Tre giorni di metallo
Finta la tre giorni di Metallica.
Iniziata tre mattine preste, finita a profonda notte.
Sono pieno de bozzi, mezzo sordo a destra, e registro un ritardo fra pensiero e azione di almeno un paio di secondi (anche tre).
Il Palaeur, opera dell'architetto Nervi, che l'aveva progettato per essere attraversato dal sole, da quando l'hanno spernacchiato a 'plalalottomatica', è stato completamente murato, ed ormai all'interno è tutto catacomba.
Ne parlavo con Joe, tecnico sound dall'Inghilterra, che mi chiedeva il perché di questa ottusa soluzione architettonica. L'unica cosa che mi è parso sincero rispondergli è stata: "...obscurantism...since ten years, in Italy, everithing is going to be black...", lui si è come svegliato, sorpreso, guardandomi come a dire: "whaddafuck...a philosopher porter..."...
Il primo giorno abbiamo scaricato e portato tutto dentro, abbiamo montato il palco ed eretto sei torri da una ventina di metri. Il secondo giorno, assemblato la copertura. Il terzo abbiamo piottato tutto il giorno fino alle 4 de notte, quando mandata via la produzione, sono tornato finalmente a casa.
Abbiamo lavorato al fianco di un equipaggio di Scaff triestini per il montaggio di tutto il ferro, tra cui, un pirata, Philippe Mexes, e Siguorney Weaver ma più alta, con i quali, dopo qualche ruvidità iniziale, ci siamo molto apprezzati.
Il Palco, arricchito (dal nostro sudore) di tutta la strumentazione suono e luci, era bellissimo.
Quattro bare funerarie di alluminio, sulla copertura, ospitavano tra le altre luci, raggi laser di ultima generazione. Al centro dell'arena il palco, ed al centro del palco la batteria affiancata da dieci bocche da fuoco, le quali colonne di fiamme, modificavano la densità dell'aria perfino a una ventina di metri.
Io e altri sette compagni abbiamo fatto 'assistenza full time', il capo mi ha dato la radio, e dalle 3 del pomeriggio a concerto iniziato, il palaeur è stato di nuovo mio, come quando da Warrior, tenevo per il Banco.
Gente...che gusto vedere la sechiuriti, invece che scattarti al collo, cedere il passo...eeehhhh...lo sò...l'uomo non è altro che vanità di vanità...
19:20 e 20:20, cambio strumenti sul palco, sapete quegli omini veloci che sbaraccano tutto tra i gruppi spalla ed il gruppo capoccia?...
E poi, finalmente...i Metallica...potentissimi.
James, Lars, Robert, Kirk, sono passati tra di noi urlanti salutandoci, nella backline, indossando spessi accappatoi blu con scritto Metallica, come pugili sudati alla fine dell'incontro.
Rimediato plettri, pallone del concerto, e maglietta gialla con scritto suond, che non ho mancato di inzuppare e ingrassare nelle cinque ore successive, al servizio di questi inglesi incazzati, ma che alla fine del carico, hanno trasecolato rendendosi conto che mai, avevano fatto così presto ad andare via...forti st'inglesi...
Ecco, adesso, mi sa proprio che mi rimetto a dormì...
Bye bye buddies...
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