Ciao sono MarcoMancini
Vedi il mio profilo


Febbraio 2008

DLMM GVS
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Febbraio 2008
Pagine:

Almeno fino a domenica

di MarcoMancini (29/02/2008 - 21:38)

Nonostante la corrente umida dall'Atlantico e l'alta pressione che insiste sul Tirreno provocando nebbie di pianura e diffuse ma incostanti precipitazioni, e nonostante la mia pluricitata meteoropatia, oggi sono di ottimo buzzo.

Sarà forse perché ieri sera io e la Susy abbiamo passato una bella serata a Trastevere, e perché ho finito la mia prima settimana di lavoro senza ritardi, figuracce o stupidaggini, e perché oggi è il compleanno della donna che, nella mia vita, ho amato con la mia più calda, sanguigna, testarda e abbissale visceralità, e anche perché domani vado in Abruzzo a festeggiare il compleanno del mio papà.

E forse ancora sarà, perché questa nuovo status di singolo mi appare ora una grande opportunità di ossigenamento sentimentale, e perché ieri sera sono riuscito a sfruttare (con un certo stile) un lungo lavoro di ricerca e studio della carriera di un regista al quale ero interessato, e questo mi ha dato una severa e ridanciana soddisfazione.

E sicuramente sarà anche perché pensavo che tutte le teorie sul karma fossero solo il miraggio di una spiritualità della rassegnazione, che 'chi la fa l'aspetti' fosse solo un proverbiuccio per rosiconi, e perché pensavo che il lavoro di preparazione, di osservazione, di selezione, di arrangiamento ed elaborazione delle informazioni, fossero solo il mero esercizio di un anarchico impenitente e mi sarebbero serviti solo a dare un senso ai fallimenti che inevitabilmente avrei collezionato.

E perché ho scoperto che la tetraggine che mi ha accompagnato in questo lungo periodo, è dipesa soprattutto dalla mancanza di ritorno del mio lungo e certosino lavoro, che invece, appunto, ha finalmente iniziato a pagare.

Sarà per tutte queste cose che oggi mi godo questo momento, con la panza fuori dalla canottiera arrotolata fumacchiando malboro e sorseggiando caffè, e che sono di un umore eccellente.

A questo punto, credo che il ritorno delle cose ci sarà, e che devo continuare a prepararmi, con una noncuranza ancora più determinata, con una determinazione ancora più noncurante.

Almeno fino a domenica.

Vota questo post

La leggerezza del carapace

di MarcoMancini (26/02/2008 - 17:15)

Ieri sera sono andato al ristorante del Boccione a farmi una lombata irlandese che ancora non ho ben digerito (faceva 7 etti), che ha influenzato un bel pò la mia attività onirica. Una nave che lentamente affonda ho sognato.

Stamane, corso di formazione per operatore telefonico. Primo pomeriggio dall'avvocato per far fronte alla quarta causa dei padroni di casa (quegli stronzi in malafede), che vogliono cacciarmi fuori dalla tana per raddoppiare l'affitto.

Penso spesso ai posti che ho visitato, al Brasile, agli Stati Uniti, al Messico, alle isole dei Caraibi, al Canada, al Marocco, all'Egitto, alla Tunisia, alla Turchia, alla Palestina, alla Grecia, alla Slovenia, all'Austria, alla Germania, all'Inghilterra, alla Francia, alla Spagna.

Penso spesso alle cose che ho fatto, alla mia baby-gang, all'università, ai lavori di segreteria e ai condomini che ho amministrato, penso a quando facevo l'ufficiale dell'esercito e mi coprivano di soldi, a quando pilotavo i chessna sui cieli italiani, ai ristoranti dove ho servito le portate ai signori. Penso alle biciclette, alle moto, alle macchine che ho guidato ed ai botti che ci ho fatto, ai camion, ai motoscafi, alle moto d'acqua, ai cavalli che ho montato in campagna. Penso ai film che ho fatto, alle assi dei teatri che mi hanno sorretto. Penso agli occhi che mi hanno guardato, alle bocche che mi hanno sorriso e parlato, alle persone che ho deluso ed a quelle che mi hanno amato. A chi non mi ha capito e a chi si è confidato con me.

A quelli pesanti come me, penso.

Penso tanto, e porto tutto con me.

Vota questo post

La via del bisogno

di MarcoMancini (22/02/2008 - 21:29)

Ecco, oggi è una di quelle giornate di sole che varrebbe la pena di andare a Ostia.

Se avvessi scelto la via dei soldi, ormai sarei ricco sfondato e avrei avuto un palazzetto liberty sul lungomare.

Nel parco auto avrei enumerato un paio di sportive, una italiana e una tedesca, un fuoristrada giapponese, una station wagon scandinava, una utilitaria francese.

Per le motociclette, avrei parcheggiate alcune Ducati per il settore corse, Yamaha per il cross e l'enduro, una o due Bmw per il turismo e un motorino che fa tanto proletario.

Mi sarei servito del gusto di un mio amico restauratore per l'arredamento delle zone giorno, mentre per la zona notte mi sarei servito del consiglio della Ciccone.

Avrei avuto un eliporto sul tetto, una stanza elettronica per i controlli della sicurezza, una palestra per l'attività motoria, un piccolo cinema, una sala per l'ascolto della musica, ed una piccola bisca per ospitare gli amici.

Ma vivo di poco e sono felice così.

