La pasta, che hai cucinato tu, รจ buona
Le strade, masticando carboidrati, ingoiando liquidi.
Le ossa di quaglia triturate tra i molari, il vino rosso mi macchia le labbra.
La morte, irrompe sfiorando le vite, come una volvo in curva.
La pazienza, solitaria, immemore, sfiancata, distratta.
Il cuore di un tossico che si gratta la faccia.
La pasta, che hai cucinato tu, è buona.
Sono io, che sogno un demone vestito da guardia giurata, e mi rivolto gemendo nel letto.
Avverto, sulle membra indisponibili, l'assenza stupida, come una presenza.
Il clima e le tasse, le tasse ed il clima,
Mai prima di oggi ho saputo contare sulle dita tutte le cazzate che vado dicendo in giro.
Consapevole incosciente fedele ritratto.
Colposo, prescritto.
Attendo alla paratia stando punito.





Ultimi commenti