e poi perché 300 è proprio strafico. Avevo qualche dubbio prima della recenzione di M.T., ma sapevo di dover andare.

Scena preferita: spartani sotto gli scudi, sotto un diluvio di frecce, che si taiano da ride.

Diciamo che quando sentirò parlare di Termopili, saprò finalmente a che pensare.

Secondo film: The illusionist. Proprio bruttino. Lento. Macchinoso. Farraginoso. Norton privo di mordente. Carina la pischella (molto meglio l'oracolo di 300), quello si, ma non basta a coprire i 7 euros del biglietto.

Se proprio ve lo volete andare a vedere, andate a vedere 'The Prestige', film sempre sull'illusionismo, che a differenza di questa rottura di balle, ti tiene incollato alla poltrona.

 

Vado a pranzo con Mammà e poi in montagna...Buona Pasqua Belli!!!

MarcoValerio

 

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Like a rolling stone...

di MarcoMancini (07/04/2007 - 12:49)

Oooo!....ieri sono andato a inciuccarmi al Pigneto. Il mitologico Fabio mi è venuto a prendere a casa con Nina, la sua cagnetta champagne. Entro nel bar sottocasa e c'è il carabiniere di quartiere. Non che abbia niente da nascondere, ma per fare il vago di sicurezza, ordino e bevo un caffè che non mi va. Giornata genitori, che mi hanno risollevato l'animo e le finanze (ho scoperto che le due cose sono strettamente connesse), di mangiate gaiarde (ristorante pranzo e cena), di  birre e gin tonic e vino.

Ninetta è un potentessimo catalizzatore di pischelle, il Pigneto multietnico e isolato pedonale è un enorme piazza, iniziamo con un fischio, un peroncione e una moretti grande. Verso le sei apre il locale di fronte alla nostra panchina. Parliamo delle nostre cose sempre più apertamente, delle cose belle e delle cose storte.

Il primo gin-tonic me lo butta per terra un pargoletto in un girello. L'amica della mamma è molto carina, vorrei dirgli, ma mi limito a pensarlo e a sorridere sul gin-tonic versato, come di fronte ad un piccolo dono. Il bimbetto dice solo la parola: "ao", è romano. Ci stecchiamo il g-t di Fabiolone e sorridiamo babbei.

Dopo il secondo g-t, il modo di esprimersi del mondo, si manifesta più intensamente colorato. Ed anche noi siamo più sguaiati, iniziamo a perdonare tutti coloro ci abbiano ferito e ci sentiamo più grandi. Diciamo le parole dei pensieri e vuotiamo il sacco ognuno a se stesso.

Terzo g-t, si sono fatte l'ora di cena. Andiamo dalla Sora Rosa. Mangiamo ingordi a sazieta, bagnamo con litro di bianco, dolce, caffè e amaro. Fuori dalla porta del bagno c'è una gnoccona che andava menzionata, che quando esco mi mette in soggezione.

Tornati al Pigneto, piene le pance, il freddo non è più un problema. Come al solito mi sbagliano il drink. Mi capita sempre. Chiedo un gin-tonic, mi fanno un vodka lemon. Morale della frustula ci facciamo un paio di mojito. Nella confusione della serata, mi ricordo solo i drink. Non ho litigato con nessuno, non ho fatto grosse grezze. Mi pare.

Amichevoli e reciproci riconoscimenti di stima, sguardi mutuati dalle risate precedenti, io, il mitologico, e ninetta, rotolata via la sera, ci congediamo.

Quando ce vò, ce vò.

MarcoValerioChinawski

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SCINDIMI L'ATOMO

di MarcoMancini (06/04/2007 - 16:47)

MarcoValerio

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Mosche bianche...

di MarcoMancini (06/04/2007 - 13:39)

Lavoro per una trasmissione sportiva da due anni. Mio fratello faceva il carabiniere a Napoli e si occupava proprio del servizio d’ordine. Quando sono successi i fatti di Catania non sono tornata a casa per due giorni. Ho visto e rivisto quelle immagini fino alla nausea. Non ero d’accordo nell’andare in onda e l’ho detto. Mi sembrava un modo per promuovere la violenza, più che lo sport. E se penso al gran parlare  del decreto  legge di questi giorni mi viene da ridere.