-I love the friends I have gathered together on this thin raft-

-The Doors-

Vota questo post

Puoi sentirmi Maggior Tom?

di MarcoMancini (21/02/2008 - 21:24)

Sento parlare d'anziani da persone che sembra non abbiano nulla a che fare con l'invecchiamento e sento parlare di bambini da persone che sembra non lo siano mai stati.

La memoria è la struttura più bistrattata del nostro organismo.

L'amnesia è la nemesi che si abbatte sulle nostre menti affollate di informazioni inutili. Menti come carri di sfollati.

Il gioco della memoria di Bruno. La freddezza del fiume. Il coraggio del Maggior Tom.

Puoi sentirmi Maggior Tom? Puoi sentirmi Maggior Tom?

Dite a mia moglie che l'amo molto, lei lo sa...

Vota questo post

Mio maledetto grado

di MarcoMancini (20/02/2008 - 15:33)

Oggi è così.

Ho la terapia nel cuore.

Come un magnifico alieno, un albero mi squarcia il torace.

Mi trovo costretto alla ragionevolezza. Mio malgrado, mio maledetto grado.

Sono alla macchia. Mi sento di faccia anche di spalle.

Come nudo.

Vota questo post

Una grande soddisfazione

di MarcoMancini (16/02/2008 - 15:32)

E' sempre una grande soddisfazione licenziarsi.

La prossima settimana me ne vado a Rocca di Cambio, tra le montagne d'Abruzzo che mi hanno allevato nelle estati della mia infanzia. Vado a parlare un pò di dialetto, e a starmi zitto per un pò su quell'altopiano bellissimo.

In queste settimane ho compiuto alcuni progressi.

Ho finalmente capito che concentrarsi equivale a non pensare nulla. E' elementare, lo so, innato, ma per me che ho vissuto come un gatto, è chiaro solamente ora.

Un malditesta artigianale è ora a carico del collo, ma son contento così.

Ci sono rimasto un pò male però, è vero, sono un sentimentale, non mi piacciono i giochi obbligati, più che bastiancontrario, proprio un curioso sono. Salta fuori una lettera da un cassetto, è una grande vittoria, tutto ritorna, o ritornerà.

Tranne me, che invece di tornare, ho una gran voglia di partire.

Vota questo post

Una disperata stupidità

di MarcoMancini (08/02/2008 - 15:29)

Insomma, qualche giorno fà ero in pizzeria, e mentre mi stavo mangiando un' unghia, entra una donna di una certa età, forse una sessantina, forse in relazione con qualche suora, comunque conosciuta al locale.

Ordina, e con garbo chiede di poter pagare qualche giorno dopo la pizza.

Il gestore sbuffa da sopra una panza di anni di lavoro, si fa cardinale dall'anello d'oro e accetta il buffo di una decina di eure. Alle successive manifestazioni di amarezza sdegnata del garzone, abbozzo indifferenza di ragazzino, prendo la comanda, monto sulla nave e vado in consegna.

Ieri, giornata veramente moscia, da minimo sindacale, mentre fingevo un prurito sufficiente a reinserire una caccola nel naso, rientra la signora, nel locale vuoto.

Sempre con molto garbo, la signora, chiede all'istruito garzone, a quanto ammonti il suo buffo, chiedendo se avesse potuto avere ancora da mangiare.

Ora, quello che mi ha insegnato mio padre è che la ricchezza non risiede nel tesoro, ma nella capacità di ottenere credito.

Era entrata quindi in quella pizzeria del ventunesimo secolo, la povertà, vestita da anziana signora, pulita, educata, bisognosa, e cioè era entrato Gesucristo che chiedeva da magnà.

Insomma, Gesucristo che chiede credito è davanti al bancone della pizza.

Intanto io mi ero messo sulla porta a fumare una di quelle sigarette di Cesare Pavese, per vedere come sarebbe andata a finire la vicenda di questa grande metafora del mondo.

La signora Gesù, che era entrata camminando dritta, ora che si era girata e veniva vacillando verso la porta senza pizza, a me che stavo fumando mi è sembrata un pugile che aveva preso un colpo d'incontro prima, e subito dopo tre colpi in serie, uno al costato e due in pieno volto.

Aveva dipinta sul viso rosso avvampato di paura la domanda 'e ora?'.

Ho sentito un forte dolore per la disperata stupidità del genere umano e l'ho seguita con lo sguardo, sbuffando il fumo dalla mia bocca di trentasei anni, dalle mie braccia di cameriere motorizzato. L'ho vista barcollare stordita, e per un momento l'ho vista morire investita da un' automobile che stava passando.

Poi la macchina è passata e ho visto la signora, con la sua andatura di bisogno, attraversare la strada e dirigersi altrove.

A Gesucrì...quando torni, fatte imprestà la spada da quarche cherubino...

Vota questo post

Far girare le palle

di MarcoMancini (08/02/2008 - 03:05)

Finalmente, dopo tanto tempo, di nuovo, quarzine e finzione...

Da quando faccio il cameriere motorizzato, molte cose sono cambiate.

So che spingere è una regola del gioco, io spingo, con le scarpe da ginnastica, abnegato.

Eppure, sento sfuggire il senso, rimorso mortificato, in questa giornata splendente.

Nell'equilibrio, mobile, delle palline, la fontana del mio pensiero fiotta, nei colori fondamentali.

Ed io pure, fluttuo, mareggiato, cappello bianco, sorriso da cuoco, con le mani nude.

Marcolibrì

Vota questo post