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Oggi no

di MarcoMancini (25/01/2008 - 20:06)

Ci mancava solo un ex nazista attaccabrighe in vaticano, la madre dei mentecatti è sempre gravida. Chissà cosa avrebbe detto Simon Wiesenthal.

E' un venerdì che ho trovato lavoro: sono pizza-boy, anzi, biker-pizza-boy.

Sempre meglio che bell-boy, pony-boy, play-boy.

Felicità è momenti.

Cambio, cambio, cambio, non cambio mai.

Fortuna che la musica, dopata di caffeina, di nicotina, di risveglio, mi strappa alla confusione.

Fra pochi minuti, sembra che una telefonata, mi porti a spasso in questa sera di luna calante, ho dimenticato di pensare al futuro.

Il suono di ohm, assomiglia al malditesta, l'ultima era sembrava migliore di questa.

Mi confesso con la suora, sono stanco di sballi, troverò un altopiano tiepido, dove non sarò nel sospetto, ma nella certezza assoluta del conforto.

Quando ho siglato il contratto, non mi avevano spiegato bene...mi avevano parlato di solitudine, ma non detto che sarei rimasto solo.

Oggi, non importa se avrò pettinato i capelli, indossato la camicia stirata, o no.

Oggi sono fuori e sono dentro, non ho voglia di parlare, di spiegare, di giustificarmi. Oggi no.

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American Gangster

di MarcoMancini (25/01/2008 - 19:56)


Qualche giorno fa, in solitaria, sono andato al Metropolitan a vedermi questo ultimo lavoro di Ridley Scott, in versione originale.

Mi è piaciuto molto.

A dispetto dei pareri della critica che hanno parlato di regista senz'anima, ho trovato un Ridley Scott in grande spolvero. Per quanto un film di genere possa ricalcare le orme di capolavori precedenti, questo film è un capolavoro a se.

Denzel Washington e Russell Crow, in questo film sono due giganti. La regia sobria e intimista mette in evidenza le loro grandi, maiuscole, cubitali interpretazioni.

Entrambe i premi Oscar, sembrano in questo film, nel loro ruolo perfetto, come in nessun altro loro lavoro. Affiancati e supportati da tutto uno stuolo di co-protagonisti, che fanno di tutto il cast del film, un grande cast.

Un film, di un Maestro assoluto, che come il Youth without youth, straordinario capolavoro di Francis Ford Coppola, sembra passerà inosservato. Due film, questi, centinaia di volte, migliaia di volte, miliardi di volte più belli in tutto, di quella cacata di The Departed, che tanti riconoscimenti ha raccolto.

Non ve lo perdete, e se ve lo siete perso, andatevi a cercare anche Youth without youth...

 

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Attenzione Lussuria

di MarcoMancini (17/01/2008 - 11:21)

Ieri sera, centauro tra quattro amazzoni, alle 9 e un quarto, mi portano al Maestoso a vedere questo ultimo film di Ang Lee.

Con molto piacere, dopo molti anni, una cinemata all'antica...la sala 3 era talmente piena che ci troviamo a sederci sugli scalini laterali in alto, con due pacconi di pop corn e bibite varie...ritorno così, al rumore del proiettore, nei ricordi, ai pomeriggi in parrocchia a s.pietro e paolo...anni di liquirizie e gomme americane, di gazzose e chinotti, di Bud Spencer e Terence Hill...

Le due ore e mezza di questo film scorrono senza fatica, tra la bravura degli attori e l'attesa di scandalose scene di sesso, che in realtà, scandalose non sono. Anzi, le scene, sono coreografie tratte dal kamasutra, ritratte in un'ottima fotografia e tutto sommato, piuttosto caste...due corpi belli, proporzionati, armonici, per niente in contrasto con il resto del film, anch'esso bello, proporzionato, armonico. Altra nota positiva la colonna sonora, bellissima.

Quello che non mi è piaciuto di questo film, è la pressoché totale mancanza di esterni, la narrazione poco approfondita di tutti i personaggi, la scontatezza della sceneggiatura, priva di qualsiasi sorpresa o trovata spiazzante. Oltretutto, cosa che non mi aspettavo, il film molto spesso ha sfiorato il grottesco, tra i risolini, i lazzi e gli sberleffi del pubblico in sala.

Un buon film, che secondo me, ha preso il Leone a Venezia, solo per il provincialismo ipocrita e cardinalruinesco di questa italietta oscurantista, che come vede un pisello (e in questo film se ne vede solo un pezzetto), non capisce più niente, prende il moschetto e spara sulla folla.