Pensiamo tutti  a commemorare Raciti in modo degno, ad organizzare collette per la sua famiglia e nessuna pensa che lui era lì per quello, che il rischio faceva parte del suo mestiere e che quando è cominciata la rissa lui aveva già messo in conto di morire. Pensiamo a rendere più sicuri gli stadi e ad installare tornelli e sistemi d’allarme per il controllo delle armi, senza pensare che non serve a niente perchè c’è gente che si uccide a mani nude.Quando non è allo stadio è fuori dai locali. Quelle che erano innocue forme di svago si sono trasformate in “ring delle nostre frustrazioni”.

Una mia amica è stata pugnalata in pancia da un ragazzino imbecille che voleva i 5 Euro nel suo portafogli. Non aveva fatto neanche resistenza ma lui l’ha pugnalata lo stesso,perché c’erano i suoi amici lì a guardarlo. Un signore che passava lì vicino l’ha vista in difficoltà e mentre con un mano digitava il 112, con l’altra le teneva premuta la ferita. Quel signore, a detta stessa del dottore che l’ha curata, le ha salvato la vita. Per fortuna, in un mondo dove la violenza è diventata una forma di svago, esistono ancora le mosche bianche.

 M.T.

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Calcio ed altre cose importanti...

di MarcoMancini (06/04/2007 - 08:57)

Ogni volta che vedo le guardie all'assalto, mi vengono in mente una rosa di sensazioni. Un nome subito: Pasolini e la sua famosa uscita sui celerini-proletari. Poi Genova. Poi Garage Olimpo. Poi, tutte le volte che le guardie mi hanno assicurato incolumità, sicurezza, protezione.

Poi mi vengono in mente le volte che sono andato in trasferta, al seguito della A.S.Roma, e da pischello col Banco Roma Basket. Poi, senza ordine, mio cugino carabiniere.

Mi viene in mente lo spietato criminale di guerra Xxxxx, capo dello squadrone della morte che ha imperversato nella ex-jugoslavia, provenienti, banda e capo, dai gruppi di spettatori della squadra di calcio Stella Rossa Belgrado.

Mi viene in mente che il calcio, non può essere considerato solo un gioco. Lo era quando ci sbucciavamo le ginocchia da bambini. Con occhi da adulto, è il fenomeno sociale che desta la mia attenzione. Il rapporto micro/macro tra stadio e società. Il ruolo socialmente catartico, di sfogo delle frustrazioni e delle aggressività, preziosissimo ai fini del vivere insieme, che lo stadio assolve.

E' la sua funzione di termometro dell'aggrerssività, nel caso degli scontri con gli amici uligani, che richiama il mio riflettere.

I pasoliniani proletari-celerini sembrano in difficoltà. Si over-difendono. Mi chiedo quale sia la natura del loro malessere.

In una nazione, che non ama gli arbitri, che non ama i giudici, che non ama gli amministratori, che non ama la democrazia. Dove potentati, oligopoli, monopoli, stravolgono i mercati. Dove in quattro o cinque anni, il costo della vita è raddoppiato, quando non è triplicato. Dove la cocaina ha invaso con una prepotenza bestiale le strade e le piazze di tutte le nostre città e di tutti i nostri più piccoli paesi. Dove chiedere all'ex-donna di un amico di andare a scopare non è più uno scandalo. Dove il tradimento è un' allegra avventura.

Questo mi chiedo.

mattiniero valerio

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BRING ON THE NIGHT

di MarcoMancini (05/04/2007 - 17:09)

 The afternoon has gently passed me by

The evening spreads it's sail against the sky

waiting for tomorrow,  just another day

God bid yesterday

good bye

Bring on the night

I couldn't spend another hour of day-light

----THE POLICE----

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Gabriella

di MarcoMancini (04/04/2007 - 14:07)

..................................................................................
 
Amore... amore... amore... amore mio,
in braccio a te me scordo ogni dolore,
vojo restà' co' te sinnò me moro
vojo restà' co' te sinnò me moro
vojo restà' co' te sinnò me moro!...
 
Nun piagne amore, nun piagne, amore mio,
nun piagne statte zitto su 'sto core,
ma si te fa soffrì', dimmelo pure
quello che m'hai da dì', dimmelo pure
quello che m'hai da dì, dimmelo pure.
 
...................................................................................................
 
A proposito di miti, ecco una leggenda romana: Gabriella Ferri.
 
La canzone quì sopra è: Sinnò me moro, canzone popolare del '59, immortalata dalla voce roca e potente della nostra Gabriella...io me la ricordo...
 
