Correndo appresso ai glutei
Il solco centrale dello pneumatico corre sulle lingue asfaltate delle strade di Roma, come le suole dei miei anfibi calpestano i suoi marciapiede.
L'altra mattina in palestra, sorpreso ed ipnotizzato, correvo facendo esercizi, con lo sguardo fisso sui glutei di questa ragazza rossa che si chiama come una merendina. Inutile, ma corretto, dire che mi sono innamorato di nuovo.
Mi incontro con queste persone in piena rivoluzione umana, c'è quel suono dentro di me che rompe le pietre, una metamorfosi reclama energia per fiorire bruciando.
Fiorire bruciando come questa primavera che arriva, più degli altri anni, attesa e benvenuta.
Fortifico lo spirito e il corpo, in questi giorni, anche sbandando, tirando quando posso fino al limite della fatica, mi preparo nell'attesa di occhi intelligenti o di seni bianchi e pigri. Mangio con interesse quello che compro al mercato, dalle fornaie, appassionato alla culinaria.
Torno al culo di quella mattina, ed anche ora, nella mia stanza, continuo a correre appresso ai suoi glutei.
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