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Leone selvaggio al Pigneto

di MarcoMancini (19/12/2007 - 21:09)

Sono meteoropatico fin nel più profondo del mio essere. Tanto è vero, che stamattina scoppio di entusiasmo.

Ho costruito un'astronave di cartone, e stò ultimando i preparativi per il lancio in orbita.

Stasera, obiettivo numero uno, le sabbie mobili del Pigneto. Fabio the great mi passa a pia alle settenquarto.

Le caloscie ce l'ho, lo stomaco è in ordine, il sorriso l'ho lucidato, le tasche scoppiano di banconote.

Warning! The lion is back...

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sono io

di MarcoMancini (18/12/2007 - 21:06)

Quì a S.Giovanni sono giornate abbastanza grigiastre. Andrea, Guido, Aiman, Francesco, Claudio e me, ce ne andiamo in Olanda i primi di gennaio.

Non fare assolutamente una minchia stà minando profondamente la mia quotidianità. Cerco di organizzare una strategia, nonostante le mail che riceva siano scoraggianti.

Non è un problema di soldi, dovrei mangiare con buona tranquillità il carbone, e dovrei anche, pagando il week-end con gli amici, arrivare a S.Valentino.

Ogni tanto, in casa, sono sotto il tiro di una rivolta tecnologica, ma riesco a gestire le emergenze con qualche cazzotto ben assestato. Vado avanti sotto il segno del leone, con il passo e le frecce del sagittario, nel freddo di dicembre.

Allora cos'è che non va? La società? La politica vaticana? La guerra in medio-oriente? Il prezzo del petrolio? No. Sono i sogni. Sono io.

Stanotte è tornata un'amica, da lontano mi ha salutato, si è avvicinata e mi ha passato un chewing-gum salato, terroso, marrone. Ho cercato di restituirglielo, ma voleva soltanto sesso. 

Ho preso tempo, in una Londra luminosa, cercando tra le rotaie del tram di porta maggiore, la medicina del nostro secolo, mentre un taxi voleva investirmi. Le ho telefonato dal museo delle cere, ma Michele era già arrivato, ed io non trovavo più le chiavi.

Mentre porto rimorsi non miei, mentre faccio andare la lavatrice a vuoto, mentre bestemmio davanti gli scaffali della pasta, mentre i vestiti sgualciti marciscono, mentre vado al bagno tre volte al giorno, mentre fumo le sigarette, riempio le tazzine di cicche.

Penso a mio nonno, ora che s'avvicina il natale, penso alla motocicletta, penso alle persone che mi vogliono bene, a quelli che mi baciano con affetto, a quelli che mi carezzano la testa, a quelli che sento raramente, a tutti penso.

Penso a tutto ed ho la testa piena di fumo.

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La pasta, che hai cucinato tu, è buona

di MarcoMancini (17/12/2007 - 21:00)

Le strade, masticando carboidrati, ingoiando liquidi.

Le ossa di quaglia triturate tra i molari, il vino rosso mi macchia le labbra.

La morte, irrompe sfiorando le vite, come una volvo in curva.

La pazienza, solitaria, immemore, sfiancata, distratta.

Il cuore di un tossico che si gratta la faccia.

La pasta, che hai cucinato tu, è buona.

Sono io, che sogno un demone vestito da guardia giurata, e mi rivolto gemendo nel letto.

Avverto, sulle membra indisponibili, l'assenza stupida, come una presenza.

Il clima e le tasse, le tasse ed il clima,

Mai prima di oggi ho saputo contare sulle dita tutte le cazzate che vado dicendo in giro.

Consapevole incosciente fedele ritratto.

Colposo, prescritto.

Attendo alla paratia stando punito.

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