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Archivio Settembre 2009
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Ideale per oggi

di MarcoMancini (27/09/2009 - 14:02)

Quando verso le sei, con il mattino spuntato dal Pincio, il dente del muletto, ha vibrato che credevo spezzarsi, come un turista nel west, pensando di aver schivato una schioppettata, mi sono acceso una camel, allontanandomi (strano al basso ventre e strano alle palle ed al culo).

Ho pensato che se fossi stato uno di quei morti senza funerale di stato, ed il mio corpo circondato di compagni, avesse giaciuto in una pozza di sangue scuro, nel grigio latteo delle rigaglie di cervello, sarebbe stato normale.

Penso ai Beatles, alla loro malinconica e psichedelica passione, e poi al suono di quel ridere che viene dal cellulare, da quella ragazza così affascinante. E' un'idea di sorriso, buona per oggi, che sono storto di pericolo scampato.

Vado a riattaccare il cellulare.

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Sessantaquattro da otto

di MarcoMancini (13/09/2009 - 13:29)

Forse questa notte ti ho sognata, non è netta la distinzione che dalla mente remota porta il tuo viso austero alle immagini mie proprie, o forse me lo sono inventato.

Aspetto ancora nei miei pomeriggi, nelle mattine, mai la sera o la notte, una tua vibrazione, un tuo tintinnante scintillio, che nella mia realtà, faccia sessantaquattro da otto.

 

Ritorno in autunno con una nuova compagna: Maddalina, la mia splendida micetta. Penso spesso alla tua voce squillante, al tuo corpo nervoso, mentre mangiamo in cucina.

 

Ora che ho di nuovo fame, vado a preparare la pastasciutta.

 

 

 

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Grondo di febbre

di MarcoMancini (04/09/2009 - 13:13)

Sono le fiacche di quest'influenza, i fatti avvenuti negli ultimi mesi, un'invincibile inadeguatezza alla schiavitù e soprattutto questa febbre altissima, che mi conducono attraverso il deserto dei bilanci, ad un caldo tremendo nella mia anima.

Un giorno, mi sveglierò nel letto asciutto dagli incubi e dal sudore e sarà accesa la soluzione nella quale mi sperpero.

Come uscito dall'anestesia, scombussolato di sonno, berrò dell'acqua, tra lacrime di incredula felicità.

Felicità dichiarata, quando avrò dimenticato questa febbre assurda.

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mi piacerebbe sai, sentirti piangere, anche una lacrima, per pochi attimi

-Marlene Kuntz-

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