Diario di Bari...Al posto del diario di bordo
postato da M.T.
Scrivo da un internet point, dietro corso vittorio, mentre Mariangela(uff. stampa), è impegnata a mandare comunicati ed è sommersa da pile giornali con articoli sulla prima serata del festival, dedicata al maestro Mario Monicelli. << No, non chiamatemi maestro>>, dice lui infilando gli occhi scurri e aborrendo l'espressione con un gesto della mano.
Ma andiamo per ordine, anche se questa parola non mi appartiene da tempo...
Arrivo a Bari il 04 luglio sera. Passo le 4 ore e 30 di treno a dormire, cercando di recurare un anno di sonno arretrato. La signora che mi siede davanti mi offre metà del suo panino del Mac ma io sorrido e scuoto la testa, le offro in cambio un chupa chups (tanto ormai la fama di bar tabacchi e di divoratrice di caramelle me la sono fatta), faccio una telefonata a Giampi, il mio avvocato preferito (vai Giampi siamo tutti con te!) e continuo a dormire.
Arrivo alle 19:00 e Bari mi sembra immediatamente diversa dai miei ricordi di bambina. Più viva e colorata ma allo stesso tempo con un entusiasmo di altri tempi. I Ragazzi portano le ragazze a braccetto come nei film anni '50 e in piazza Ferraresi c'è un'esposizione di 500 con un sottofondo musicale che contribuisce a creare l'atmosfera.
Chiedo indicazioni per arrivare al "fortino", centrale operativa di cinemadamare e vengo accolta da un gruppetto di ragazzi sorridenti, che con aria di scusa mi dicono che fino alle 20 è impossibile accedere agli alloggi. Sorrido a mia volta e dico che intanto mi andrò a fare in giro. Ma cos'è tutto stò casino? E questa voce, poi...Mi senbra di riconoscerla, è quella di un conduttore, sembra proprio quella di ... Ebbene sì, si tratta di Alessandro Cattelan, vj di Mtv e le urla provengono dal palchetto di trl. Io e Audrey (la macchina fotografica), ci piazziamo dietro le quinte e scattiamo un po' di foto a lui e a Giorgia.
A fine della puntata ritorno al fortino, dove incontro 2 ragazzi molto simpatici, Meran persiano (non sono sicura che si scriva così) e Ettore, romano, che poi diventeranno i miei compagni di stanza. Ehhh che volete, a cinemadamare si fa così:si dorme tutti insieme, si fa la doccia in palestra dalle 17 alle 20, si mangia quando si può e si sgobba...Si sgobba tanto e volentieri, perchè lo spirito della manifestazione è che che tu sia ospite o parte dello staff si sta lavorando tutti per un fine comune, l'amore per il cinema, per lo spettacolo e per l'arte in generale. Mi sembra di esser tornata ai tempi del collegio ma senza tutti quei compiti...
La sera del 04 siamo ospiti di una coppia molto simpatica Rosa e Fedele,considerati i "mecenati del posto" che ci accolgono a braccia aperte e che ci invitano a tornarli a trovare(raccomandazione che mi propongo di seguire, anche perchè fanno del vino da paura!).
La giornata del 05 ci vede tutti impegnati nell'allestimento della piazza e della sala conferenze. Io dò una mano con i badge e tra quelli degli ospiti d'onore mi capita fra le mani quello di Stefano Calvagna. A questo punto l'sms al "Mancio", non l'allenatore, il nostro, è d'obbligo.
Mi chiama, lo sommergo di chiacchere come solo io so fare e torno al mio lavoro.
Il pomeriggio lo passo a tappezzare di manifesti la sala e verso le 16:30 chiedo a Rina, anzi al "dir" ( in quanto dir., artistico del festival), il permesso di assentarmi per andare a ripassare.
Un bel po' di vocalizzi con la commedia musicale di A. Pultrone e un paio di ripassi mnemonici dopo, sono di nuovo al fortino, pronta ad assitere alla conferenza stampa del maestro, anzi pardon, del dottore, come viene chiamato dopo la sua laurea ad honoris causa. Dicono che sia misogino, non c'è problema, visto che di me dicono che sono masochista. E quindi tra gli occhi stupiti del dir. e della stampa, con indosso i pantaloni combat, le infradito hawaiane e la faccia impolverata (colpa dell'intonaco della nostra stanza che continua a cascare), impugno il microfono destinato alle domande del pubblico.
<<Dottor Monicelli, lei mi deve perdonare perchè la mia più che una domanda è una curiosità, ma si sa, la curiosità è donna...>> Sorride e comincia a guardarmi.
<<C'è un film di un altro regista che avrebbe voluto fare lei?>>
<<Mia cara signorina, non uno milioni!! Soprattutto quelli di Ken Loach, trovo sia bravissmo, dotato di un occhio particolare.Il mio film preferito? Ce ne sono 3 o 4 che mi porto dentro ma più che altro per motivi affettivi, di alcuni dei miei film non me ne sono mai spiegato il successo l'insuccesso...>>
Dopo le parole del "dottore" mi rimane giusto il tempo per cambiarmi e per provare un altro po', magari questa volta in piazza,così da non andare incontro a spiacevoli inconvenienti.In piazza vengo feramata da dei bambini che mi chiedono di poter provare isieme a me il brano da commedia musicale. Grande Ale!
Putroppo, nonostante le prove, lo spiacevole inconveniente arriva: a metà serata comincia a piovere e bisogna interrompere le proiezioni dei corti per non danneggiare i macchinari, far accomodare Monicelli in una libreria in attesa della presentazione del suo film e annunciare una breve interruzione in attesa di un "miglioramento metereologico". La gente minaccia di andarsene e a quel punto il "dir." mi dice:
<<Perchè non fai il tuo pezzo?>>
<<Ma che sei matto?Con il vento che tira e la pioggia i microfoni ne risentiranno e poi guarda,se ne stanno andando vai tutti!>>
<<Hai ragione! Senti Franci mi annunci che fra un po' Maria Teresa Teodorani salirà sul palco, per fare un pezzo?>>
Che str...Vabbè, rido e faccio buon viso a cattivo gioco! E il pubblico mi viene in aiuto. Come salgo sul palco c'è un applauso e poi il silenzio. Faccio il mio pezzo nel silenzio surreale di piazza Mercantile, c'è un applauso e poi...
Poi mi ricordo di aver chiamato Ale, di aver salutato Monicelli dicendogli che mio padre mi ha fatto crescere con i suoi film e con quelli Hitchcok e alle sue parole: <<Ah, roba vecchia>>, arriva la mia risposta: <<No!Vecchia mai...>> e poi il suo sorriso, accompagnato da un grazie...
LA PARTITA