Il post nasce dal commento di ladaina che mi ha mandato su www.radiocinema.it ... C'era la Ferri che cantava Remedios dalla colonna sonora di Saturno contro....GRAZIE PER LA DRITTA!...
MarcoValerioRomano

Tag: gabriellaferri

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Una valigia per l'oltre

di MarcoMancini (03/04/2007 - 15:19)

Anche se non legge il blog vorrei dedicare il prossimo post al nostro caro Ale. Un grande artista e un grande uomo. Una persona umile che non solo è rimasta tale ma che è riuscita ad essere d’esempio per molto persone. Grande Ale! Siamo tutti con te.

 

 

MITI

 

Ho conosciuto Gianfranco De Laurentis il mio primo giorno di lavoro in rai. Chi è appassionato di sport saprà che nell’ambito del giornalismo sportivo lui è stato e rimane il numero uno.
Ed è stato proprio un “mito”del giornalismo a ricordarmi l’esistenza di un altro mito:
“Diego Armando Maradona”. Quel giorno avevo organizzato un’intervista con Gianfranco. Lo ascoltavo parlare distrattamente, impegnata com’ero ad assicurarmi che tutto andasse per il meglio, ma d’un tratto le sue parole mi colpirono: alla domanda su quale sia stato il più grande calciatore di tutti i tempi lui risponde senza esitare Diego Armando Maradona!
Quelle parole, pronunciate un paio di anni fa, mi hanno riportato con la mente al mio viaggio a Buenos Aires. Avevo 21 anni e ovunque andassi trovavo qualcuno che mi parlava di lui, uomo donna, bambina, anziano che fosse.
Poi, qualche giorno fa, la notizia del suo ricovero in ospedale, in coincidenza con l’uscita del film su di lui. L’intervista a Marco Risi e all’attore che l’interpreta. E di nuovo la mia mente viaggia…Viaggio a quand’ero poco più di una bambina e sentivo intonare i cori su di lui. Peccato non ricordare di più(tranne la sconfitta che c’inflisse a Italia ’90 che devo ancora digerire).
Nel pomeriggio di sabato vado sul blog ed eccolo lì: il post di Marco su “ La Mano de Dios”.
Se per caso mi fosse rimasto qualche dubbio se andare  o no a vedere questo film, l’intervento di Risi al “cinematografo” di Marzullo scaccia via ogni incertezza. Prima però mi rimane ancora una cosa da fare: un “tuffo” nel nostro archivio per saperne di più, del resto qualche  vantaggio a lavorare per una redazione sportiva ci sarà!
Passo il pomeriggio a guardare immagini sul mito e a chiedermi come mai la sua fama abbia subito dei cambiamento così repentini. La sera davanti allo specchio, mentre mi strucco, non posso fare a meno di domandarmi: passiamo la vita cercare di non dare per scontato niente. Aspetto fisico, cose, persone, rapporti umani e professionali. Curiamo ogni dettaglio delle nostre vite, cercando di non trascurare nulla. E allora, perché non  curiamo anche i nostri miti?.
Quante volte ci capita di sentir dire : << guarda, era il mio idolo ma ultimamente mi ha proprio deluso…>>. Non ci fermiamo mai a pensare che forse siamo noi ad averli dati per scontati.
Non dico che bisogna arrivare ai livelli di De Niro in “The Fan” ma diciamocelo:Nessuno si vuole sentire  così nella vita. Quindi, se avete un mito, una leggenda che vi ha accompagnati fin da ragazzini o che avete scoperto da adulti, non fatelo morire, non lasciate che si affievolisca, anche lui ha fatto parte della vostra vita, anche se non ha mai diviso casa con voi.
M.T.

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CLAUSTROFOBIA?!?

di MarcoMancini (03/04/2007 - 13:41)

Leggo sul Messaggero di Moana Pozzi. Ripenso al suo personaggio straordinariamente drammatico, ed ho un pò di nostalgia...
 
Sempre dal Messaggero una notizia per la quale sono scoppiato a ridere clamorosamente dentro al bar, faceva più o meno così: Detenuto eccellente richiede perizia clinica per CLAUSTROFOBIA.
CLAUSTROFOBIA????????????
nostalgo-sconvolto valerio

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Marco V

di MarcoMancini (02/04/2007 - 16:45)

 

...diranno che sei vecchio...con tutta quella forza che c'è in te...

Essere vecchi a trentacinque anni, essere giovani(li) a settanta. C'è qualcosa che non mi è chiaro. La società non si è spiegata bene.

Max 35 anni. Controllate su tutti i giornali, chiedete ai cittadini di serie A. Essi tutti lo sanno.

Oooops....mi è scappato Flik!!!

Marco neorealista V

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