L'estate di Marcolino
Anche se questa volta le parole non mi escono con un conato, ho deciso di riassumere queste lunghe giornate d'estate, nelle quali la mia vita ha preso decisamente un altro verso.
37. Già da una decina di giorni prima di compierli, stufo di figuracce, ho abbandonato alcune vecchie abitudini, troppo dolorose, troppo intime, troppo sbagliate.
Sono stato con Dad Papala e Lucianito Perez Castillo del Rey nella bellissima Dubrovnik...una città abbagliante, il marmo bianco delle strade e dei palazzi del centro necessitavano, nelle ore meridiane, di settantine lunette ray-ban.
I croati sono molto seri, sarà perché mentre io mi godevo i miei vent'anni, su questa città martire, scaricavano cieli neri di mortaio e le barche bruciavano nella banchina.
Le ragazze sono modernissime, ma conservano ancora la malizia di un lusso raggiunto tra graffi e lacrime, dalle loro mani tiepide, dai loro occhi sopravvissuti.
Abbiamo rinnovato le sfide dell'altr'anno a traversone e yatzee, il Papala (quel briccone) mi ha rifilato uno scacco del barbiere...(non ho parole). Abbiamo visitato le isole, camminato sulle mura, mangiato in abbondanza e bevuto con morigeratezza...
Mi sono divertito molto...That's what friends are for...
Poi me ne sono andato sull'appennino abruzzese, a Rocca di Cambio, dove, come mi sono divertito a dire a tutti i compaesani, ho dato un pò d'acqua alle radici. Sono stato in famiglia, cenato e fatto il bar con gli amici, sono andato a cavallo sull'altopiano e sono salito sulle montagne. Una ripresa totale.
E finito "Spinacity - Fuga da Spinaceto -". E' stupendo. Sarà che il protagonista sono io, ma mi piace così tanto che non riesco a smettere di guardarlo. Artisti!!...Bah?!...





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