Lo volete proprio vedere? E che vi devo dire...andate, preferibilmente mercoledì, perché a 7 euro il film non arriva. Molto, molto lontano dalla bellezza struggente di 'I segreti di Brokeback Mountain', speriamo che al prossimo lavoro, Ang Lee, invece di cercare di scatenare pruriti adolescenziali, torni a raccontare indimenticabili storie d'amore.

Man Chin

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Fiorire di lunedì

di MarcoMancini (07/01/2008 - 22:24)

Quì a s.giovanni, questa mattina silenziosa di postumi, mi accusa puntando dita inquirenti contro il mio terzo occhio.

Tutto insieme. Dagli argomenti più grandi, alle più piccole minuzie, senza soluzione, fanno la fila sotto casa. Anche il postino di raccomandate starà pensando a me.

Un buco della serratura, spiraglio baluardo, uno spioncino, un pomello, un catenaccio, dispositivi esoterici, tengono legati il corpo ed i pensieri a questo nubinoso lunedì.

Pensieri in un corpo tremante.

Arrivare a martedì, è necessario, senza telefonate patetiche, chiuso e sfinito di saggezza. Mentre ho voglia di sbagliare tutte le mosse, mentre ho slegato i cani del mio intestino, sul mio Atteone smembrato.

Una coincidenza, finire le monete a capodanno, ricominciare da principio proprio in un giorno comandato, trovare se stesso e non saper che fare, è l'ironia più irridente e blesa. Una burla.

 Se dovesse suonare il citofono, mi fingerei assente. Se dovessero bussare alla porta, manterrei il silenzio.

Solo se mi proponessero un contratto, se la mia storia prendesse un verso, se fossi riconosciuto innocente, se avessi la possibilità di cacciare i piedi dai calzettoni, e fiorire, mi farei finalmente una doccia.

Fiorire di lunedì.

008

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straniero

di MarcoMancini (04/01/2008 - 13:04)

Ecco, un cingolato, all'interno del cesto, il rumore, lo sento.

Non è una solitudine. Non è un'assenza. Non è un rimorso.

E' proprio un rumore.

In realtà ho paura di aver preso l'influenza. In un momento così stronzo, era inevitabile. Già sono stato in Olanda col mal di gola.

Forse torno alla religione, a qualsiasi deo (dio?), in fondo è necessario declinare un pò di responsabilità quando le ragazze si perdono in qualche stupidaggine.

Un rumore che assomiglia a una risata: la risata di un romano.

Insomma, come gli stukas che con la sirena scendevano in picchiata nei racconti di zio Patino ai tempi dei tedeschi, come il sole filtra tra le nubi, freddo e grasso come olio motore, rosso e brillante come l'olio dalle mura del medioevo, così una risata mi accompagna in questa mattina abbagliata di televisione.

Penso a quei miei amici che hanno costruito la casetta, che hanno il cassetto per le bollette, che portano gli animali a fare la pipì, che fanno la manutenzione agli autoveicoli, che rassicurati dagli elettrodomestici pensano ad una prossima prole, e vorrei essere come loro.

Vorrei essere, non lo so...cagliaritano, milanese, parigino, newyorkese, madrileno, straniero.

Ma in questa Roma, che ride come un boia ubriaco, sono di casa.

008 valerio

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Chissà, chissà, chissà.

di MarcoMancini (03/01/2008 - 13:46)

Dello 008, finadora, dal frigo, la majonese, mi ciocca.

Ho provato con i capelli, cambiato lo spazzolino, cresciuta la barba, rivisto alcuni catastrofici, pranzato di mezze maniche, fatto le autocritiche.

Ho fatto di autocritiche, guardato nello specchio il corpo, cercato di capire nello stomaco, amoreggiato col cellulare tra le impostazioni, pensato di lavare le scarpe inutilmente, provato a mettere in ordine la cucina, immaginato corse in bici al circo massimo.

Il tubo di majonese, le acciughe del 2007, cinque latte di cocacola, nel congelatore non ho il coraggio di guardare, per paura che un inverno di coltelli mi risucchi.

Uomo di luglio, già ad agosto, ho i primi spasmi.

Quando tornerò, tra i guai di una libera pioggia, quando le pietanze saranno nel forno stiepidite, quando sarò in una sardegna improbabile a guardare i marosi sciabordanti, avrò un polpaccio tatuato e non avrò bisogno di occhiali da sole.

Un pasto, nel mezzogiorno di calzettoni, con parole gentili, accetto, dalle mani affettuose, dai seni generosi, dai fianchi commoventi, di un'amante immaginaria.

Marco 008

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