ESISTERE NON CI BASTA

Erano tanti ieri alla presentazione della personale di Ale. Non ho visto tante inaugurazioni di mostre, sì, i giovani vanno ai musei, ma ieri l'età media era 40...sorprendente...
Le opere di Ale sono sorprendenti. E' un grande piacere aprire i post con le sue visioni e con i titoli delle sue visioni. Titoli come: ESISTERE NON CI BASTA.
Solo ora mi rendo conto che la galleria da quì al ventisette potrebbe diventare meglio del bar dove vado in comitiva...oggi c'è ale dalle 4 alle 7...mi sa proprio che ci farò una capata...
Fitzcarraldo Valerio
L'angelo Dentro

OGGI, Mercoledì 9 maggio 2007, ore 19,00
Spazio espositivo
DOMUS TALENTI
via delle Quattro Fontane,113
00184 Roma
Inaugurazione della personale di Alessandro Pultrone
OGNI QUADRO è UNA FINESTRA
A cura di Domenico Giglio
Artista vitale ed eclettico, Alessandro Pultrone rappresenta la realtà quotidiana attraverso visioni distorte, attonite e quasi allucinate. Come in un labirinto di specchi, figure e oggetti si riflettono, sospesi, mentre il tratto preciso e la sontuosità calda del colore descrivono con amara acutezza una società corrotta e vagamente grottesca.
Info: Galleria Horti Lamiani Bettivò
349.1840133-347.8233975
SUL CONFINE

Siamo sul confine. Domani entriamo nel quadro. La mostra sarà un occasione per stare un pò insieme a mangiare qualche panino, per brindare alla vita insieme a M.T., che ha appena compiuto gli anni, e per ringraziare Ale, Maestro d'Arte e di vita.
L'invito è aperto a tutti, il posto sembra il deposito di Paperon dè Paperoni, tre linee di ballatoi con un trampolino in ferro.
A DOMANI!
MarcoValerio
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Mercoledì 9 maggio 2007, ore 19,00
Spazio espositivo
DOMUS TALENTI
via delle Quattro Fontane,113
00184 Roma
Inaugurazione della personale di Alessandro Pultrone
OGNI QUADRO è UNA FINESTRA
A cura di Domenico Giglio
Artista vitale ed eclettico, Alessandro Pultrone rappresenta la realtà quotidiana attraverso visioni distorte, attonite e quasi allucinate. Come in un labirinto di specchi, figure e oggetti si riflettono, sospesi, mentre il tratto preciso e la sontuosità calda del colore descrivono con amara acutezza una società corrotta e vagamente grottesca.
Info: Galleria Horti Lamiani Bettivò
349.1840133-347.8233975
GUARDARE NON E' VEDERE

