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Cornetti salati ripieni

di MarcoMancini (27/06/2009 - 13:53)

Allora, ieri mattina ci svegliamo un pò storditi. La sera al concerto dei Nouvelle Vague, sul punto di ballare, una grappa. Mangiamo troppo poco, infatti, ma detestiamo le file, i crocchi, il tempo sprecato ad inseguire i bisogni, perciò.

Allora mi copro, scendo alla moto e mi avvio a comprare la colazione. Eccitato da tutta questa situazione, arrivato alla pasticceria, inizio a comprare con lo stomaco, trattenendomi anche un pò, per non fare la figura del solito esagerone.

Allora vado a pagare, e mi sono scordato il potafogli...mi prende subito il ladro, in fondo dovevo portare il mangiare a casa. Con tutta quella fame che avevamo, avrei voluto chiederle il buffo, ma non lo feci, dissi solo di non scaldare i cornetti salati ripieni.

Pago quattro cornetti con gli spicci, ma quando la signora mi da la busta, mi accorgo subito che è troppo grande e pesante per non comprendere anche i cornetti salati ripieni che avevo chiesto di lasciare al negozio.

E l'opera di un momento, rubare, da quel momento in poi non si torna più indietro. Cavalli nel petto perciò, saluto tutti a gran voce e sperando che le vecchine, o nella peggiore delle ipotesi, i baristi mi inseguano, come posso salire sulla moto, innesto la prima e scappo dietro la curva.

I cornetti salati ripieni andavano scaldati, ma ce li siamo mangiati ugualmente con un pò di caffè ed una bustina di oki.

Stamattina, preso da rimorso, sono tornato per pagare i cornetti salati, ma la vecchina mentre mi dice quanto fosse bello che c'erano ancora delle persone oneste, sbaglia lo scontrino, ed invece di battere due cornetti salati ripieni, ne batte due semplici...

...ragazzi che vi devo dire, io c'ho provato...

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Tre giorni di metallo

di MarcoMancini (25/06/2009 - 11:59)

Finta la tre giorni di Metallica.

Iniziata tre mattine preste, finita a profonda notte.

Sono pieno de bozzi, mezzo sordo a destra, e registro un ritardo fra pensiero e azione di almeno un paio di secondi (anche tre).

Il Palaeur, opera dell'architetto Nervi, che l'aveva progettato per essere attraversato dal sole, da quando l'hanno spernacchiato a 'plalalottomatica', è stato completamente murato, ed ormai all'interno è tutto catacomba.

Ne parlavo con Joe, tecnico sound dall'Inghilterra, che mi chiedeva il perché di questa ottusa soluzione architettonica. L'unica cosa che mi è parso sincero rispondergli è stata: "...obscurantism...since ten years, in Italy, everithing is going to be black...", lui si è come svegliato, sorpreso, guardandomi come a dire: "whaddafuck...a philosopher porter..."...

Il primo giorno abbiamo scaricato e portato tutto dentro, abbiamo montato il palco ed eretto sei torri da una ventina di metri. Il secondo giorno, assemblato la copertura. Il terzo abbiamo piottato tutto il giorno fino alle 4 de notte, quando mandata via la produzione, sono tornato finalmente a casa.

Abbiamo lavorato al fianco di un equipaggio di Scaff triestini per il montaggio di tutto il ferro, tra cui, un pirata, Philippe Mexes, e Siguorney Weaver ma più alta, con i quali, dopo qualche ruvidità iniziale, ci siamo molto apprezzati.

Il Palco, arricchito (dal nostro sudore) di tutta la strumentazione suono e luci, era bellissimo. 

Quattro bare funerarie di alluminio, sulla copertura, ospitavano tra le altre luci, raggi laser di ultima generazione. Al centro dell'arena il  palco, ed al centro del palco la batteria affiancata da dieci bocche da fuoco, le quali colonne di fiamme, modificavano la densità dell'aria perfino a una ventina di metri.

Io e altri sette compagni abbiamo fatto 'assistenza full time', il capo mi ha dato la radio, e dalle 3 del pomeriggio a concerto iniziato, il palaeur è stato di nuovo mio, come quando da Warrior, tenevo per il Banco.

Gente...che gusto vedere la sechiuriti, invece che scattarti al collo, cedere il passo...eeehhhh...lo sò...l'uomo non è altro che vanità di vanità...

19:20 e 20:20, cambio strumenti sul palco, sapete quegli omini veloci che sbaraccano tutto tra i gruppi spalla ed il gruppo capoccia?...

E poi, finalmente...i Metallica...potentissimi.

James, Lars, Robert, Kirk, sono passati tra di noi urlanti salutandoci, nella backline, indossando spessi accappatoi blu con scritto Metallica, come pugili sudati alla fine dell'incontro.

Rimediato plettri, pallone del concerto, e maglietta gialla con scritto suond, che non ho mancato di inzuppare e ingrassare nelle cinque ore successive, al servizio di questi inglesi incazzati, ma che alla fine del carico, hanno trasecolato rendendosi conto che mai, avevano fatto così presto ad andare via...forti st'inglesi...

Ecco, adesso, mi sa proprio che mi rimetto a dormì...

Bye bye buddies...

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La vita è proprio questa

di MarcoMancini (22/06/2009 - 22:10)

E insomma, questo nuovo lavoro mi piace veramente un bel pò...

Oggi ho messo per la prima volta l'imbragatura da arrampichino e sono salito sul Lahyer. Che godimento salire su quei ferri...(mi è presa subito! questa pazza voglia di brevetto).

