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La prima domenica

di MarcoMancini (12/06/2007 - 11:35)

...postato da M.T.

 

Lo so, messa così suona strano ma è vero. Questa è stata la mia prima domenica di vacanza. Niente partite, niente serie A, niente collegamenti con gli altri campi. C'era stata anche domenica scorsa ma pioveva e avevo 39 e 1/2 di febbre, quindi non conta.

Il cell. suona alle 9:30. "Chi cazz'è a quest'ora?". Con una voce da oltre tomba rispondo al telefono:

<<Chiunque tu sia spero sia importante!>>.La voce dall'altro lato della cornetta non è meglio della mia.

<<Ti va di continuare a dormire al mare?>>. Riconosco la voce di una delle Alessandre (che volete farci, il 90% delle mie amiche si chiama così).

Dormire al sole! E' quello che mi ci vuole, dopo giorni di febbre il mio bianco naturale è diventato giallo cadavere.

<<Ok, ma alle 6:30 massimo devo essere a Roma. Stasera ho la cena di fine produzione. Abbiamo appuntamento a Saxa alle 7:30 per andare a Sacrofano e vorrei fare una doccia prima...>>

<<Tranquilla, io ho le prove alle 5:30, quindi...Alle 10:15 siamo da te.>>

Passo dal pigiama al costume da bagno, nutro la balena bianca (il gatto), faccio una caffettiera da 3, me la scolo tutta e quando Ale mi citofona  mi fiondo giù per le scale. Siamo io, 2 Alessandre e 1 Valerio, unico maschio, che ovviamente viene messo in mezzo per tutto il traggitto, insieme voliamo verso il mare. Oddio, "voliamo" è una parola un po' grossa, considerato il traffico.

A mezzogiorno arriviamo a S. Nicola, dove ci aspettano altre due amici di Ale. Io mi ungo di crema solare e mi spalmo al sole con l'mp3 alle orecchie. Ma "mi spalmo" letteralmente:considerato che mi agito durante il sonno, quando mi sveglio per andare a pranzo, noto che la sabbia mi si è appiccicata tutta (poi quella di S. Nicola è bella scura!), facendomi somigliare a una fettina panata. Mi tuffo in mare e quando ne riemergo gli altri sono già a pranzo. Io mi limito a una macedonia, pensando a quello che mi aspetta la sera.

E in effetti non sbaglio, visto che anche mentre scrivo, qualcosa continua a riproporsi e da ieri non tollero la vista del cibo.. Non so se sia colpa del vino rosso, del bianco, del passito, della birra ghiacciata, delle bruschette, degli antipasti, della carne alla brace, delle patate fritte, del tiramisù, dei tozzetti col vino o della mousse al cioccolato. Vabbè...La cena va benissimo, io venga messa in mezzo in quanto "mascotte" della redazione, passo la sera a fare foto, imitazioni e a farmi immortalare con i "calvi" della redazione coprendoli con la mia chioma.  Mi prendono tutti in giro al ricordo di come "smadonnavo" durante i fatti di Catania.  Poi si passa alle mie battute, sempre penose e a me viene spontaeno chiedere come mai non mi abbiano licenziato. Tra le risate generali "i capi" mi prendono da parte e mi dicono: <<Sei sicura di volertene andare? Se vuoi su un po' di cose ci possiamo venire incontro...Hai ancora un po' di tempo per pensarci, fallo.>>

Non nego che mi abbia fatto piacere sentirmelo chiedere, vuol dire che per tutti questi anni non ho lavorato a vuoto. Ma quando i miei colleghi mi dedicano l'ultimo brindisi sento quel brivido dietro la schiena, quell'impulso che più di un mese fa mi ha spinto a questa decisione. Sono emozionata ma ad emozionarmi è il loro calore, il loro affetto. Siamo gli ultimi a lasciare il ristorante e quando torno a casa sono a pezzi. A pezzi ma felice. La mia "prima domenica" è stata bellissima e spero che anche le vostre siano state altrettanto belle.

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