TANTI AUGURI RAGAZZINA
GRAZIE DI ESISTERE BIKERGIRL!!!
dal tuo folle e appassionato ammiratore
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--Le vite degli altri--

Coppia oggi aperta...Domani spalancata
Ore 17:45: mollo l’auricolare che mi collega con i campi di b e salgo su in redazione. Un rapido sguardo alla scrivania di Alessio, ok ha le cassette di tutte le partite,un ancora più rapido: <<Io vado>>, lanciato al capo e sono fuori di qui. Ecco cos’ha di buono essere assistente al secondo anno di un programma tv: ti puoi mettere d’accordo con le tue colleghe per gli orari, senza esagerare ma comunque con più vantaggi rispetto al primo e al terzo anno.
E’ sabato ma il traffico non è molto, sono tutti fuori per il ponte e poi me la posso prendere con calma, lo spettacolo comincia fra un po’.
Ieri sera sono andata a vedere “coppia oggi aperta…Domani spalancata”, l’adattamento che mio fratello ha fatto dall’originale di Dario Fo e Franca Rame. In realtà avevo già visto lo spettacolo 3 volte (1 x ogni replica che è stata fatta) e non avevo intenzione di andarci la 4° , ma poi è successo qualcosa che mi ha fatto cambiare idea.
Il giorno dopo la prima avevo chiamato mio fratello x sapere com’era andata. Lui invece, mi aveva raccontata della conferenza stampa di presentazione. Pare che il nipote di un noto critico cinematografico si fosse alzato nel bel mezzo della presentazione e avesse chiesto a mio fratello se era in regola con
Niente da fare, il tipo non mollava. A quel punto, il produttore dello spettacolo, nonché protagonista maschile dello spettacolo, era intervenuto dicendo: <<Senta, perché non ci viene a vedere prima di giudicare? Intanto si beva un bicchiere di vino alla nostra salute.>>. Non l’avesse mai fatto! Il tipetto era andato su tutte le furie, accusando mio fratello e la compagnia di corruzione e plagio e con un: << Riferirò tutto alla Signora Rame>>, era uscito dalla sala, tra le risate e lo stupore generali.
Mio fratello però si è fatto furbo e il giorno dopo ha deciso di contattare lui stesso Franca Rame.
Si sono messi d’accordo e lui le ha inviato il testo. Tempo 1 ora (ragazzi che professionalità) lei lo ha richiamato e gli ha detto: <<guardi non sono d’accordo su molte delle variazioni fatte al mio testo ma capisco la necessità di adattarlo all’età degli attori e alla politica e religione di oggi. E poi voi siete giovani, avete coraggio e amate questo mestiere. Chiunque decida di fare questo lavoro e di misurarsi con l’arte e con cose più grandi di lui merita di essere incoraggiato>>. Che grande!
La cosa però non si è fermata qui: il giorno dopo il tipo, informato della telefonata della Signora Rame , ha chiamato mio fratello per scusarsi.
Che dire? Un applauso a tutti quelli che hanno il coraggio di fare questo mestiere.
Un applauso alla Signora Rame che crede in chi ama l’arte.
Il bis sempre per lei, per l’entusiasmo con cui ha accolto la richiesta di un giovane regista.
Buona Domenica gente, vado a lavorare con un sorriso in più.
M.T.
INVITO MOSTRA ALESSANDRO PULTRONE