Mercoledì 9 maggio 2007, ore 19,00
Spazio espositivo
DOMUS TALENTI
via delle Quattro Fontane,113
00184 Roma
Inaugurazione della personale di Alessandro Pultrone
OGNI QUADRO è UNA FINESTRA
A cura di Domenico Giglio
Artista vitale ed eclettico, Alessandro Pultrone rappresenta la realtà quotidiana attraverso visioni distorte, attonite e quasi allucinate. Come in un labirinto di specchi, figure e oggetti si riflettono, sospesi, mentre il tratto preciso e la sontuosità calda del colore descrivono con amara acutezza una società corrotta e vagamente grottesca.
Info: Galleria Horti Lamiani Bettivò
349.1840133-347.8233975
Metropolitana

Eccovi un altro dipinto di Ale, artista a tutto tondo, pittore, scultore, regista, attore, poeta, scrittore.
Ieri, di nuovo, nel suo studio, io, M.T., e Giampietro dai schinieri scintillanti, a guardarci negli occhi.
Parlando dell'organizzazione della mostra, una cosa l'ho capita: non molliamo neanche se ci vengono a tirare due botte col canne mozze.
VENITE
VENITE A TROVARCI ALLA MOSTRA
Marco Antiproiettile Valerio

Andiamo dove dobbiamo andare

Andiamo dove dobbiamo andare. Facciamo quello che dobbiamo fare. Il corridoio di nuvole. Sono io questo vecchio che mangia davanti lo specchio. Lei si toglieva le calze vestita da sposa. Le botte dei celerini, i lacrimogeni. Quella ragazzina che lanciava la palla. Odori della mia casa. E questo sono io. Questo vecchio che mangia davanti lo specchio sono io.
In questi giorni chiacchiero e dico un sacco di fregnacce. Sarò un animale e uno stronzo, ma non voglio esser calpestato. Forse è solo un malessere passeggero. Signor Maratoneta...perché si è fermato ad un passo dal traguardo?
Le lastre con le memorie riempiono il cielo di san giovanni.
Marco De Coubertin
IL MERCATO -- ALESSANDRO PULTRONE


INVITO MOSTRA ALESSANDRO PULTRONE

L’arte di Alessandro Pultrone, figura vitale ed eclettica, è una rappresentazione della realtà del mondo, colta anche nella sua vita quotidiana, comunicata attraverso visioni distorte, sospese, attonite e quasi allucinate, ma , allo stesso tempo, avvolta in una bizzarra invenzione fantastica ed una sontuosità calda e opulenta di colore: lo scenatio è incantato, quasi…magico.
L’artista usa l’arte come uno specchio che riflette, da protagonista e spettatrice, la società corrotta e malata, di cui rivitalizza le cose concrete con amara acutezza, con lucidità descrittiva…i tratti sono precisi, curati nei particolari e definiti geometricamente nello spazio.
Il riferimento all’antichità classica, la purezza delle forme e l’armonia nella composizione costituiscono il linguaggio di Alessandro Pultrone…il suo “fare concettuale e pittorico” è speculare alla tradizione e alla modernità.
Le sue opere, frutto di varie sperimentazioni tecniche, conservano una certa componente emozionale: alcuni particolari vengono accentuati all’estremo ed intensificati espressivamente, fin quasi al grottesco, ma tradotti con un atteggiamento ludico a testimonianza della identificazione tra il “suo fare e il suo essere”, della sua volontà di legare il senso dell’opera e quello del fare arte alla vita quotidiana.
L’allestimento della mostra, illustrato attraverso oli su tela e tecniche miste su carta lavorata (tasselli del suo operato: fotocopie di testi, poesie, progetti, proposte o critiche, foto di scena, contratti o biglietti del treno) è solo una parte della poliedrica attività di Alessandro Pultrone tesa a comprendere l’essenza dell’ “oggetto” nella sfera artistica, al di là delle leggi fisiche dello spazio e del tempo. L’artista, erudita della comunicazione, vuole sentirsi libero di trasmettere idee e sensazioni, angosce e speranze, tensioni ed apprensioni, gioia e dolore, appagamento e disperazione, sentimenti che caratterizzano il mosaico esistenziale che appartiene ad ognuno di noi, quell’aspetto invisibile e quel cosiddetto illogico della forma e dello spirito. Proprio come un giullare che, fedele al suo benevolo “anticonformismo storico”, racconta divertendo e divertendosi, con insuperabile ed ironica maestria, l’anima dell’umanità nella sua eterna dicotomia tra il grigiore della forma e il chiarore della persona.
La mostra mira ad essere il preludio della inesauribile esigenza di esprimersi dell’artista, di confrontarsi nel gesto e nella voce degli “anonimi eroi” della lotta per i diritti fondamentali dell’uomo, attraverso la visualità materializzata di modelli dell’immaginario del protagonismo sociale, scandito in ruoli e gerarchie, in contrapposizione con le masse diseredate.
Una valigia per l'oltre

Oggi...domani (i bambini)









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