sono io
Quì a S.Giovanni sono giornate abbastanza grigiastre. Andrea, Guido, Aiman, Francesco, Claudio e me, ce ne andiamo in Olanda i primi di gennaio.
Non fare assolutamente una minchia stà minando profondamente la mia quotidianità. Cerco di organizzare una strategia, nonostante le mail che riceva siano scoraggianti.
Non è un problema di soldi, dovrei mangiare con buona tranquillità il carbone, e dovrei anche, pagando il week-end con gli amici, arrivare a S.Valentino.
Ogni tanto, in casa, sono sotto il tiro di una rivolta tecnologica, ma riesco a gestire le emergenze con qualche cazzotto ben assestato. Vado avanti sotto il segno del leone, con il passo e le frecce del sagittario, nel freddo di dicembre.
Allora cos'è che non va? La società? La politica vaticana? La guerra in medio-oriente? Il prezzo del petrolio? No. Sono i sogni. Sono io.
Stanotte è tornata un'amica, da lontano mi ha salutato, si è avvicinata e mi ha passato un chewing-gum salato, terroso, marrone. Ho cercato di restituirglielo, ma voleva soltanto sesso.
Ho preso tempo, in una Londra luminosa, cercando tra le rotaie del tram di porta maggiore, la medicina del nostro secolo, mentre un taxi voleva investirmi. Le ho telefonato dal museo delle cere, ma Michele era già arrivato, ed io non trovavo più le chiavi.
Mentre porto rimorsi non miei, mentre faccio andare la lavatrice a vuoto, mentre bestemmio davanti gli scaffali della pasta, mentre i vestiti sgualciti marciscono, mentre vado al bagno tre volte al giorno, mentre fumo le sigarette, riempio le tazzine di cicche.
Penso a mio nonno, ora che s'avvicina il natale, penso alla motocicletta, penso alle persone che mi vogliono bene, a quelli che mi baciano con affetto, a quelli che mi carezzano la testa, a quelli che sento raramente, a tutti penso.
Penso a tutto ed ho la testa piena di fumo.





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