L’arte di Alessandro Pultrone, figura vitale ed eclettica, è una rappresentazione della realtà del mondo, colta anche nella sua vita quotidiana, comunicata attraverso visioni distorte, sospese, attonite e quasi allucinate, ma , allo stesso tempo, avvolta in una bizzarra invenzione fantastica ed una sontuosità calda e opulenta di colore: lo scenatio è incantato, quasi…magico.
L’artista usa l’arte come uno specchio che riflette, da protagonista e spettatrice, la società corrotta e malata, di cui rivitalizza le cose concrete con amara acutezza, con lucidità descrittiva…i tratti sono precisi, curati nei particolari e definiti geometricamente nello spazio.
Il riferimento all’antichità classica, la purezza delle forme e l’armonia nella composizione costituiscono il linguaggio di Alessandro Pultrone…il suo “fare concettuale e pittorico” è speculare alla tradizione e alla modernità.
Le sue opere, frutto di varie sperimentazioni tecniche, conservano una certa componente emozionale: alcuni particolari vengono accentuati all’estremo ed intensificati espressivamente, fin quasi al grottesco, ma tradotti con un atteggiamento ludico a testimonianza della identificazione tra il “suo fare e il suo essere”, della sua volontà di legare il senso dell’opera e quello del fare arte alla vita quotidiana.
L’allestimento della mostra, illustrato attraverso oli su tela e tecniche miste su carta lavorata (tasselli del suo operato: fotocopie di testi, poesie, progetti, proposte o critiche, foto di scena, contratti o biglietti del treno) è solo una parte della poliedrica attività di Alessandro Pultrone tesa a comprendere l’essenza dell’ “oggetto” nella sfera artistica, al di là delle leggi fisiche dello spazio e del tempo. L’artista, erudita della comunicazione, vuole sentirsi libero di trasmettere idee e sensazioni, angosce e speranze, tensioni ed apprensioni, gioia e dolore, appagamento e disperazione, sentimenti che caratterizzano il mosaico esistenziale che appartiene ad ognuno di noi, quell’aspetto invisibile e quel cosiddetto illogico della forma e dello spirito. Proprio come un giullare che, fedele al suo benevolo “anticonformismo storico”, racconta divertendo e divertendosi, con insuperabile ed ironica maestria, l’anima dell’umanità nella sua eterna dicotomia tra il grigiore della forma e il chiarore della persona.
La mostra mira ad essere il preludio della inesauribile esigenza di esprimersi dell’artista, di confrontarsi nel gesto e nella voce degli “anonimi eroi” della lotta per i diritti fondamentali dell’uomo, attraverso la visualità materializzata di modelli dell’immaginario del protagonismo sociale, scandito in ruoli e gerarchie, in contrapposizione con le masse diseredate.
Aprirsi in aprile
Escoriato su uno stinco, mi sveglio in una meraviGLIOSA giornata di aprile. Serata turbolenta, sbandato con la bici ho sfrecciato, mangiato con forza ho ingollato uova sode, bevuto vino al Pigneto (pinolo) in ottima compagnia di Marvin Marvellous Fabio, Luciano Luchetta Onder e Ninetta regazzina Fabulosa.
Oggi mi vado ad aprire di cinema con Fabione...doppietta in programma al Tibur di s.lollo. Primo film: Le vite degli altri. Secondo film: Mio fratello è figlio unico.
Varano Valerio
META' OSCURA

E' arrivata sul desktop del mio computer la sceneggiatura di Guido, per il cortometraggio di Mirko, che andremo ad interpretare io e Claudio, intitolato "Metà oscura".
Indispensabile il mistero assoluto sul contenuto, la sceneggiatura è bella da guardare e buona da leggere. Mi nascono dentro quel disordine più grande del petto, quello sguardo timorato del seminarista, quelle mani sudate della vergine.
2B valerio (or not) 2B
Il chiromante


Il senso della frase

Che cosa hanno in comune Pinketts e Pazienza? Intanto non ho mai conosciuto di persona nessuno dei due, ma si chiamano Andrea tutt'e due e mi fanno veramente taiare da ride.
Prima di partire per Giulianova (TE), a stazione Tiburtina, il giorno di Pasquetta scorso, mi è capitato di dover ingaggiare battaglia contro il malcostume dei ritardi. Minacciate due o tre persone di denunce, querele ed esposti, mi ritrovo nella libreria della stazione per un pò di shopping antistress.
Le librerie sono piene di loschi. Massimo dieci euro da spendere, dopo aver scaffalato ed inorridito alla vista di libri di vespa e di fede, mi rifugio nella economica feltrinelli.
Quest'estate, prima di partire per l'ultima spiaggia di Gaeta, in compere da ombrellone, mi ero già imbattuto in questo straordinario Pinketts. Diciamo che se un libro non ha un bel nome non lo compro, quando leggo: "L'ultimo dei neuroni". Con l'ultimo neurone rimasto non posso fare a meno di comprarlo...e furono risa.
Perciò, incoraggiato dal passato, dalla presentazione della Pivano: "Caro Pinketts, mio caro giovane pazzo amico, quanto sei bravo. Sei così bravo che mi metti soggezione. Hemingway diceva:"Si impara a scrivere scrivendo". E poi, si impara a scrivere vivendo - come fai tu. Non smettere mai, né di scrivere, né soprattutto di "vivere". Dio ti protegga.".
E dall'incipit: "Non so sciare, non so giocare a tennis, ma ho il senso della frase. Il senso della frase è Privilegio poiché, se lo possiedi, permette a una bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perché non si lava con gli eufemismi, quella brutta perché non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un pò puttanesco eppure di classe di una bella menzogna."
Spendo le 8,50 meritatissime, per: Andrea G. Pinketts, "Il senso della frase".
Non Sono Io Sono Gli Altri Valerio
Mano Izquierda



