Piano, Solo

Stasera, alle otto e mezza, io e Daniela, siamo andati al Tibur a vedere "Piano, Solo" di Riccardo Milani.
Devo dire che mi stò abituando, con gioia, a vedere sale piene per film italiani...anche se a volte sono ancora colto da raptus di insofferenza verso cafonacci vari (stasera c'era uno appoggiato con le braccia conserte sul sedile davanti occupato da una persona)...ma che vuoi fare, questo è il cinema, è la gente riunita in una sala a vedere il film con te...è socialità e condivisione.
Venendo al Film, devo dire che è bello, pesantissima la storia biografica, ma molto, molto bello.
E' la storia di Luca Flores, genio e patologia del pianoforte, interpretato da Kim Rossi Stuart, in un altra grande performance. Una storia, di disagio esistenziale, di sofferenza, di commovente rievocazione, ambientata tra il Kenia, Firenze e le montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo
Fotografia, attori, regia, colonna sonora, location, ottimi. Che altro dire, andatelo a vedere, vale i soldi del biglietto, sicuramente vincerà fracche di premi...
Mi minore Valerio
Alfa Romeo e villette in Sardegna
Ero sicuro dell'innocenza di Scattone, ero sicuro della colpevolezza della Franzoni, di questo ragazzo accusato di aver ucciso la fidanzata, non lo so.
Casi di cronaca che fanno la fortuna degli avvocati, dei giornalisti, degli inquirenti, tutta gente che a sparare sulla folla non perde niente. Casi orchestrati per durare una vita, per comprarsi l'Alfa Romeo e la villetta in Sardegna.
Questo ragazzo è sotto torchio stretto, in una cella di tre metri x due. Prima di celebrare il processo, risulta già processato, già colpevole per molti. Chi è stato? Non si sa.
Chi era stato nel caso di Scattone? Non si sa.
Chi era stato nel caso della Franzoni? Non si sa.
Non si sa.
Alfa Romeo e villette in Sardegna.
Alfa Romeo e villette in Sardegna
Alfa Romeo e villette in Sardegna.
Ignoto Valerio
IL PUNK NON E' MORTO

E quando poi la strada s'inclina, non per l'ebrezza, non per la rivoluzione, non per l'oscurità, bisogna seguire il clivo, raggiungere il fondo.
Ignoto risalire, non fa parete, non è intonaco, non sono rifiniture, il vento che muove i mulini, le palestre degli sforzi, efforti, barocchi, muti, pinnacoli, sambodromo.
Incuria delle nubi, panciotti di orologi, qualcuno si è calato sul mio terrazzino, ha forzato la finestra, ha tentato di svegliarmi, da una lucidità pure troppo liquida.
Controproduco, spingo, la mente si sfilaccia, le sinapsi implodono, le gallerie mostrano plastiche fuse, con asma da umidità.
Mentre di fuori il laborio non conosce ripensamenti, mentre sorrido di una folle ignoranza, mentre spiaccico la mia protervia, non sono capace di aggrdire un insetto.
Poi come inaspettata, come incredibile straordinario eccezionale pentimento, l'incapacità, come ultima sorte, come placida minuzia, come testardaggine, muove verso le mie convinzioni, verso il mio ultimo peccato, verso una mia schiusa e fragile emozione.
Negativo Valerio
IL PESO DELL'ARIA

Ieri sera alle 20.30, al Cinema Lux a Roma, si è tenuta la proiezione della prima cinematografica de "Il peso dell'aria", sesto lungometraggio di Stefano Calvagna.
Di nuovo un film di impegno civile per Calvagna, personaggio singolare, che continua a far sentire, fuori dal coro di pecoroni, il suo strillo di aquila.
Anche questo film, come i suoi altri, tratta di solitudine esistenziale, sociale e politica, vera piaga della nostra società atomizzata e in dissoluzione.
Per farci sentire queste grida che strappano la seta dell'indifferenza, dopo aver trattato nei precedenti film le storie, di un professore incastrato dall'alunna, di un ragazzo in una lavanderia a gettoni, di un disperato braccato dai carabinieri, Calvagna, questa volta racconta la storia di un giovane sposo nella morsa di uno strozzino.
Probabilmente il suo miglior film.
Buona la fotografia, molto belle le inquadrature e la regia, l'audio, purtroppo, nonostante il doppiaggio, rimane l'unica pecca del film.
Mi è mancato, nonostante la bravura di Giampiero Lisarelli, il carisma pesante di un Massimo Bonetti come interprete principale del film. Molto brava Brunella De Nardo al suo debutto. Grande, ben caratterizzato, e praticamente perfetto, il personaggio di Stefano Missiroli, bieco ma affascinante strozzino, interpretato dallo stesso Calvagna.
Un bel film, che è piaciuto a me ed ai miei ospiti, e che vi consiglio di andare a vedere, soprattutto se ancora non avete visto nulla di questo cineasta fuori dagli schemi, Stefano Calvagna, che si può amare od odiare, ma che ha sempre molto da dire, che continua a dirlo, e che, secondo me, continuerà a lungo a farlo.
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....Riflessione....
Che cosa succederebbe se un bel giorno, schifato da se stesso, dal suo lavoro, dalle sue amicizie, un direttore del TG2 si suicidasse?
Niente.
Non una lacrima, non un sorriso, non un sospiro di sollievo, non un rutto.
Niente.
Indifferente Valerio
La luce rossa delle lampade