I miei compagni, mi regalano tutti i giorni un pezzo di qualcosa, una loro storia, un modo diverso di leggere la fatica, le migliori battute mai rise sul lavoro, nuovi insegnamenti preziosi, e io sono lì con loro, e la vita non è un'altra. E' proprio questa.

Lo so, è solo il primo mese, ma mi stà a venì un braccio regà...che più che un braccio è il cordone de na vela...eVvai col culturismo!!!...

Ogni volta che sento la parola cultura, mi viene in mente il direttore della scuola di cinema, che al mio scimmiato:"stiamo facendo un pò di cultura", mentre parlavo lì con un compagno di corso, in ritardo sulla lezione, che ci guarda, tra il Gimli del Signore degli Anelli e il Capitan Findus, ma quello originale panzuto, con la maglia a righe, che allarga il sorrisone barbuto, e ci dice:"Ah, cul-tura!", mimando con le mani, un 'ok' ed un dito indice a stantuffare dentro...

Scusate la divagazione...

Perciò, oggi 13 ore, domani, me sa, pure. Mercoledì attacco alle 8 e stacco giovedì alle 8...

Ma monto il palco ai Metallica...concerto compreso...

Yeah...

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$pendendo tutto

di MarcoMancini (18/06/2009 - 09:16)

Continuano le avventure di Marcolino...

Lasciata la palestra dei pugni, a malissimocuore, mi faccio i deltoidi sollevando carichi con i compagni.

Meravigliosi scenari...stò vedendo cose, che voi impiegati, potete soltanto immaginare: nell'ora più buia della notte, gabbiani e taccole che si sfidano in caccia nello stadio Olimpico...i raggi ultravioletti balenare sui ferri delle impalcature attraverso gli archi del colosseo...tutti quei momenti...rimarranno inficcati nel tempo, come chiodi nelle palanche...è tempo di lavorare...

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Perché vedi, sono uno che ama così, spendendo tutto...

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Col motociclo, allungo certe marce sbilenche, emetto Do di petto, comincio alla mattina, mi pare sempre quella fame la componente di trazione. Con le mosse del ragno, omnidirezionali, sotto il sole di Ostia!

Che pensieri la mattina...

Buona giornata bloggers

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Un gatto con le ali !?!?!...

di MarcoMancini (11/06/2009 - 01:26)


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Gatti con le ali

di MarcoMancini (09/06/2009 - 10:04)

Bè, se oggi è nuvoloso, non è certo colpa mia.

Mi sono alzato e sono sceso per camel e latte, ho avuto il mio tazzone colativo, ho asperto l'aria di arabeschi di fumo da un ciospo, e intendo alla preparazione del ruolo di Geremia, per il provino del film di Ferrera: Un WESTERN.

Il mio caro nonno mi torna immediatamente alla memoria, mentre mima l'estrazione del revolver dalla fondina, che eroe era per me...

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Giornate al paragone delle quali l'uomo-ragno era un pischello, questo nuovo lavoro mi tonifica di fatica e mi cuoce di sole, i solidi stanno per finire, i liquidi non si vedono ancora, ma almeno ho l'opportunità di esprimermi, tra gente semplice e solida come me, sempre in nuovi spazi aperti, a mente vuota.

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Quante belle chiacchierate con la ragazza dagli occhi metallizzati!

Mentre chiacchieriamo, ci scordiamo di mangiare, dell'ora, dei maglioncini, delle sigarette, ma mai di qualche bicchiere di vino. Lei è una gatta nera, io un gatto roscio.

Gatti con le ali.

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Oggi è oggi

di MarcoMancini (06/06/2009 - 09:13)

Storie d'amore con le date.

Controllo nel portafogli se mi è rimasto un sentimento, se lo trovo, lo spendo.

Sulla barricata delle sette del mattino mi sveglia un tuono dalla finestra aperta.

Indugio, appiccicato di sonno, al ricordo.

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Ieri sera,  scaloppe al vino, con Marcellone, al Pigneto, magliette rosse, antichi come le piramidi, bombardati di Cannonau.

Più che di un bisogno, attualmente, dalle acque inconscie, rallentando a scarabocchio, verso il pelo del circostante, è una vera emergenza.

Sono un formidabile programmatore, un grandioso disattenditore: è questo il mio talento.

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Oggi, squadrato come un A4 liscio, aspetto le telefonate.

Un domani calzeremo stivaletti antigravitazionali, avremo alle cinture dei tasti per gli scudi di energia, le menti, le useremo per capire le distanze. 

Ma oggi è oggi.

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Scusate

di MarcoMancini (02/06/2009 - 11:46)

Va bene che questi capelli mattutini di giugno sono raggi di cheratina indipendenti e che ho steso la lavatrice gia da un paio di giorni ma non ho ancora trovato lo spunto di volontà necessario per ritirarla. E va bene che il problema del mettere in ordine è a monte perché ritrovo sempre gli stessi scarti negli stessi posti, e che per completare il panorama, la preparazione delle vivande in questi giorni ha risentito del rilassamento dell'attività complementare consistente nell'acquisirle. E va bene anche, che a causa del nuovo lavoro ho segato ripetutamente palestra e mi sento goffo e stanco.

Ma sono giorni nei quali mi sveglio come se fossi obbligato a portare occhiali da sole gelatinosi spalmati come una patina di manicomio sui miei occhi cisposi di giugno.

Le fotografie che ho guardato per caso, anche se di periodi recenti mi sembrano lontanissime ed irragiungibili, nonostante io provi a trasformare il terrore dell'ineluttabilità con la saggezza della certezza.

E' colpa mia se piove, forse oggi volevate andare a pranzo al mare.

Scusate.

 

 

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