di 24 min derivato da una mia idea che Guido ha rielaborato
trasformandola nella sceneggiatura che tutti conosciamo..........Regia
: Aiman Sadek, Montaggio: Mirko Virgili, Fotografia: Samuel Masi con
Andrea De Rosa, Daphne Botti, Daniela Barletta, Claudio Caminito, Marco
Valerio Mancini, Selene De Rosa, Giampietro Guerrieri, Francesco
sabino, Sara Carallo, Stella Gambacorta, Maria Teresa Teodorani, Ilaria
Antoniani, Eros Barbieri, Michela Grigoli, Tommaso Chiodo, Lara Vassia,
Virginia Conti, Valeria Alessandri, Natalia Zofia Musf, Maria
continisio, Simone Valeri Francesca Chiodo, Pino D'Aldoia (attori con ordine
casuale).............Trama: E' la storia di Marco un giovane spaesato,
che nn riesce più a rapportarsi normalmente con il gentil sesso a
segutio di una serie di tradimenti (nn solo amorosi). Da lì si
rinchiuderà in se stesso dando sfogo a tutta la sua fantasia.Un vortice
introspettivo, che lo tirerà sempre più in basso allontanandolo dal
mondo reale........
L'olocausto delle api

La notizia più sconvolgente che abbia letto... Non l'11 settembre, quello l'abbiamo inventato in Italia molti anni fa, si chiamava strategia della tensione. Non un ex-nazista papa, wojtila si affacciava con pinochet. Non la stragetta del cinesino in america, che cazzo vuoi con tutti quei ferri in giro.
GENTE, E' IN ATTO L'ESTINZIONE DELLE API!!!!
DICO, AVETE PRESENTE, LE API...
Dice che dipende dalle onde elettromagnetiche dei cellulari, non ritrovano la strada degli alveari e muoiono.
STANNO MORENDO LE API.
Marco tristezza
A bere del Bushmill's al Roxy Bar

Trasferta felice, ieri, una gita, un viaggio...
Partiti da Cinecittà con una bellissima Audi, io, Stefano e Ivano siamo tre romani diretti a Bologna Durante il viaggio, cantiamo Califano e Fiorini, e ci taiamo da ride per più di tre ore. Parliamo di tante cose, di chi siamo e di dove stiamo andando, di chi sono i nostri genitori e di chi eravamo da pischelli...
Insomma, arriviamo a Bologna e mi vado a fare un giro per il centro, mi compro da fumare, mi faccio un aperitivo, e mi ciocco, cioccato, le diverse bellezze di questa bellissima città, in un clima estivo da giochi della gioventù.
Vai che rivai, ti capito davanti un luogo, per me, da almeno una ventina d'anni, leggendario: Il Roxy Bar...la tentazione è irresistibile, entro, come Vasco ordino un whisky (vado quasi imbriaco) e mi sento una star.
A cena si parla di Cinema, del Maradona di Risi, di Nero bifamiliare, de Il peso dell'aria (film che Stefano sta iniziando a preparare) e Massimo ci racconta le storie che ha vissuto sui set della sua lunga carriera. Non facciamo in tempo a inghiottire tutto il cibo che già dobbiamo scappare per la prima bolognese de Il lupo.
Andatelo a vedere. Massimo Bonetti è bravissimo e il film è davvero intenso. Sinceramente, penso e ripenso alle polemiche alzate da questa pellicola e non le capisco. Questo, secondo me, è un film che rimarrà. E prima o poi, quando chi lo ha criticato ferocemente, lo avrà visto, si ricrederà.
Fingo di avere un appuntamento per fare un' uscita anni '20, saluto gli amici, e vado a prendere l'spresso delle 00.44.
randagio ma valerio
Il LUPO BRACCATO A BOLOGNA

Domani sera, venerdì 13, a Bologna al Cinema Nosadella 2, alle 22.30 sarà presente il cast dell'ultimo film di Stefano Calvagna.
Ho cercato di scroccare un'automobile per raggiungere la dotta, ma non c'è stato niente da fare. Inter City forever, domani vado in gita cinematografica.
Raggiungerò Stefano e Massimo per farci una pizza insieme prima del film.
Non vedo l'ora di rivedermi il film. I film di Stefano, rivisti, acquistano valore.
Se state in zona fatevi vivi...
Licantropus Valerius
...Taxi Drivers...

