un'altra giovinezza

Ieri pomeriggio, alle 17.30, io e Daniela, ci siamo andati a vedere Youth without youth, al Metropolitan, in lingua originale.
Un capolavoro assoluto.
Il film più perfetto e strabiliante che abbia mai visto in vita mia.
Coppola, in quest'opera, porta tutti i suoi film, tutta la sua esperienza, tutto il suo genio, tutta la sua maestria.
Un film del quale non saprei raccontare la storia, del quale non ho capito niente.
Ma non importa, dei film ho sempre guardato solo le figure.
Un capolavoro fatto di dualità, di immagini al contrario, che ritrae il sogno, la vita, il passato, le speranze, l'umanità.
Un film che si interroga sul linguaggio, sul sacro significato della comunicazione, sulla variabilità del tempo.
Un film con una fotografia magistrale, con delle inquadrature sapienti, con una sceneggiatura esoterica, delle musiche perfette, degli attori superlativi.
Non so più come esprimere la gioia di questo incontro.
Posso solo dire, che all'uscita, ero pervaso dai brividi, ed ero travolto da una commozione indescrivibile.
Estasiato Valerio
la giusta distanza

Ieri sera, alle 20.20, io e il Boccione, ci siamo andati a vedere al Nuovo Sacher, questo ultimo film di Mazzacurati.
Non ci è piaciuto per niente.
Il film è la brutta copia del riuscitissimo La ragazza del lago.
Il cast artistico è formato (a parte la particina di Bentivoglio) da attori alle prime armi, e da non attori, compresa la bella protagonista che purtroppo somiglia molto alla nipote della Magnani, con gli stessi esiti recitativi deludenti.
La sceneggiatura si serve di luoghi comuni per denunciare il presunto razzismo di tutto l'apparato giudiziario italiano, affidando al giovane giornalista di turno, il ruolo del candido giustiziere mascherato (che peraltro offre una buona prova recitativa).
Un film inutile, lento, fiacco, pretestuoso e scialbo.
Si salva la fotografia e la scenografia su un nord-est bianco come un bicchiere di acqua e sambuca e pochissimo altro.
7 euro buttati.
Peccato Valerio
Una sigaretta

Cambio come un paio di calzettoni, come un paio di mutande, cambio tutti i giorni.
Mi sento come tanti anni fa, come se non avessi vissuto questi anni pieni di cambiamenti.
Ho lasciato cose che pensavo di non lasciare mai, ho lasciato i cartoni animati, ho lasciato passare passioni, lasciato passare convinzioni, lasciato passare la religione, lasciato passare la politica, lasciato passare i miei giorni, come foglie, come fogli, come la pelle a scaglie sul mio viso.
Nel momento della decisione, ho lasciato spazio ai ripensamenti, ho creduto sempre a tutto quello che mi hanno detto, creduto sempre a quello che ho creduto, mi sono fatto portare via.
Ho pensato che quello che passava non sarebbe ritornato mai, anche se era sempre con me, nella mia memoria fisica.
Mi sono dato fiducia, mi sono dato tempo, tempo che è passato, tempo che non passerà di nuovo uguale.
Tutte le volte che mi sono tradito, con fierezza, con l'eroismo del primo uomo che l'esperienza la porta nel giubbetto, mi sono dato occasione.
Quando ho deciso di passare oltre, come se si potesse decidere qualcosa di simile, mi sono assecondato, ho creduto che fosse una mia scelta.
Cosa ho portato con me in questa sera d'ottobre? Una sigaretta.
Una sigaretta sola, già la seconda non ha alcun senso.
Ha senso solo fumare una sigaretta sola.
Valerio Malboro
In fontanella

La fontanella, come sbagli ti punisce...se non stai attento a come metti i piedi scivoli, sicuramente ti vai a fracicare bevendo...
Ma se riesci ad essere particolarmente goffo, puoi buttare centinaia di euro facendovi cadere il cellulare...
Perciò cari amici e parenti, se volete che abbia di nuovo il vostro n° di telefono, fatemi uno squillo o mandatemi un sms...
In questo mondo libero

Ieri sera allo spettacolo delle 10,40, io e Ilaria, ci simo andati a vedere il film di Ken Loach al Tibur.
Entriamo, sala uno piena, appare il logo della Indigo... sala sbagliata, e quindi, mentre iniziano a proiettare La ragazza del lago, film che avevo già visto, ci alziamo e raggiungiamo la sala 2 a film appena iniziato...
Veramente due flesciati...
Comunque, sala 2 abbastanza piena, ci sediamo in fondo ed iniziamo a goderci il film...
Nella povera Gran Bretagna Loachiana, si muovono i personaggi dalla disperata vitalità ai quali questo grande cineasta ci ha abituato...stracciati da una vita glassata e violenta, pronti a tutto, pur di allinearsi alla morale capitalistico-sessista che domina l'europa da oltre cinquant'anni.
Un film che trasforma le vittime in carnefici, ed i carnefici in vittime, in una guerra di poveracci, e che denuncia, prevede ed annuncia, con una fredda e triste analisi, la prossima fine di un sistema incapace di tutelare la vita, l'amore, la sopravvivenza pacifica.
Un film imperdibile e crudele, spietato e lucido, come un fucile mitragliatore, come una bomba a grappolo, come un coltello nella carne.
Grazie Ken...
Marco interinale
Charles Trenet - Que reste-t-il de nos amours ?

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Bonheur fané, cheveux au vent
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Felicità svanita, capelli al vento
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Baisers volés, rêves mouvants
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Baci rubati, sogni instabili
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Que reste-t-il de tout cela
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Che resta di tutto questo
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Dites-le-moi
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Ditemelo
Que reste-t-il de nos amours ?

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Ce soir le vent qui frappe à ma porte
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Questa sera il vento che bussa alla mia porta
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Me parle des amours mortes
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Mi parla di amori passati
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Devant le feu qui s' éteint
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Davanti al fuoco che si spegne
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Ce soir c'est une chanson d' automne
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Questa sera è una canzone d’autunno
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Dans la maison qui frissonne
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Nella casa che rabbrividisce
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Et je pense aux jours lointains
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E penso ai giorni lontani
Que reste-t-il de nos amours ?

Que reste-t-il de nos amours Che resta de nostri amori Que reste-t-il de ces beaux jours Che resta di quei bei giorni Une photo, vieille photo Una foto, una vecchia foto De ma jeunesse Della mia giovinezza Que reste-t-il des billets doux Che resta dei dolci biglietti Des mois d' avril, des rendez-vous Dei mesi d’aprile, degli incontri Un souvenir qui me poursuit Un souvenir che mi perseguita Sans cesse Senza fine.





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