Ieri sera alle nove e mezza, al teatro dell'Orologio, io e Chicco, ci siamo andati a vedere Alessandra al suo debutto teatrale.
La pièce, tratta da Irène Némirovsky, è ambientata in Germania agli albori del nazismo e racconta le vicende di una ragazza ebrea (interpretata dalla ns. Ale) che vive sulla propria pelle le incertezze dell'adolescenza, i miraggi della sua famiglia pervenuta alla ricchezza con un colpo di fortuna, il dramma dei rovesciamenti dei ruoli, l'inganno degli orpelli senza significato, in un epoca di certezze assassine e di ideologie folli.
In scena fino al 22 settembre, 12 euro l'ingresso compresa la tessera.
Uno spettacolo difficile, architettato in maniera egregia dal regista Francesco Ventimiglia, della durata di una cinquantina di minuti, che ci siamo goduti insieme a Maria Teresa e Pier Francesco, che mi ha portato a riflettere, ancora una volta, sul tragico destino delle popolazioni ebraiche nell'europa della prima metà del XX° secolo.
Andate, mi raccomando, per l'ottimo spettacolo, e anche per vedere la contentezza del successo, ai saluti finali, negli occhi della nostra Alessandra.
VAI ALLA GRANDE ALE!
Marco Valerio
La ragazza del lago

Ieri sera, alle otto e mezza, al Greenwich, io e Michela, ci siamo andati a vedere La Ragazza del Lago, film d'esordio del regista Andrea Molaioli.
Proprio un bel filmetto...e con filmetto non intendo sminuire questa buonissima opera prima, anzi, per essere più preciso dovrei dire un piccolo grande film.
Sala 1 strapiena, con cafonacci ad occupare i posti non numerati per i loro ritardatari amichetti e super-cafoni seduti nella fila riservata al cast (vergogna).
Gifuni e Molaioli, emozionati, introducono la proiezione di questo film piccolo e grande. Piccolo, per il budget, e per la brevità dei ruoli degli attori coprotagonisti, grande per la storia tratta da un romanzo scandinavo, per gli attori tutti con in testa il supersonico Toni Servillo, veramente galattico.
Un giallo ambientato nelle montagne dell'estremo nord, sempre più al centro di fattacci di cronaca, attuale perciò, e profondamente realista. Un film che oltre ad appassionare con l'intrigo della storia fa anche sorridere con battute memorabili.
Ottima la colonna sonora, bella, molto bella la fotografia che rende omaggio agli spettacolari scenari naturali italiani.
Mai come in questo caso va citata la famosa frase del grande Adolfo Celi che sosteneva: "Non esistono piccoli e grandi ruoli, ma solo piccoli e grandi attori".
Ottimo film. Andate senza tema, stravale i 7 euro. Complimenti a tutti.
Appagato Valerio
Soffio

L'atroieri, con un pò d'amici, sono andato a vedermi all'intrastevere "Soffio", del regista coreano Kim Ki-Duk. E devo dire che mi è servito molto cuore, per andarmi a vedere il secondo film asiatico di seguito...
E' la storia di un condannato a morte, vessato e torturato da tutti: dalla sua ex-fidanzata, dal marito di lei, dal direttore del carcere, dai secondini, dai compagni di cella, da se stesso, da tutti.
Un film noioso, pallido, smunto, triste. Le trovate di sceneggiatura sono deboli, gli spazi angusti, gli esterni scarsi, le luci dell'inverno coreano, ed il cast (manco una gnocca) non servono e non bastano a ricompensare il cinquone dato all'intrastevere.
Brutto. Se proprio volete andare, mandateci qualcuno che vi stà sulle palle.
...in compenso la serata è stata divertente...
Antico Reano Valerio
Il lunedì del villaggio
Lunedì mattima di rassegna stampa: Il tempo (al bar), Repubblica, il Messaggero.
Giorgio Bocca dalla Repubblica ricorda Carlo Alberto Dalla Chiesa, nell'immagine di un eroe pazzo di vita.
Politica: Walter, smettila di giocare a flipper con le palle del nonno!...
Vaticano: Gli angeli della Madonna di Loreto, spero portino presto S.Pietro, in volo, di nuovo in Terra Santa: che non esista Cristianesimo al di fuori della chiesa cattolica, proprio non si può sentire.
(Branko e le stelle) Leone: Liberi!
Un grazie ai cittadini marocchini che salvano l'agente anti-rapina in via Nazionale.
GUARDA CHE ROMA: titola il Messaggero Sport.
Azzeccatissimo il titolo: La tenera marcatura dello stopper Cristian, per l'articolo sulla consegna della Scarpa d'Oro a Francesco Totti, un talento calcistico, anche solo pari al suo, nascerà di nuovo a Roma, solo fra un milione di anni.
Valentino Rossi: lo scemo non canta più.
BUON LUNEDI' A TUTTI
Marco Pulitzer
Stati di allucinazione

Primo settembre.
Forse ho trovato un altro posto da cameriere. A Via Barberini. Potrebbe essere molto ineressante. Già mi vedo servire grassissimi e gentilissimi americani ed intascare le loro laute e profumate mance, sarebbe una svolta abbastanza decente, oltretutto vicino casa (+o-).
In giornata doveva esserci un incontro per stabilire il palinsesto della manifestazione della notte bianca, è venuta solo Sara, che ha poi incontrato Simone. Luca era impicciato con un cliente che non lo mollava. Ho mollato io. Sotto consiglio. Spero di non aver fatto una cazzata.
Chiamo Susi per andare all'isola del cinema per tessere rapporti e per vedere l'Aria Salata. Ma poi mi ricordo della cena a casa di Rizzo e Tamara, quindi la richiamo e la mollo (seconda buca).
Chiamo Daniela, per dirle che se non fossi io, le consiglierei di mollarmi, di lasciarmi perdere, e di inseguire di nuovo la felicità e la giovinezza.
Da un pò di tempo non faccio altro che mollare.
Iperbarico Valerio





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