Chissà quante volte vi hanno truffato in taxi...sul tassametro ci sono solo 2 numeri: una singola cifra (un 1 o un 2) e gli euros che state spendendo. La cifra singola stà, 1 per tariffa urbana, 2 tariffa extra-urbana. Controllate sempre...
Archiviata pratica con tassista disonesto, scendiamo nel bel mezzo di s.lorenzo, oberati di valige come ciuchi, io e bikergirl, orgogliosetti di ribellione.
marco autobus forever
300 e The Illusionist

Ieri mi sono andato a fare una bella doppietta al Metropolitan. Bella, perché me li sono visti in v.o., perché il Metropolitan è comodissimo, e poi perché 300 è proprio strafico. Avevo qualche dubbio prima della recenzione di M.T., ma sapevo di dover andare.
Scena preferita: spartani sotto gli scudi, sotto un diluvio di frecce, che si taiano da ride.
Diciamo che quando sentirò parlare di Termopili, saprò finalmente a che pensare.

Secondo film: The illusionist. Proprio bruttino. Lento. Macchinoso. Farraginoso. Norton privo di mordente. Carina la pischella (molto meglio l'oracolo di 300), quello si, ma non basta a coprire i 7 euros del biglietto.
Se proprio ve lo volete andare a vedere, andate a vedere 'The Prestige', film sempre sull'illusionismo, che a differenza di questa rottura di balle, ti tiene incollato alla poltrona.
Vado a pranzo con Mammà e poi in montagna...Buona Pasqua Belli!!!
MarcoValerio
Like a rolling stone...

Oooo!....ieri sono andato a inciuccarmi al Pigneto. Il mitologico Fabio mi è venuto a prendere a casa con Nina, la sua cagnetta champagne. Entro nel bar sottocasa e c'è il carabiniere di quartiere. Non che abbia niente da nascondere, ma per fare il vago di sicurezza, ordino e bevo un caffè che non mi va. Giornata genitori, che mi hanno risollevato l'animo e le finanze (ho scoperto che le due cose sono strettamente connesse), di mangiate gaiarde (ristorante pranzo e cena), di birre e gin tonic e vino.
Ninetta è un potentessimo catalizzatore di pischelle, il Pigneto multietnico e isolato pedonale è un enorme piazza, iniziamo con un fischio, un peroncione e una moretti grande. Verso le sei apre il locale di fronte alla nostra panchina. Parliamo delle nostre cose sempre più apertamente, delle cose belle e delle cose storte.
Il primo gin-tonic me lo butta per terra un pargoletto in un girello. L'amica della mamma è molto carina, vorrei dirgli, ma mi limito a pensarlo e a sorridere sul gin-tonic versato, come di fronte ad un piccolo dono. Il bimbetto dice solo la parola: "ao", è romano. Ci stecchiamo il g-t di Fabiolone e sorridiamo babbei.
Dopo il secondo g-t, il modo di esprimersi del mondo, si manifesta più intensamente colorato. Ed anche noi siamo più sguaiati, iniziamo a perdonare tutti coloro ci abbiano ferito e ci sentiamo più grandi. Diciamo le parole dei pensieri e vuotiamo il sacco ognuno a se stesso.
Terzo g-t, si sono fatte l'ora di cena. Andiamo dalla Sora Rosa. Mangiamo ingordi a sazieta, bagnamo con litro di bianco, dolce, caffè e amaro. Fuori dalla porta del bagno c'è una gnoccona che andava menzionata, che quando esco mi mette in soggezione.
Tornati al Pigneto, piene le pance, il freddo non è più un problema. Come al solito mi sbagliano il drink. Mi capita sempre. Chiedo un gin-tonic, mi fanno un vodka lemon. Morale della frustula ci facciamo un paio di mojito. Nella confusione della serata, mi ricordo solo i drink. Non ho litigato con nessuno, non ho fatto grosse grezze. Mi pare.
Amichevoli e reciproci riconoscimenti di stima, sguardi mutuati dalle risate precedenti, io, il mitologico, e ninetta, rotolata via la sera, ci congediamo.
Quando ce vò, ce vò.
MarcoValerioChinawski
Mosche bianche...
Lavoro per una trasmissione sportiva da due anni. Mio fratello faceva il carabiniere a Napoli e si occupava proprio del servizio d’ordine. Quando sono successi i fatti di Catania non sono tornata a casa per due giorni. Ho visto e rivisto quelle immagini fino alla nausea. Non ero d’accordo nell’andare in onda e l’ho detto. Mi sembrava un modo per promuovere la violenza, più che lo sport. E se penso al gran parlare del decreto legge di questi giorni mi viene da ridere.
Pensiamo tutti a commemorare Raciti in modo degno, ad organizzare collette per la sua famiglia e nessuna pensa che lui era lì per quello, che il rischio faceva parte del suo mestiere e che quando è cominciata la rissa lui aveva già messo in conto di morire. Pensiamo a rendere più sicuri gli stadi e ad installare tornelli e sistemi d’allarme per il controllo delle armi, senza pensare che non serve a niente perchè c’è gente che si uccide a mani nude.Quando non è allo stadio è fuori dai locali. Quelle che erano innocue forme di svago si sono trasformate in “ring delle nostre frustrazioni”.
Una mia amica è stata pugnalata in pancia da un ragazzino imbecille che voleva i 5 Euro nel suo portafogli. Non aveva fatto neanche resistenza ma lui l’ha pugnalata lo stesso,perché c’erano i suoi amici lì a guardarlo. Un signore che passava lì vicino l’ha vista in difficoltà e mentre con un mano digitava il 112, con l’altra le teneva premuta la ferita. Quel signore, a detta stessa del dottore che l’ha curata, le ha salvato la vita. Per fortuna, in un mondo dove la violenza è diventata una forma di svago, esistono ancora le mosche bianche.
M.T.
Calcio ed altre cose importanti...
Ogni volta che vedo le guardie all'assalto, mi vengono in mente una rosa di sensazioni. Un nome subito: Pasolini e la sua famosa uscita sui celerini-proletari. Poi Genova. Poi Garage Olimpo. Poi, tutte le volte che le guardie mi hanno assicurato incolumità, sicurezza, protezione.
Poi mi vengono in mente le volte che sono andato in trasferta, al seguito della A.S.Roma, e da pischello col Banco Roma Basket. Poi, senza ordine, mio cugino carabiniere.
Mi viene in mente lo spietato criminale di guerra Xxxxx, capo dello squadrone della morte che ha imperversato nella ex-jugoslavia, provenienti, banda e capo, dai gruppi di spettatori della squadra di calcio Stella Rossa Belgrado.
Mi viene in mente che il calcio, non può essere considerato solo un gioco. Lo era quando ci sbucciavamo le ginocchia da bambini. Con occhi da adulto, è il fenomeno sociale che desta la mia attenzione. Il rapporto micro/macro tra stadio e società. Il ruolo socialmente catartico, di sfogo delle frustrazioni e delle aggressività, preziosissimo ai fini del vivere insieme, che lo stadio assolve.
E' la sua funzione di termometro dell'aggrerssività, nel caso degli scontri con gli amici uligani, che richiama il mio riflettere.
I pasoliniani proletari-celerini sembrano in difficoltà. Si over-difendono. Mi chiedo quale sia la natura del loro malessere.
In una nazione, che non ama gli arbitri, che non ama i giudici, che non ama gli amministratori, che non ama la democrazia. Dove potentati, oligopoli, monopoli, stravolgono i mercati. Dove in quattro o cinque anni, il costo della vita è raddoppiato, quando non è triplicato. Dove la cocaina ha invaso con una prepotenza bestiale le strade e le piazze di tutte le nostre città e di tutti i nostri più piccoli paesi. Dove chiedere all'ex-donna di un amico di andare a scopare non è più uno scandalo. Dove il tradimento è un' allegra avventura.
Questo mi chiedo.
mattiniero valerio
BRING ON THE NIGHT

The afternoon has gently passed me by
The evening spreads it's sail against the sky
waiting for tomorrow, just another day
God bid yesterday
good bye
Bring on the night
I couldn't spend another hour of day-light
----THE POLICE----
Gabriella

Una valigia per l'oltre

CLAUSTROFOBIA?!?

Marco V

...diranno che sei vecchio...con tutta quella forza che c'è in te...
Essere vecchi a trentacinque anni, essere giovani(li) a settanta. C'è qualcosa che non mi è chiaro. La società non si è spiegata bene.
Max 35 anni. Controllate su tutti i giornali, chiedete ai cittadini di serie A. Essi tutti lo sanno.
Oooops....mi è scappato Flik!!!
Marco neorealista V








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